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martedì, Aprile 16, 2024
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Padrin: “Buon lavoro ai sindaci, Sindi Manushi a Pieve di Cadore, Massimo Murer a Canale d’Agordo, Mauro Soppelsa a Cencenighe e Mario De Bon a Sospirolo”

Sindi Manushi – sindaca Pieve di Cadore

«Auguro buon lavoro ai nuovi sindaci di Pieve di Cadore e di Canale d’Agordo, Sindi Manushi e Massimo Murer. E buon proseguimento ai rieletti Mauro Soppelsa di Cencenighe e Mario De Bon di Sospirolo».

Lo scrive in una nota il presidente della Provincia Roberto Padrin, alla chiusura delle urne amministrative nei quattro Comuni andati al voto.

«L’aver superato lo scoglio del quorum non era certo scontato, visto che patiamo ancora il clima dell’antipolitica e di un astensionismo piuttosto feroce. Ma ancora meno scontato era trovare persone che si mettono a disposizione delle comunità locali, con impegno, passione e dedizione. Motivo per cui va fatto un plauso sincero ai quattro candidati che si sono messi in gioco, e alle squadre che li hanno sostenuti. Auguro loro cinque anni ricchi di lavoro e di soddisfazione, con l’auspicio che le comunità locali abbiano la pazienza di comprendere tutte le difficoltà dell’amministrare e sappiano collaborare con critiche costruttive, laddove necessario».

«Non posso nascondere un pizzico di preoccupazione in vista della tornata amministrativa del prossimo anno» conclude il presidente Padrin. «Andranno al voto 33 Comuni e se già quest’anno con quattro c’è stata difficoltà a trovare persone che si mettessero in gioco, non sarà facile avere liste e candidati in tutti i territori. Del resto, i problemi con cui si trova a dover lottare ogni giorno un amministratore sono tanti e tali da costituire già un primo grande ostacolo a chi vuole provare a impegnarsi nella gestione della cosa pubblica. Senza contare le situazioni di emergenza che abbiamo sperimentato negli ultimi anni, da Vaia alla pandemia, dai rincari delle bollette all’accoglienza dei migranti. I sindaci sono l’ultimo anello della catena amministrativa e il più debole, ma sono anche loro malgrado i primi parafulmini per le questioni locali».

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