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sabato, Novembre 26, 2022
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La Cassa Rurale Dolomiti dona 10mila euro alla delegazione bellunese del Soccorso Alpino. Barattin: “Risorsa preziosa per l’acquisto di nuovi droni e per la formazione del personale tecnico”

Cassa Rurale Dolomiti Soccorso Alpino Belluno“Il nostro istituto porta la montagna, e in particolar modo le Dolomiti, nella propria ragione sociale, ma anche in molte delle proprie iniziative imprenditoriali e, cosa ancor più importante, tra i motivi primari e fondativi della propria attività e del proprio essere banca del territorio. Per queste ragioni è stato per noi naturale, e quasi doveroso, pensare ad una donazione significativa a favore di coloro che impiegano il loro tempo e le loro energie, talvolta persino a rischio della propria incolumità, per garantire sicurezza e soccorsi a chi frequenta le nostre montagne”.

Così il presidente della Cassa Rurale Dolomiti, Carlo Vadagnini, a margine dell’incontro svoltosi presso la sede della Delegazione Dolomiti Bellunesi del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico a Belluno.

Con questa iniziativa – ha aggiunto il presidente Vadagnini – la banca vuole sottolineare l’attività degli operatori del Soccorso Alpino al termine di una stagione particolarmente difficile e dolorosa, caratterizzata, in particolar modo, dalla tragedia della Marmolada, costata la vita, ad inizio dello scorso mese di luglio, a 11 persone.
L’attività dei soccorsi, preziosa e insostituibile, deve andare avanti però, di pari passo, con quella legata alla diffusione di una vera e propria cultura della prevenzione. A tale riguardo il direttore generale della Cassa Rurale Dolomiti, Ruggero Lucin, ha ricordato le iniziative di sensibilizzazione avviate al riguardo dall’istituto in questi anni e destinate in particolar modo ai ragazzi e alle loro famiglie, anche tramite gli istituti scolastici.

“Ringrazio veramente di cuore la Cassa Rurale Dolomiti per questo gesto di concreta vicinanza alla nostra attività e a tutto il Soccorso Alpino”, commenta Alex Barattin, delegato della seconda zona, Dolomiti Bellunesi. “Il difficile e lungo intervento che i nostri tecnici hanno condotto per diversi giorni sulla Marmolada lo scorso mese di luglio ha messo in evidenza le nostre caratteristiche operative, ma anche l’opportunità di investire ulteriormente in dotazioni tecnologiche e in formazione. Per questo, aggiunge Barattin, la somma che riceviamo oggi sarà destinata ad implementare la nostra flotta di droni e alla formazione di coloro che li manovrano. Si tratta di una frontiera importante del soccorso in montagna che, come avvenuto in Marmolada, ci consente di intervenire con rapidità e in piena sicurezza anche in ambienti ostili o particolare rischio”.

 

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