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Lamberto Pietropoli, un alpino ad honorem. Il ricordo della sorella Rosaprile 

Lamberto Pietropoli

Gli amici dell’Associazione alpini di Roma l’avevano soprannominato Alpino ad honorem per le sue armonizzazioni di canti alpini e per non esser mai mancato a una adunata.

“Prima di lui, Belluno e nemmeno Roma avevano un coro dedicato al canto popolare-alpino”. A parlare è Rosaprile, sorella di Lamberto Pietropoli, maestro, compositore e musicista. Nato ad Adria (Rovigo) il 22 giugno del 1936 da padre polesano e madre di Domegge di Cadore, Lamberto Pietropoli muore il 27 ottobre del 1994 a Belluno lasciando un patrimonio di oltre 800 brani, composizioni, armonizzazioni per cori. Tutta la sua produzione ora è in corso di pubblicazione in un’opera omnia grazie all’impegno del maestro Natalino Brugiolo (e-mal: natbrugi@virgilio.it), fondatore del coro Sanvito.

“Camminava appena – prosegue la maestra Rosaprile Pietropoli – quando con una trombetta giocattolo ricevuta in regalo, che riproduceva tre sole note, mio fratello intonava delle melodie”.

Le note musicali sono dunque il filo conduttore della vita del maestro Lamberto Pietropoli. La sua forte inclinazione per la musica diventa inarrestabile. A cinque anni è un ragazzino autodidatta, che prima ancora di studiare musica, impara autonomamente e suona la fisarmonica nei cortili e nel bar di Laggio di Cadore dove trascorre l’infanzia. A Belluno, dopo il diploma intraprende la professione di insegnante di educazione fisica, che perfezionerà poi a Roma frequentando l’Isef. Incontra il maestro Nino Prosdocimi grazie al quale diventa polistrumentista, suona l’organo nelle chiese, la tromba nella banda cittadina, il violoncello e il contrabbasso nelle orchestre da ballo. Al Caffè Vapore in piazza Santo Stefano a Belluno Lamberto Pietropoli si trova con gli amici ed è qui che nel 1961 fonda il Coro Minimo Bellunese. In questo periodo il maestro Pietropoli insieme al suo amico Loris De Moliner, del Coro Minimo, girano la provincia ad intervistare gli anziani per recuperare le vecchie canzoni che poi elabora in brani per cori a 4 voci, 1° tenore, 2° tenore, baritono e basso.

“Un giorno passando per Agordo sente cantare – racconta la sorella Rosaprile – si ferma incuriosito e conosce il maestro Santomaso. Il giorno dopo aveva già realizzato e consegnato l’armonizzazione del brano “Le zime de l’Auta”, che segna l’inizio di una lunga collaborazione con il Coro Agordo. Negli anni ’60 erano di moda i cori di voci maschili – prosegue Rosaprile – sarà lui ad aprire al coro misto, che offriva maggiori possibilità di armonie. Avvia così una produzione di armonizzazioni per canto misto, un centinaio delle quali per il Coro Agordo. Nel 1963 a Roma, dove si trova per motivi di lavoro, fonda il Coro ANA-Roma che diresse fino al 1985, con il quale incide dischi di canzoni popolari. Ed è a Roma, in Campidoglio che nel 1984 gli viene assegnato un importante riconoscimento, il Premio “Personalità Europea”.

Il 14 settembre 1991 ad Agordo, gli sarà consegnato il Premio Agordino d’Oro. E il premio Rigo Musicale ad Adria. Oltre ai quattro già citati, Coro Sanvito, Coro Minimo Bellunese, Coro Agordo, Coro Ana Roma, il maestro Pietropoli ha collaborato anche con il Coro Peralba di Campolongo di Cadore. Oltre ai canti alpini e di montagna si è occupato anche di arrangiamenti corali di noti pezzi classici di autori e cantautori italiani, come Rascel, Morricone, Celentano, De André, Baglioni; dei nostri Belumat, e anche dei Beatles, Sinatra, Bécaud. E ancora, musica sacra, musica celtica, irlandese, musica classica come l’Adagio di Albinoni. Ha trascritto canti regionali romani, napoletani, calabresi. Gli è stato intitolato il Premio “Lamberto Pietropoli” che tra l’altro, è stato assegnato al maestro Bepi De Marzi nel 2016 e al maestro Natalino Brugiolo nel 2017. C’è anche una tesi di laurea in etnomusicologia a suo nome “Il canto di tradizione orale nelle elaborazioni corali di Lamberto Pietropoli” che Giuseppina Antonucci, maestra del Coro Cai di Frosinone ha presentato nell’anno accademico 2009-2010 alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Tor Vergata di Roma.

Di lui, il maestro Bepi De Marzi, fondatore del gruppo corale maschile “I Crodaioli” di Arzignano, ha scritto: “Ha inventato un coro e uno stile”, riferendosi al Coro Agordo e al Pietropoli armonizzatore.

“Mi fa sempre sorridere  – conclude la sorella Rosaprile – ripensare a quella scena surreale di Lamberto e del suo amico tenore Adriano Faustini, fermi sulla strada di Longarone all’una di notte. Adriano a cantare un brano sconosciuto a Lamberto, che sotto la luce di un lampione appoggiato al cofano dell’auto ne riportava le note su un pezzo di carta da macelleria recuperata. Due giorni dopo da Roma, Lamberto gli inviò lo spartito realizzato sulla tonalità dell’amico tenore. Si trattava di Serenade”.

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