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martedì, Aprile 16, 2024
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Comuni della Memoria del Vajont: c’è anche Ponte nelle Alpi

Ponte nelle Alpi entra a far parte dei Comuni della Memoria del Vajont. Il consiglio comunale, infatti, ha approvato all’unanimità il protocollo d’intesa con i Comuni di Longarone, Erto e Casso e Vajont per la realizzazione delle iniziative e manifestazioni commemorative in vista del 60mo anniversario legato alla catastrofe. Grazie a questo atto, Ponte è ufficialmente fra i “Comuni della Memoria”.

Il percorso era iniziato già nel 2004, quando venne inaugurato a Nuova Erto il monumento in ricordo delle vittime e dei superstiti. Ed è proprio la frazione di Nuova Erto il principale anello di congiunzione nel ricordo del Vajont. Dopo il 9 ottobre 1963, diverse famiglie di sfollati dai luoghi della tragedia, trovarono nuova residenza in una zona appositamente creata dal punto di vista edilizio e urbanistico. Tutta l’area sportiva, inoltre, ha sede a Nuova Erto – dallo stadio al bocciodromo, dal PalaMares al poligono di tiro, dai campi da tennis alla pista di atletica – mentre il piazzale dello stadio si intitola “22.39”: l’ora esatta della disastro.

Senza considerare che i primi volontari a intervenire nella notte più buia furono di Ponte nelle Alpi, la cui comunità ebbe anche delle vittime. L’allora amministrazione si prodigò per gli aiuti e il già sindaco Giovanni Bortot si impegnò, anche come deputato in parlamento, per il giusto riconoscimento delle cause della catastrofe, accompagnando i sopravvissuti e le loro famiglie al processo che si tenne a L’Aquila. E nel 1966, una delibera del consiglio comunale di Longarone rese merito alla comunità pontalpina per gli aiuti e il sostegno.

«È stato un momento solenne e commovente l’aver approvato la delibera che ci lega ancor di più a Longarone, Erto e Casso e Vajont. Entrare nel comitato dei sindaci per le celebrazioni del 60. anniversario e collaborare con la Fondazione è un grande onore e il nostro impegno sarà massimo – ha affermato il sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini -. Ringrazio i colleghi Padrin, Carrara e Barzan per aver dato seguito a un lavoro condiviso sulla memoria che unisce i nostri Comuni».

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