I premiati Pelmo d’Oro 2022 sono: il cadorino Francesco Vascellari e il limanese Loris De Barba per l’alpinismo in attività, il cadorino Mauro Valmassoi per la carriera alpinistica, il bellunese Pietro Sommavilla per la cultura alpina.
Quest’anno il Premio Speciale Dolomiti UNESCO sarà assegnato a Anselmo Cagnati e il Premio Speciale della Provincia di Belluno andrà a Stefania Constantini e Renè De Silvestro, campioni ai recenti giochi olimpici e paralimpici di Pechino, nel mentre non viene assegnato il Premio Speciale “Giuliano De Marchi”. Oltre alla consueta scultura del Monte Pelmo, opera del maestro Gianni Pezzei, vi saranno due opere realizzate dallo scultore Roberto De Martin di Lozzo di Cadore.
Sarà Vigo di Cadore ad ospitare la 24^ edizione del Premio Pelmo d’Oro.
L’appuntamento, con l’attesa cerimonia, è per sabato 30 luglio 2022 alle ore 10,15 nella Arena di Laggio di Cadore.
Vigo di Cadore è una località che combina alla perfezione arte e natura, a 951 m di altitudine tra il gruppo Tudaio-Brentoni-Pupera Valgrande a Nord e Cridola-Spalti di Toro a sud, sulla sponda sinistra del fiume Piave, che attraversa l’intera vallata prima di riversare le sue acque nel lago di Centro Cadore e proseguire verso sud.
Sono numerose le architetture religiose dislocate tra le vie del borgo, ognuna delle quali conserva al suo interno prestigiose opere d’arte. La Chiesa principale, dedicata a S. Martino, sorge sulle rovine di un’antichissima parrocchiale risalente al 1200, mentre l’attuale, edificata nel ‘500 e restaurata qualche secolo più tardi, conserva alcune opere lignee appartenenti a Besarèl e alla sua scuola e dipinti del pittore Tomaso Da Rin, originario di questa terra.
Di notevole interesse la Chiesa di S. Orsola che si erge nella piazza di Vigo, qualificata come monumento nazionale: risalente al ‘300 e in stile gotico presenta affreschi sia all’interno che nelle facciate esterne e conserva un’opera attribuita al celebre Domenico Tintoretto. Altre chiese minori, ma non per questo meno importanti, sono la Chiesa di S. Antonio Abate, la Chiesa della Beata Vergine della Difesa, la Chiesa di S. Margherita in località Salagona risalente al XII che custodisce opere di arte medievale, e la Chiesa di S. Bernardino da Siena risalente al 1400, nel piccolo borgo di Pelos.
Il già ricco patrimonio culturale del Comune di Vigo è stato ulteriormente incrementato a partire dal 1892, quando il professor Antonio Ronzon fondò la Biblioteca Storica Cadorina, che custodisce antiche pergamene e manoscritti riguardanti la storia del Cadore e una sezione “universale”.
Non solo cultura ma anche natura è parola chiave del territorio comunale, circondato dalle vette del Monte Tudaio, del Monte Schiavon, del gruppo montuoso dei Brentoni e dai Cadini di Laggio. Interessante base di partenza per piacevoli escursioni è l’altopiano di Razzo con l’omonima casera, da cui è possibile godere di una bella vista sulle cime circostanti. Alcuni percorsi consentono inoltre di raggiungere i luoghi della Grande Guerra: il Monte Tudaio con il suo Forte e Col Cianpon, ove si possono osservare alcune posizioni militari.
La cerimonia del Premio si aprirà con il simbolico passaggio di consegne tra il Comune di Cesiomaggiore, che ne ospitò la precedente edizione, e il Comune di Vigo di Cadore, e proseguirà, quindi, con la consegna dei premi 2022.
La manifestazione, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, gode del patrocinio della Regione del Veneto, dell’Unione Montana Centro Cadore, della Magnifica Regola di Vigo, Laggio con Piniè e Pelos di Cadore, della Pro Loco di Vigo di Cadore e del Capitolo di Sant’Antonio Abate di Laggio di Cadore.
Fondamentale per l’organizzazione e per il sostegno economico la “Casa Comune” composta da CAI-CNSAS-GUIDE ALPINE, il Consorzio BIM Piave, nonché la sponsorizzazione di Grafiche Antiga di Crocetta del Montello.
Collaborano alla giornata del Pelmo d’Oro numerose associazioni e volontari tra cui: Pro Loco di Vigo di Cadore, Parrocchia di San Martino di Vigo di Cadore, Coro Oltrepiave, Associazione culturale Progettomusica, Spiquy Team, Gruppo Aquilotti Pelos, Sezione CAI di Vigo di Cadore, Vigo Medievale – Praemium Sancti Martiri, Organi storici in Cadore, Riserva di Caccia di Vigo di Cadore
Un nutrito e variegato programma farà da contorno alla manifestazione la cui prima data è in programma l’8 luglio con la serata Karaoke “Mirco & Friends” in Arena a Laggio di Cadore, serata che sarà riproposta anche il 22 luglio.
Tra tutte le date, di cui a seguire il dettaglio, ricordiamo il 16 luglio 2022 alle 16,00 sarà inaugurata la mostra dedicata al pittore Tomaso Da Rin, mostra che sarà aperta a Vigo di Cadore alle scuole elementari Vittime del Vajont dal mercoledì alla domenica 10-12 e 16,30-18,30 e il martedì dalle 20,30 alle 22,30 e a Pieve di Cadore nella sede della Magnifica Comunità tutti i giorni 9.30-12,00 e 15,00-18,00.
Il 17 il Spiquy Team organizza una la gara di mountain bike “Memorial Da Rin Zanco”.
Il 22 luglio nella Chiesa dei SS. Ermagora e Fortunato di Lorenzago di Cadore sarà presentata la Guida Tesori d’Arte nelle Chiese del Bellunese “Oltrepiave”.
Il 23 a Vigo il concerto del Coro Oltrepiave con il Coro Monte Cavallo.
Il 20 e 21 agosto a Vigo si svolgerà il Palio di San Martino organizzato da Vigo Medievale – Praemium Sancti Martiri.
Il programma si chiude il 17 settembre con la festa per il 50° anniversario del CNSAS – Soccorso Alpino del Centro Cadore.
Dal 9 luglio all’11 settembre nell’ambito del progetto “Tesori d’arte Vigo di Cadore nelle chiese dell’alto bellunese – Itinerari artistico-storico-religiosi” sarà possibile partecipare alle visite guidate gratuite dei gioielli artistici religiosi di Vigo di Cadore:
Chiesa di Sant’Orsola
Tutti i giorni dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 16,30 alle 18,30
Chiesa di Santa Margherita
Riapertura dopo il restauro
Tutti i giorni dalle 16,30 alle 18,30
Chiesa della Difesa
Informazioni per le visite guidate presso Chiesa di Sant’Orsola
Prenotazioni: Emiliana 347/9821850 – Parrocchia 043577006 – Ufficio Turismo 043577050
Organizzazione Premio Pelmo d’oro:
Provincia di Belluno
tel. +39 0437 959 203 – l.fenti@provincia.belluno.it – www.provincia.belluno.it
Comune di Vigo di Cadore
tel. +39 0435 – 77002 – 77371 – segr.vigo@cmcs.it – www.comune.vigodicadore.bl.it
Programma degli eventi intorno al Pelmo d’Oro:
8 luglio 2022 ore 21,00
Arena di Laggio di Cadore
Mirco & Friends
Serata Karaoke
9 e 10 luglio 2022 ore 7,00
Ritrovo Arena di Laggio di Cadore
5° Memorial Leo Dal Favero
Gara Cani da Caccia
a cura della Riserva di Caccia di Vigo di Cadore
10 luglio 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Presentazione del manoscritto “Fattoreu”
di Michela Ianese
15 luglio 2022 ore 18,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Presentazione d’arte “Il Colore del Suono… i Tondi Volanti
di Michela Ianese
16 luglio 2022 ore 16,00
Chiesa di San Martino
Inaugurazione Mostra di Tomaso Da Rin
in occasione dei 100 anni dalla morte
dal 16 luglio 2022 ore 21,00
Scuole Elementari Vittime del Vajont
Vigo di Cadore
Apertura Mostra di Tomaso Da Rin
La mostra rimarrà aperta fino al 20 agosto con i seguenti orari:
dal mercoledì alla domenica 10-12 e 16,30-18,30
martedì 20,30-22,30
A Pieve di Cadore – Magnifica Comunità – tutti i giorni 9,30-12,00 e 15,00-18,00
16 luglio 2022 dalle 10.00 alle 24,00
Arena di Laggio di Cadore
Memorial Andrea Codarin
Musica, chioschi, esposizione lavori di Andrea
a cura della Pro Loco
17 luglio 2022 ore 8,00
Arena di Laggio di Cadore
Gara di Mountain Bike XC Dolomiti
Memorial Maurizio Da Rin Zanco
a cura di Spiquy Team
19 luglio 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Flora e Fauna
La sez. CAI di Vigo di Cadore presenta 3 siti naturalistici del territorio di Vigo
Evento a cura di Carlo Fassetta, Giannantonio De Donà e Laura Olivotto
22 luglio 2022 ore 21,00
Arena di Laggio di Cadore
Mirco & Friends
Serata Karaoke
22 luglio 2022 ore 18,00
Chiesa dei SS. Ermagora e Fortunato
Lorenzago di Cadore
Presentazione Guida Tesori d’arte nelle Chiese del bellunese “Oltrepiave”
23 luglio 2022 ore 14,00
Vigo di Cadore
Gara di Pesca in fontana
a cura della Riserva di Caccia di Vigo di Cadore
23 luglio 2022 ore 21,00
Vigo di Cadore
Concerto del Coro Oltrepiave e del Coro Monte Cavallo
24 luglio 2022 ore 10,30
Chiesa di Vigo di Cadore
Santa Messa di Benedizione della Campana Chiesetta S. Daniele
27 luglio 2022 ore 21,00
Chiesa di San Martino a Vigo di Cadore
Concerto Organi storici
30 luglio 2022 dalle 12,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00
Ex scuola elementare Da Rin Fioretto
Laggio di Vigo di Cadore
Presepio animato
30 e 31 luglio 2022 dalle 10,00
Pelos di Vigo di Cadore
Sagra “Polenta e Baccalà” con musica
a cura del Gruppo Aquilotti Pelos
4 agosto 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Incontro di approfondimento su Tomaso Da Rin
5 agosto 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Presentazione del libro di Poesie di Lorena Bravin
dialogo con l’autrice Carlotta Pilotto
5 agosto 2022 ore 21,00
Arena di Laggio di Cadore
Concerto FUNXY feat Mavia
con special Guest Gianni Vancini
a cura della Pro Loco
6 e 7 agosto 2022 dalle ore 10,00
Laggio di Vigo di Cadore
Giochi senza frontiere
Degustazione, Chioschi, Gnocchi del Coro Oltrepiave
a cura della Pro Loco
6 agosto 2022 ore 18,00
Laggio di Vigo di Cadore
Concerto con Cindy & the Rock History
a cura della Pro Loco
12 agosto 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Musei a cielo aperto delle Dolomiti orientali, Grande Guerra per non dimenticare. Parole, Musica, Immagini
a cura di Antonella Fornari
12 e 13 agosto 2022 ore 8,00
Località Cialea di Laggio di Cadore
Obiettivo Tudaio
A piedi o in elicottero per scoprire i forti Monte Tudaio
13 e 14 agosto 2022 dalle 10,00
Pelos di Vigo di Cadore
Sagra dei Canederli
a cura del gruppo Aquilotti Pelos
17 agosto 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
“Il Piave dal Peralba al mare”
con Carlo Fassetta e Gianantonio De Donà
a cura del CAI di Vigo di Cadore
19 agosto 2022 ore 21,00
Sala Polifunzionale di Laggio di Cadore
Concerto di Filippo Viel
“La Musica resta e le parole non si cancellano”
20 e 21 agosto 2022 dall’alba al tramonto
Vigo di Cadore
Palio di San Martino
Spettacoli, musica, chioschi con degustazione
a cura Vigo Medievale – Praemium Sancti Martini
5 e 6 settembre 2022 ore 7,00
Casera Razzo
Gara Cani da Traccia
a cura della Riserva di Caccia di Vigo di Cadore
10 e 11 settembre 2022 dalle 10,00
Arena di Laggio di Cadore
Festa di Fine estate
a cura della Pro Loco
17 settembre 2022 ore 10,00
Arena di Laggio di Cadore
50° anniversario del CNSAS – Soccorso Alpino del Centro Cadore
PREMIO “PELMO D’ORO” 2022
Componenti della Giuria della XXIV edizione del Premio “Pelmo d’Oro”:
Roberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;
Orietta Bonaldo | Club Alpino Accademico Italiano;
Federico Bressan | Club Alpino Italiano
Giorgio Brotto | Club Alpino Italiano
Paolo Conz | CNSAS e guida alpina
Giorgio Peretti | Guide Alpine del Veneto
Marco Staunovo Polacco | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno
La Giuria ha così attribuito i riconoscimenti dell’anno 2022 per la valorizzazione alpina e alpinistica delle Dolomiti Bellunesi.
La Giuria assegna il Premio “Pelmo d’Oro” 2022 per l’alpinismo in attività a
Loris De Barba e Francesco Vascellari
La coppia De Barba e Vascellari rappresenta al giorno d’oggi in maniera significativa quel movimento di ricerca nello scialpinismo che da sempre ha interessato gli amanti della montagna Bellunese in veste invernale, dove l’individuazione dell’itinerario meno difficile da percorrere nelle solitudini proprie della stagione, riporta mirabilmente a quello spirito pionieristico che questo Premio vuole valorizzare.
La Giuria assegna il Premio “Pelmo d’Oro” 2022 per la carriera alpinistica a
Mauro Valmassoi
Guida Alpina, appartenente al Gruppo Ragni di Pieve di Cadore, scalatore tra i più rappresentativi delle Dolomiti che abbina all’eleganza dei movimenti, l”occhio” a individuare la via più logica e perfetta. Con all’attivo 50 vie nuove nelle zone del Sorapiss, Antelao, Marmarole e Civetta, 10 prime invernali tra cui spiccano la via Olimpo sulla parete sud della Marmolada e la via Philipp Flamm in Civetta in giornata e numerose ripetizioni importanti, Valmassoi è un vero fuoriclasse dell’arrampicata.
La Giuria assegna il Premio “Pelmo d’Oro” 2022 per la cultura alpina a
Pietro Sommavilla
All’Uomo del Pelmo per eccellenza, il premio Pelmo d’Oro alla cultura alpina.
Ottimo conoscitore dei monti di Belluno e di Zoldo, e del Pelmo in particolare, di cui gli sono noti con precisione quasi millimetrica i luoghi più reconditi.
Divulgatore dello spirito di tali cime, prima ancora che della loro conoscenza, attraverso un’opera stimolante e precisa anche sotto il profilo culturale, scientifico e antropico.
Alpinista tutto d’un pezzo, monolitico come lo splendido massiccio dolomitico.
La Giuria, sentito il parere della Fondazione Dolomiti UNESCO, assegna il
Premio Speciale Dolomiti UNESCO 2022 alla
Anselmo Cagnati
Alpinista e sci-alpinista di vaglia, pur rifuggendo dalla pubblicità delle imprese sportive, spesso compiute in ambito dolomitico. Ha lavorato per decenni al Centro Valanghe di Arabba ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Non ha fatto mancare la sua competenza ed esperienza in attività sociali e culturali con spirito di servizio contribuendo con l’esempio a sostenere i valori del Patrimonio Mondiale delle Dolomiti, insiti nella missione dell’UNESCO.
La Provincia di Belluno, sentito il parere della Giuria, assegna il
Premio Speciale Pelmo d’Oro 2022 a
Stefania Constantiti e Renè De Silvestro
Stefania Constantini. Da una folgorazione in giovanissima età, l’amore e la passione per uno sport, il curling, radicato nella terra in cui è cresciuta l’hanno portata in vetta nell’Olimpo degli sport invernali. Con i suoi successi ha portato nel mondo, non solo l’Italia, ma soprattutto la terra bellunese e le sue montagne.
Renè De Silvestro. Con tenacia, determinazione e tanta passione ha saputo reagire alle avversità della vita raggiungendo la vetta dell’Olimpio degli sport invernali in un disciplina tipica delle nostre montagne: lo sci alpino. Con i suoi successi ha portato nel mondo, non solo l’Italia, ma soprattutto la terra bellunese e le sue montagne.
LORIS DE BARBA e FRANCESCO VASCELLARI
Premio Pelmo d’Oro 2022
per l’alpinismo in attività
La coppia De Barba e Vascellari rappresenta al giorno d’oggi in maniera significativa quel movimento di ricerca nello scialpinismo che da sempre ha interessato gli amanti della montagna Bellunese in veste invernale, dove l’individuazione dell’itinerario meno difficile da percorrere nelle solitudini proprie della stagione, riporta mirabilmente a quello spirito pionieristico che questo Premio vuole valorizzare.
Profili
Francesco Vascellari – Pieve di Cadore (BL), 1983 – pratica da anni lo scialpinismo e l’arrampicata su roccia, prediligendo gli itinerari dolomitici meno battuti. Ha ripetuto centinaia di vie di roccia classiche con alcune aperture.
Sulla neve, ha compiuto oltre 50 prime discese di sci ripido e sci estremo in Dolomiti, spaziando fra i vari gruppi dolomitici.
E’ autore di oltre 20 volumi per il pubblico italiano e per quello tedesco di scialpinismo e arrampicata, scritti da solo e con altri autori tra i quali principalmente Loris De Barba, Francesco Tremolada, Matteo Bertolotti e Anselmo Cagnati.
E’ membro del soccorso alpino bellunese.
Prime discese
Lastei d’Agner (1900m, 60°, gruppo Pale di San Martino)
Monte Pelf, parete est (1700m, 55°, gruppo Schiara-Dolomiti Bellunesi)
Monte Pelmetto (1500m, 55°- 60°, gruppo Pelmo-Dolomiti di Zoldo)
Pelmo Spalla Est, parete sud-ovest (1600m, 55°-60°, gruppo Pelmo-Dolomiti di Zoldo)
Picco dei Tre Scarperi, parete nord (1900m, 55°) prima discesa;
Cima Giaeda (1500m, 50°, gruppo Dolomiti d’Oltre Piave) prima discesa;
Spiz d’Agner parete est (solo, 60°) prima discesa sciistica assoluta;
Cima dei Preti, direttissima dalla vetta per canale sud-est (2000m, 50°-55°, gruppo Dolomiti d’Oltre Piave)
Monte Dolada, direttissima
Monte Schiara 2565m Parete Nord, nel gruppo delle Dolomiti Bellunesi. Diretta dallo Spallone NordOvest aperta da Gianpaolo Sani nel 2002) 55° circa, settore 60°;
Cima Petoz 2827m al Cimon del Froppa , scivolo Nord
Cima de Toni parete sud 45°-50°;
Piz Popena parete sud e canale nord 55°;
Cristallino di Misurina 2786m Parete Nord, nel gruppo del Cristallo-Popena, 50°-55° circa;
Cima Laste 2555m Parete Nord, nel gruppo delle Dolomiti d’Oltre Piave 45°;
Cima De Falkner, parete Ovest, settori 55°-60° (gruppo del Sorapiss);
Rocchetta Alta di Bosconero, parete Nord 50°(gruppo Dolomiti di Zoldo);
Monte Froppa prima discesa direttissima sud 45° (gruppo Marmarole);
Cima Bel Prà per la direttissima est (scendendo la via dei pionieri), 50°, nel gruppo del Sorapiss;
Cima Ovest del Cridola 2561m nel gruppo degli Spalti di Toro-Monfalconi. 50° circa, settore 55°;
Cresta Zsigmondy 2998m Canalino Nord, nel gruppo delle Dolomiti di Sesto, prima discesa. 45°-50°
Croda dei Piani 2602m Parete Nord, nel gruppo delle Dolomiti di Sesto Settore 60° circa;
Punta Michele 2452m Parete Sud, nel gruppo del Cristallo-Popena 55° circa;
Croda de Marchi Sud direttissima ovest 45°-50° (gruppo Marmarole);
Cima Ambrizzola per la direttissima sud, nel gruppo della Croda da Lago segmenti di 55°-60°.
Inoltre ha effettuato decine di altre nuove discese, numerose varianti e prime ripetizioni di itinerari esistenti.
Loris De Barba – Limana, 1953 – pratica da anni l’alpinismo e lo scialpinismo spesso sui percorsi più selvaggi delle montagne bellunesi e dolomitiche.
Ha scalato oltre 60 dei 4000 delle Alpi ai quali ha dedicato una monografia sciistica assieme a Francesco Vascellari (“Scialpinismo e Sci Ripido i 4000 delle Alpi”, Vividolomiti, 2018), e negli ultimi anni ha effettuato numerose discese di sci ripido in Dolomiti, in particolare nel gruppo dell’Oltre Piave, al quale ha dedicato nel 2013 una monografia specifica (“Scialpinismo in un’isola di Silenzio”, vividolomiti, 2013).
Prime discese
Cima Laste, via normale da Est
Castello di Torre Cridola, via normale
Punta 2117 di Cima Sboada per canale Est Solitaria
Cima Bianca, traversata. Discesa per canalone Sud
Cima dei Cantoni dalla Val dei Cantoni
Cima di San Lorenzo, via normale
Forcella Ovest del Cridola
Cima Herbert, dal Rifugio Padova
Cima Portogruaro via normale Solitaria
Cresta del Checco anticima, dalla Val dei Cantoni Solitaria
Dolada, canalone Ovest
Cima dei Preti da Est
Pelmetto, Via normale
Ciazze Alte, via normale
Cima Giaeda, via normale
Pelmo, per il canalone della Dambra
Cima Laste, traversata e discesa per vallone Sud
Seconda anticima cresta del Checco Solitaria
Cresta Piana Solitaria
Piccola Civetta, traversata.(Prima ripetizione)
Dolada,direttissima versante Sud-Ovest
Cima Mora, Traversata
Canale Nord Cime di Val d’Arcia
Moiazzetta
Cima di Pino Sud
Bastioni punta Sud
Cima Ambrizzola
Punta Chiggiato
Cima Laste per versante Nord
Inoltre ha effettuato decine di altre nuove discese, numerose varianti e prime ripetizioni di itinerari esistenti.
MAURO VALMASSOI
Domegge di Cadore (BL), 1956
Premio Pelmo d’Oro 2022
per la carriera alpinistica
Guida Alpina, appartenente al Gruppo Ragni di Pieve di Cadore, scalatore tra i più rappresentativi delle Dolomiti che abbina all’eleganza dei movimenti, l”occhio” a individuare la via più logica e perfetta. Con all’attivo 50 vie nuove nelle zone del Sorapiss, Antelao, Marmarole e Civetta, 10 prime invernali tra cui spiccano la via Olimpo sulla parete sud della Marmolada e la via Philipp Flam in Civetta in giornata e numerose ripetizioni importanti, Valmassoi è un vero fuoriclasse dell’arrampicata.
Profilo
Nel Gruppo Rocciatori Ragni di Pieve di Cadore viene spontaneo abbinare alla storia recente delle salite invernali i nomi delle due Guide Alpine di Domegge: Mauro Valmassoi e Ferruccio Svaluto Moreolo. Mauro, quelle rare volte che accetta di parlare di sé, comincia sempre dalla sua attività invernale, quasi fosse una specializzazione professionale o una vocazione. Nella seconda metà degli anni ottanta Mauro ha firmato alcune imprese di notevole rilievo alpinistico tra quelle compiute sulle crode innevate e ghiacciate. Molte le ha realizzate proprio con Ferruccio Svaluto e molte altre con lo zoldano Renato Panciera.
Mauro Valmassoi è nato nel 1956 e risiede a Domegge. La sua passione per la montagna è radicata sulle Dolomiti che circondano il Cadore e il desiderio di salirle ha scandito tutte le sue scelte di vita. Iscritto al C.A.I. dal 1977 ha sviluppato la sua passione prima attraverso le escursioni e poi sulle ferrate. Soltanto più tardi ha sentito l’attrazione per le vie di roccia. Anche quelle più estreme. È diventato Guida Alpina nel 1999. Quindi in età adulta, dovendo conciliare questa scelta con gli impegni familiari e con l’attività di Agente di Commercio. Componente del Gruppo Rocciatori Ragni fin dagli anni ottanta, dopo gli esami di Guida Alpina, è entrato a far parte della Scuola di Alpinismo Tre Cime di Auronzo di Cadore.
La salita invernale che ha consentito a Mauro di compiere il grande salto di qualità è datata inverno 1986. Insieme a Ferruccio Svaluto e Renato Panciera ha ripetuto in giornata la Dorotei-Masucci sulla Rocchetta Alta di Bosconero. Altra prova maiuscola, firmata da Mauro e Ferruccio, è stata la Comici al Dito di Dio. Sul misto invernale Mauro Valmassoi ha inanellato salite strepitose in quanto a velocità e a difficoltà tecniche. Ha effettuato la prima invernale dello Spigolo Olivo sulle Marmarole nel 1987; la via Olimpo sulla Sud della Marmolada; la prima invernale in giornata della Philipp-Flamm in Civetta nel dicembre 1988; la Cozzolino alla Terza Sorella nel 1990. E cosa dire della grande salita alla via dei Polacchi alla parete nord-ovest del Pan di Zucchero e della prima assoluta al Cacciagrande inaugurando una via che Mauro ha firmato con Dall’Omo.
Nel corso delle stagioni invernali che si sono susseguite tra gli anni ottanta e i primi del duemila Mauro Valmassoi ha aperto 56 vie nuove spalmate tra il Civetta e le Marmarole, i Cadini di Misurina e gli Spalti di Toro, il Sorapiss e la Croda dei Toni, il Nuvolau e il Pomagagnon.
Poi ci sono le salite estive: un’infinità.
Le prime, firmate molto spesso insieme a Ferruccio Svaluto, a Maurizio Dall’Omo e a Renato Panciera, non si contano. Emergono per impegno e forza tecnica la Black Jack sulla Torre dei Sabbioni che arriva al nono grado. Di altissimo livello anche la Via del Bicentenario sul Torrione Dusso e la salita del Diedro Oresting sulla parete ovest di Croda Marcora. Sono gli anni (1987 – 1990) della tensione all’arrampicata estrema su placca che spingono Mauro a cercare pareti sempre più consone al superamento di difficoltà estreme. Nel 1989 sale la compatta parete sud del Torrione San Vito.
Ma l’impegno alpinistico di questa Guida Alpina ha registrato grandi cose anche sul massiccio del Monte Bianco, a cominciare dalle ripetizioni di alcune vie del grande Walter Bonatti. Proprio per sottolineare la completezza del professionista, non poteva mancare l’esperienza internazionale con la spedizione in Patagonia del 1993, nel corso della quale ha aperto anche una via nuova sul Cerro Catedral, nel Parco del Paine.
PIETRO SOMMAVILLA
Belluno 1940
Premio Pelmo d’Oro 2022
per la cultura alpina
All’Uomo del Pelmo per eccellenza, il premio Pelmo d’Oro alla cultura alpina.
Ottimo conoscitore dei monti di Belluno e di Zoldo, e del Pelmo in particolare, di cui gli sono noti con precisione quasi millimetrica i luoghi più reconditi.
Divulgatore dello spirito di tali cime, prima ancora che della loro conoscenza, attraverso un’opera stimolante e precisa anche sotto il profilo culturale, scientifico e antropico.
Alpinista tutto d’un pezzo, monolitico come lo splendido massiccio dolomitico.
Profilo
Ingegnere edile strutturista, laureatosi a Roma nel 1966, progettista di infrastrutture edili stradali (ponti, viadotti, gallerie), difese idrogeologiche (stabilità dei pendii, briglie), impianti sportivi (stadio di Verona), stabilimenti di prefabbricazione edilizia, grandi impianti commerciali (Agricenter di Verona, Centrale del Latte a Roma) e, perfino, dell’acquedotto di Santo Domingo.
Alpinista di tutto rispetto in Dolomiti, Alpi Carniche, Alpi Giulie, talvolta nelle Alpi Occidentali (Monte Bianco, Monte Rosa) e all’estero (Monte Kenya); interessato alla ripetizione di itinerari classici anche di notevole difficoltà, alla ricerca di nuovi itinerari di arrampicata di tipo tradizionale secondo le linee naturali del monte, allo studio e divulgazione della storia del territorio (geomorfologica, tettonica, antropica).
Collaboratore assiduo di alcune riviste specializzate di alpinismo, fra cui Le Alpi Venete e Le Dolomiti Bellunesi.
E’ autore / coautore, oltre che di molti articoli, di fondamentali guide di alpinismo, arrampicata ed escursionismo, spesso in collaborazione con altri alpinisti di punta, fra i quali vi sono Giovanni Angelini, Camillo Berti, Franco Miotto, Luca Celi, Paolo Bonetti, Giuseppe Nart, Giovanni Stalliviere, Roberta Obersnel, Lucio Nardini.
Come affermava Camillo Berti, Pietro Sommavilla ha avuto il merito, assieme a Giovanni Angelini con il quale ha collaborato attivamente in prima persona, di completare per i monti di Zoldo l’opera divulgatrice dell’alpinismo senza guide promossa per le Dolomiti Orientali agli albori del Novecento dal padre degli alpinisti veneti, Antonio Berti; ciò però ha fatto in maniera del tutto singolare, ovvero ricostruendo con minuziosa pazienza e profonda conoscenza del tessuto locale nomi e figure di valligiani, pastori e cacciatori che, per primi, percorsero viaz, cenge e itinerari alla vetta.
In tal modo costoro non sono stati travolti dall’oblio del tempo ma hanno ottenuto il giusto collocamento nell’alpinismo dei primordi: sicché la storia dell’alpinismo dolomitico, oggi, accanto e molto spesso prima dei nomi dei famosi esploratori giunti dai grandi centri urbani europei porta quelli, altrimenti ignoti eppure parimenti fondamentali, delle popolazioni locali.
In quest’opera, concretizzatasi in pietra miliare con la guida Pelmo e Dolomiti di Zoldo appartenente alla collana CAI-TCI Guida dei Monti d’Italia, Pietro Sommavilla ha lavorato conformemente a quanto compiuto da Giovanni Angelini, Piero Rossi, Camillo Berti, Armando Scandellari, tracciando il solco oggi anche scientificamente promosso, fra l’altro, dalla Fondazione Angelini.
Fra le opere principali: il già citato Pelmo e Dolomiti di Zoldo (collana Guida dei Monti d’Italia del CAI-TCI), Dolomiti della Val di Zoldo e del Canal del Piave (collana Rifugi e Sentieri Alpini delle Alpi Venete), Monti del Sole e Piz de Mezodì, Agneléze-Erèra-Pizzocco, Dolomiti Clautane, Monti di Longarone, Alpinismo nel Van de le Sasse.
Attivo nel Club Alpino Italiano, dove è stato membro del consiglio direttivo della Sezione di Belluno; compartecipe delle attività di memoria storica della Resistenza nel bellunese prestando la propria opera sia nell’Istituto Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea che nell’ANPI; impegnato in campo ambientalista, in particolare nel contrasto allo sfruttamento speculativo idroelettrico delle residue acque dei torrenti.
STEFANIA CONSTANTINI E RENE’ DE SILVESTRO
Pelmo d’Oro 2021
Premio Speciale della Provincia
STEFANIA CONSTANTINI
Pieve di Cadore (BL), 1999
Da una folgorazione in giovanissima età, l’amore e la passione per uno sport, il curling, radicato nella terra in cui è cresciuta l’hanno portata in vetta nell’Olimpo degli sport invernali. Con i suoi successi ha portato nel mondo, non solo l’Italia, ma soprattutto la terra bellunese e le sue montagne.
Profilo
Ampezzana, Stefania Constantini è cresciuta amando, del curling, la sua capacità di essere insieme tattica e precisione e condividendo, con le sue compagne prima e con il suo compagno di doppio misto ora, i successi che ne sono derivati. Ma la sua è una passione radicata nella terra in cui è cresciuta.
Negli anni ’50, infatti, a Cortina d’Ampezzo nascevano i primi Curling Club d’Italia: il CC Cristallo e il CC Miramonti. A Cortina il curling non è unicamente uno sport, ma una realtà che crea comunità, uno stile di vita improntato al fair play e al gioco di squadra che è alla base stessa di questa attività.
La passione per il curling Stefania la scopre a 8 anni, quando, dopo un trasloco in un nuovo quartiere di Cortina conosce una ragazza appena più grande di lei che già praticava questo sport. Seguendo l’amichetta, si ritrovo a lanciare la sua prima stone, e da lì non ha mai più smesso.
Dopo avere militato dal 2009 al 2011 nel Curling Club Olimpia, entra a far parte del Curling Club Dolomiti. La prima apparizione internazionale risale al 2016, quando ha rappresentato l’Italia nei Giochi olimpici giovanili a Lillehammer. Nel 2017 ha partecipato agli Europei a San Gallo ottenendo la medaglia di bronzo nella gara a squadre. Ha preso parte ai campionati europei anche nel 2018, nel 2019 e nel 2021. Ha disputato i campionati mondiali nel 2018 e nel 2021. Nel 2019 ha anche partecipato alle Universiadi invernali. Nel 2021 transita al Gruppo Sportivo Fiamme Oro. A Pechino, nel 2022, ai XXIV Giochi olimpici invernali, ha preso parte per la prima volta alle olimpiadi, ottenendo la prima medaglia olimpica, peraltro d’oro, della storia dell’Italia nel Curling, in coppia con Amos Mosaner, nel doppio misto dopo avere vinto tutti gli incontri.
RENE’ DE SILVESTRO
San Candido (BZ), 1996
Con tenacia, determinazione e tanta passione ha saputo reagire alle avversità della vita raggiungendo la vetta dell’Olimpio degli sport invernali in un disciplina tipica delle nostre montagne: lo sci alpino. Con i suoi successi ha portato nel mondo, non solo l’Italia, ma soprattutto la terra bellunese e le sue montagne.
Profilo
Nato a San Candido, in Provincia di Bolzano, nel 1996, Renè De Silvestro ora vive a San Vito di Cadore con la moglie. Inizia a sciare fin da bambino nello Sci Club Dolomiti Cadore A.S.D, passando poi nel Drusciè e per finire nello Sci Club Nottoli.
Il 22 dicembre 2013, durante la fase di riscaldamento prima di una gara di sci alpino, ad Alleghe, cade impattando contro un albero al di fuori della pista da sci. A causa di questa caduta, riporta delle fratture a due vertebre e una conseguente lesione midollare incompleta, che comporta una parziale paralisi degli arti inferiori.
Dopo quasi un anno di fisioterapia riprende le competizioni sportive, cimentandosi nelle Distensioni alla Panca e nel Getto del Peso Paralimpico, nonostante il suo obiettivo sia tornare a sciare.
Nel 2015 riceve in regalo dallo Sci Club Drusciè un mono sci e gli stabilizzatori, attrezzi necessari a permettergli di tornare sulla neve.
Nella stagione 2015/16 esordisce nel circuito delle gare di sci paralimpiche e, l’anno successivo, nella Coppa del Mondo.
Nel 2017 partecipa ai Campionati Mondiali di Sci Alpino Paralimpico di Tarvisio, dove però non conclude le due gare per cui è convocato. Nella stagione 2018, dopo avere raggiunto il primo podio in carriera nel massimo circuito, 3° in Slalom Gigante a Kuhtai, partecipa ai II Giochi paralimpici invernali di Pyeongchang dove si piazza in 7ª e 8ª posizione nelle gare di Slalom e Gigante.
L’anno seguente sfiora la medaglia ai Campionati Mondiali di Kranjska Gora/Sella Nevea in Slalom Gigante, concludendo comunque un’ottima gara in 4ª posizione. Le stagioni 2019/20 e 2020/21 sono ricche di soddisfazioni e risultati prestigiosi, conditi da due vittorie in Coppa del Mondo, in Slalom Gigante a Veysonnaz nel gennaio 2020 e in Super Gigante a Saalbach nel febbraio 2021.
Nel 2022 partecipa ai Giochi paralimpici di Pechino, conquistando un argento (slalom gigante) ed un bronzo (slalom speciale). Grazie a questi risultati viene scelto dal Comitato Italiano Paralimpico come portabandiera alla cerimonia di chiusura dei Giochi.
ANSELMO CAGNATI
Falcade (BL), 1956
Pelmo d’Oro 2022
Premio Speciale Dolomiti UNESCO
Alpinista e sci-alpinista di vaglia, pur rifuggendo dalla pubblicità delle imprese sportive, spesso compiute in ambito dolomitico. Ha lavorato per decenni al Centro Valanghe di Arabba ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Non ha fatto mancare la sua competenza ed esperienza in attività sociali e culturali con spirito di servizio contribuendo con l’esempio a sostenere i valori del Patrimonio Mondiale delle Dolomiti, insiti nella missione dell’UNESCO.
Profilo
Anselmo Cagnati, uno dei massimi esperti della criosfera, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo, è nato e vive a Falcade. Alpinista e sci alpinista con oltre 500 salite in Dolomiti, una ventina di vie nuove e numerose prime discese sciistiche, spesso estreme ed esplorative. Laureato in Scienze Forestali, dal 1981 ha lavorato al Centro Valanghe di Arabba, fino al pensionamento, occupandosi non solo di previsione valanghe e cambiamenti climatici in area alpina, ma anche di tutti quegli aspetti legati all’attività alpinistica e scialpinistica in ambiente innevato.
Dallo studio degli incidenti e dell’autosoccorso in valanga, agli aspetti psicologici della percezione del rischio e della possibilità di ridurlo, all’impatto della deglaciazione sull’attività alpinistica sono scaturiti libri, manuali e numerosissime pubblicazioni nazionali e internazionali, nonché collaborazioni pluridecennali con Protezione civile, amministrazioni locali, associazioni, Scuole di Alpinismo del CAI.
Ha collaborato al grande carotaggio che, tra il 1998 e il 2004, è servito a comprendere l’evoluzione del clima negli ultimi 800 mila anni e partecipato a spedizioni scientifiche in zone polari e sub-polari, e alpinistiche in Sudamerica e in Himalaya , nonché a spedizioni con i cani da slitta nell’Artico canadese e alle Isole Svalbard.
“Spedizioni finalizzate a evidenziare ciò che oggi è una moda, ma che all’epoca non lo era. E cioè che vi sono in corso dei mutamenti climatici che passeranno alla storia per importanza epocale. Parliamo di zone che sono dei veri e propri archivi climatici, fondamentali per comprendere il passato e il futuro dell’ambiente”.
Ora, in pensione, può finalmente dedicarsi a tempo pieno a quella che da dieci anni ormai è diventata la sua passione: il musher, cioè il conduttore di cani da slitta, mettendo alla prova sé stesso e i suoi amati Husky in importanti gare di sleddog nel mondo. Di questo mondo misterioso per i più, con l’amico e compagno di avventure Luca Fontana e la videomaker Elena Bocchetti, ha dato uno spaccato in “Tjikko” un documentario, presentato in anteprima locale al Cai di Agordo e poi a vari film festival, come quello di Milano e di Stoccolma.
IL PREMIO PELMO D’ORO
L’istituzione del Premio annuale itinerante denominato “Pelmo d’Oro” è stata decisa dal Consiglio provinciale di Belluno contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione 1998. Il 12 maggio 1998, la Giunta ha stabilito i criteri di valutazione e ha costituito la prima commissione giudicatrice: presidente l’assessore provinciale al Turismo Massimiliano Pachner delegato dal Presidente della Provincia Oscar De Bona, componenti l’alpinista Agostino Da Polenza, la guida alpina Gianni Pais Becher, l’accademico del CAI Italo Zandonella Callegher, l’allora presidente generale del CAI Roberto De Martin, la guida alpina Soro Dorotei.
Componenti della Giuria della XXIV edizione del Premio “Pelmo d’Oro” sono:
Roberto Padrin | Presidente della Provincia di Belluno;
Orietta Bonaldo | Club Alpino Accademico Italiano;
Federico Bressan | Club Alpino Italiano
Giorgio Brotto | Club Alpino Italiano
Paolo Conz | CNSAS e guida alpina
Giorgio Peretti | Guide Alpine del Veneto
Marco Staunovo Polacco | Presidente del Consorzio BimPiave di Belluno
Finalità
La Provincia di Belluno istituisce il Premio “PELMO D’ORO” finalizzato al riconoscimento dei particolari meriti acquisiti da persone fisiche, enti pubblici e privati da associazioni e sodalizi nell’ambito dell’alpinismo e della solidarietà alpina, della tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse montane, della conoscenza e promozione della cultura, della storia, e delle tradizioni delle comunità delle Dolomiti Bellunesi. È aperto, quindi, a tutte le espressioni di approccio e confronto con la montagna, in particolare a tutte le forme e ai modi di divulgazione dei valori di un patrimonio unico al mondo quali sono le Dolomiti Bellunesi.
Tre, secondo regolamento, gli ambiti di giudizio della commissione giudicatrice:
Sezione alpinismo in attività – Il Premio viene conferito ad alpinisti o gruppi di alpinisti, sia italiani che stranieri, che abbiano svolto una significativa attività nelle Dolomiti Bellunesi nel campo dell’alpinismo classico, dell’alpinismo moderno o nell’arrampicata sportiva, contribuendo alla scoperta, conoscenza e valorizzazione delle Dolomiti Bellunesi o compiendo imprese di eccezionale rilievo.
Sezione alla carriera alpinistica – Il Premio viene conferito ad alpinisti, gruppi di alpinisti o istituzioni, italiani o stranieri, che nel corso della loro carriera abbiano dato lustro alle Dolomiti Bellunesi ed alla provincia di Belluno anche realizzando imprese di carattere internazionale.
Sezione cultura alpina – Il premio viene conferito a persone, enti pubblici o privati associazioni e sodalizi che con le loro opere scientifiche, artistiche o letterarie abbiano contribuito in modo significativo alla conoscenza, valorizzazione e divulgazione delle Dolomiti bellunesi e del patrimonio naturalistico ed ambientale della provincia di Belluno.
Premio Speciale della Provincia
Il premio viene attribuito a persone fisiche, anche non più in vita, associazioni, enti pubblici e privati, per eccezionali meriti acquisiti nell’ambito delle finalità istitutive del premio, mediante il conferimento annuale del “PREMIO SPECIALE PELMO D’ORO”.
Dal 2017 la Provincia di Belluno assegna uno speciale riconoscimento annuale su tematiche specifiche, come veicolo di divulgazione del riconoscimento UNESCO per promozione culturale, turistica, importanza geologica, paesaggistica, naturalistica e di qualità ambientale del territorio dolomitico, mediante il conferimento di un Premio Speciale dedicato alle Dolomiti UNESCO.
L’ALBO D’ORO
1998 (Cortina d’Ampezzo)
Alpinismo in attività: Gruppo Scoiattoli di Cortina d’Ampezzo
Carriera alpinistica: Roberto Sorgato
Cultura alpina: Camillo Berti e i suoi collaboratori
Segnalazioni: Armando Da Roit “Tama”, Ettore Costantini “Vecio”, Bepi De Francesch
Menzione d’onore: Papa Giovanni Paolo II
1999 (Belluno)
Alpinismo in attività: Maurizio Zanolla “Manolo”
Carriera alpinistica: Alziro Molin
Cultura alpina: Fondazione Giovanni Angelini
Premio speciale per la solidarietà alpina: Delegazione bellunese del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico
2000 (Zoppé di Cadore)
Alpinismo in attività: Marco Anghileri
Carriera alpinistica: Cesare “Ceci” Pollazzon e Mariano De Toni
Cultura alpina: Olaf Beer
2001 (Selva di Cadore – Rifugio Aquileia)
Alpinismo in attività: Gildo Zanderigo
Carriera alpinistica: Franco Miotto
Cultura alpina: Casa editrice Nuovi Sentieri
2002 (Alleghe – Caprile)
Alpinismo in attività: Mauro “Bubu” Bole
Carriera alpinistica: Georges e Sonia Livanos
Cultura alpina: rivista “Le Dolomiti Bellunesi”
Premio speciale: Reinhold Messner
2003 (San Vito di Cadore)
Alpinismo in attività: Luisa Iovane e Heinz Mariacher
Carriera alpinistica: Ignazio Piussi
Cultura alpina: Luca Visentini e Mario Crespan
Menzione speciale: Marcello Bonafede e Natalino Menegus
2004 (San Pietro di Cadore – Val Visdende)
Alpinismo in attività: Gruppo Ragni di Pieve di Cadore
Carriera alpinistica: Gabriele Franceschini
Cultura alpina: Vico Calabrò
Menzione speciale: Angelo Devich
Menzione speciale alla memoria: vescovo Vincenzo Savio
2005 (Zoldo Alto – Fusine)
Alpinismo in attività: Giuliano De Marchi
Carriera alpinistica: Pierre Mazeaud
Cultura alpina: Wolfgang Thomaseth
Menzione speciale: Alessandro Masucci e Pietro Sommavilla
Premio speciale della Giunta Provinciale: Mario Rigoni Stern
2006 (Feltre)
Alpinismo in attività: Ivo Ferrari
Carriera alpinistica: Gruppo Rocciatori CAI Feltre
Cultura alpina: Robert Striffler
Menzione speciale: Andy Holzer e Erik Weihenmayer
Premio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Internazionale “Dino Buzzati” in memoria di Nella Giannetto
2007 (Livinallongo del Col di Lana)
Alpinismo in attività: Alexander e Thomas Huber
Carriera alpinistica: Alessandro Gogna
Cultura alpina: Bepi De Marzi
Premio speciale della Giunta Provinciale: Rolly Marchi
Menzione speciale: gestori di rifugi alpini ed escursionistici da 50 anni
Stella Alpina d’oro: Rifugi Alpini
Rifugio Lavaredo – Auronzo di Cadore – famiglia Corte Colò
Rifugio Capanna Tondi – Cortina d’Ampezzo – famiglia Verzi
Rifugio Cinque Torri – Cortina d’Ampezzo – famiglia Alberti
Rifugi Croda da Lago Gianni Palmieri e Nuvolau – Cortina d’Ampezzo – famiglia Siorpaes “ki de Sorabànces”
Rifugio Duca d’Aosta – Cortina d’Ampezzo – famiglia Lancedelli
Rifugio Pomedes – Cortina d’Ampezzo – famiglia Ghedina “Bibi”
Rifugio Giuseppe Volpi al Mulaz – Falcade – famiglia Adami
Rifugio Tita Barba – Pieve di Cadore – famiglia Ciotti
Rifugio Onorio Falier – Rocca Pietore – famiglia Del Bon
Campanula d’oro: Rifugi escursionistici
Remauro – Cibiana di Cadore – famiglia De Zordo
Angelo Dibona – Cortina d’Ampezzo – famiglia Recafina
Lago d’Ajàl – Cortina d’Ampezzo – famiglia Dibona
Italo Lunelli – Comelico Superiore – famiglia Martini Barzolai
Valparola – Livinallongo del Col di Lana – famiglia Trebo
Pranolz – Trichiana – famiglia Magagnin
2008 (Auronzo di Cadore)
Alpinismo in attività: Gigi Dal Pozzo
Carriera alpinistica: Armando Aste
Cultura alpina: Lothar Brandler
Pelmo d’Oro: Riccardo Cassin
Menzione speciale: Valerio Quinz
Premio speciale della Giunta Provinciale: Alpini del 7° Reggimento
2009 (Agordo)
Alpinismo in attività: Gianni Gianeselli
Carriera alpinistica: Richard Goedeke
Cultura alpina: Mauro Corona
Premio speciale della Giunta Provinciale: Sezione Agordina del Cai, Gruppo Gir, Stazione di Agordo del CNSAS
Menzione speciale: Campanula d’oro: famiglia Vascellari, gestori da 50 anni del rifugio escursionistico “Capanna degli Alpini” – Calalzo di Cadore
Menzione speciale: riconoscimento alle famiglie bellunesi per il trentennale impegno d’alpeggio
Famiglia De Nardin – Agordo
Famiglia Miola – Agordo
Famiglia Bressan – Agordo
Famiglia Follador – Falcade
Famiglia Pescosta – Falcade
Famiglia Giacometti – Feltre
Famiglia Zatta – Feltre
Famiglia Villabruna – Feltre
Famiglia De Paoli – Feltre
Famiglia Curto – Quero
Famiglia Casanova Borca – San Pietro di Cadore
Famiglia Pradetto Cignotto – San Pietro di Cadore
Famiglia Corso – Seren del Grappa
Famiglie Facchin e Guerriero – Sovramonte
2010 (Tambre)
Alpinismo in attività: Pietro Dal Pra
Carriera alpinistica: Giuseppe “Bepi” Caldart
Cultura alpina: Manrico Dell’Agnola
Premio speciale della Giunta Provinciale: Guide Alpine della Regione Veneto
Menzione speciale alla memoria: Benito Saviane
Premio speciale Giuliano De Marchi: Enzo De Menech “Bubu”
2011 (Comélico Superiore)
Alpinismo in attività: Marino Babudri e Ariella Sain
Carriera alpinistica: Mariano Frizzera e Sergio Martini
Cultura alpina: Cesare Lasen
Premio speciale della Giunta Provinciale: Associazione Bellunesi nel Mondo
Menzione speciale alla memoria: Matteo Fiori
Menzione speciale: Achille Carbogno
Menzione speciale: Flavio Faoro
Menzione speciale: Gruppo Ricerche Culturali di Comélico Superiore
Premio speciale Giuliano De Marchi: Giacomo Cesca
2012 (Pieve di Cadore)
Alpinismo in attività: Alessandro Baù
Carriera alpinistica: Silvia Metzeltin e Adriana Valdo
Cultura alpina: Telebellunodolomiti
Menzione speciale alla memoria: Alberto Bonafede e Aldo Giustina
Menzione speciale: Giorgio Ronchi
2013 (Longarone)
Alpinismo in attività: Venturino De Bona e Renato Panciera
Carriera alpinistica: Franco Solina
Cultura alpina: Walter Musizza e Giovanni De Donà
Premio speciale della Giunta Provinciale: Mario Fabbri
Menzione speciale: Francesco Turrin
Premio speciale Giuliano De Marchi: Équipe Ambulatorio Giuliano De Marchi
Pelmo d’Oro: Club Alpino Italiano
2014 (Falcade)
Alpinismo in attività: Nicola Tondini
Carriera alpinistica: Soro Dorotei
Cultura alpina: Carlo Mondini e Aldo Villabruna
Menzione speciale alla memoria: Vittorino Cazzetta
Premio speciale Giuliano De Marchi: Angelo Costola
2015 (Sospirolo)
Alpinismo in attività: Maurizio Icio Dall’Omo
Carriera alpinistica: Igor Koller
Cultura alpina: Luciano Viazzi
Premio speciale della Provincia: Annibale Salsa
Menzione speciale alla memoria: Vincenzo Titi Dal Bianco
Premio speciale Giuliano De Marchi: Fausto De Stefani
2016 (Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore)
Alpinismo in attività: Pierangelo Verri
Carriera alpinistica: Giorgio Redaelli
Cultura alpina: Marco Albino Ferrari
Premio speciale della Provincia: Maurilio De Zolt
2017 (Mel)
Alpinismo in attività: Ferruccio Svaluto Moreolo
Carriera alpinistica: Bruno e Giorgio De Donà
Cultura alpina: Daniela Perco
Menzione speciale alla memoria: Lorenzo Massarotto
Premio speciale Giuliano De Marchi: Francesco Angelo Perlotto
Premio speciale Dolomiti UNESCO: Sergio Reolon
2018 (Rocca Pietore)
Alpinismo in attività: Maurizio Giordani
Carriera alpinistica: Josep Manuel Anglada
Cultura alpina: Marco Paolini
Menzione speciale: Monica Campo Bagatin e Ugo Pompanin
Premio speciale Giuliano De Marchi: S.U.E.M.
Premio speciale Dolomiti UNESCO: Oscar De Pellegrin
Premio speciale della Provincia: Costantino Costantin e Ivo Andrich
2019 (Chies d’Alpago)
Alpinismo in attività: Stefano Santomaso
Carriera alpinistica: Lorenzo Lorenzi
Cultura alpina: Armando Scandellari
Menzione speciale: Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore
Premio speciale Giuliano De Marchi: alla memoria di Maudi De March
Premio speciale Dolomiti UNESCO: Massimilano Ossini
Premio speciale della Provincia: Belluno Alza la Voce
2021 (Cesiomaggiore)
Alpinismo in attività: Christoph Hainz
Carriera alpinistica: Eugenio Bien
Cultura alpina: Giuliano Dal Mas
Premio speciale Giuliano De Marchi: Dante Colli
Premio speciale Dolomiti UNESCO: CAI Mestre – Rifugio Galassi
