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sabato, Maggio 18, 2024
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Concorrenza sleale e investigazioni aziendali, si ampliano i confini

Le persone che hanno cercato di trarre un indebito vantaggio dagli scambi commerciali sono sempre esistite. E se in passato si trattava solo di mercanti poco onesti, oggi la concorrenza sleale si è evoluta e le imprese scorrette hanno affinato le proprie tecniche per mettere i bastoni tra le ruote ai competitor.

Per chi fosse ancora digiuno dell’argomento, possiamo definire la concorrenza sleale come un comportamento di un imprenditore (oppure un socio di azienda, un manager, un dipendente e così via) che ottiene o cerca di ottenere un vantaggio sui suoi concorrenti attraverso una condotta ingannevole, disonesta, fraudolenta o non ragionevole negli scambi o nel commercio.

La concorrenza sleale è così radicata che oggi costituisce una vera e propria minaccia per le aziende, tant’è che la quasi totalità degli Stati dispone di proprie leggi in merito e l’Italia non fa eccezione.

Tuttavia, oggi c’è una grande novità, poiché i confini nazionali non sono più da intendere come barriere che limitano l’attività di tutela dell’impresa. Pertanto, sia l’attività del giudice volta ad accertare un reato di concorrenza sleale, sia le azioni private compiute dall’imprenditore leso, possono espandersi oltralpe.

Questo significa che, chi intende fare investigazioni a livello internazionale perché teme di essere vittima di comportamenti sleali, ha il solo compito di scegliere il partner giusto a cui affidarsi. In questo senso, optare per una realtà internazionale come INSIDE è la soluzione migliore.

Come dichiarato da Salvatore Piccinni, Managing Director Head of Southern Europe di INSIDE Intelligence & Security Investigations, si tratta di un’agenzia investigativa che opera a livello nazionale e internazionale, assistendo le aziende nella gestione e risoluzione di illeciti, frodi assicurative, pirateria informatica, casi di concorrenza sleale e infedeltà aziendale commessi da dipendenti, soci o amministratori.

Perché si può (e si deve) fare indagini aziendali anche sui concorrenti esteri?

Se in passato si credeva che i confini del Paese impedissero alcune azioni, oggi non è più così, anche quando si parla di concorrenza sleale. E l’abbattimento dei confini nazionali riguarda sia l’aspetto giudiziale, sia quello delle indagini aziendali.

Sul primo punto, infatti, la Corte di Cassazione ha recentemente pubblicato l’ordinanza n. 36113 del 9 dicembre 2022.  Con questa si è affermato il principio di diritto secondo cui, in materia di concorrenza sleale, la competenza giurisdizionale del giudice italiano si estende alle condotte lesive che si siano verificate anche al di fuori del territorio dello Stato.

Questa buona notizia, volta a snellire le procedure di tutela dei soggetti vittima di concorrenza sleale, trova eco anche nel lavoro delle agenzie di investigazioni.

Pertanto, un imprenditore che sospetta di essere nel mirino di comportamenti sleali perpetrati da uno o più concorrenti, dovrà solo scegliere un partner investigativo serio e affidabile a cui affidarsi.

Quali sono i casi più comuni di concorrenza sleale?

La concorrenza sleale è un male dei tempi attuali che provoca danni al tessuto imprenditoriale italiano e non. Si tratta di un fenomeno molto variegato e il codice civile italiano vieta atti come confusione, denigrazione e vanteria – definiti tipici – e altri atti definiti atipici.

I primi includono la diffusione di notizie e/o apprezzamenti malevoli relativi ai prodotti ed attività di un’impresa concorrente e l’indebita appropriazione di pregi e qualità di attività e prodotti altrui.

Mentre tra gli atti di concorrenza sleale atipica si comprende “ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda”. Quindi, sebbene non esista una classificazione ufficiale, ci sono alcune condotte più comuni che si sono delineate negli anni, come:

  • la concorrenza parassitaria, ossia l’imitazione sistematica, continua e protratta nel tempo, da parte di un imprenditore, delle iniziative di mercato realizzate da un concorrente;
  • lo spionaggio industriale da parte di un imprenditore che, con mezzi illeciti si appropria di notizie segrete o riservate riguardanti l’impresa di un concorrente;
  • gli abusi monopolistici realizzati da un’impresa in posizione dominante o da più imprese in accordo fra loro;
  • lo storno dei dipendenti dell’azienda concorrente che si vuole danneggiare, attraverso l’offerta di una superiore retribuzione o più convenienti condizioni di lavoro;
  • lo sviamento della clientela tramite assunzione di ex dipendenti di un concorrente e l’utilizzo di informazioni e contatti in loro possesso;
  • le pratiche di dumping in cui i prezzi dei beni venduti o dei servizi resi vengono fraudolentemente manipolati;
  • l’infedeltà professionale del socio o del dipendente che diffondono informazioni riservate o compiono atti di sabotaggio aziendale.

Data la varietà degli atti inclusi all’interno della concorrenza sleale, non stupisce che sempre più aziende si affidino ad agenzie investigative per tutelare i propri interessi e per proteggere il proprio business.

 

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