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lunedì, Giugno 27, 2022
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Operazione Fiumi – Esplorare per Custodire di Legambiente arriva sul Piave: il fiume è pulito, ma a secco

Fa tappa domani a Breda di Piave (TV) la campagna itinerante di Legambiente Veneto “Operazione Fiumi – Esplorare per Custodire”  realizzata in collaborazione con ARPAV.
Grazie ai campioni raccolti dai volontari e le analisi effettuate dai laboratori ARPA Veneto, la campagna regionale di Legambiente restituisce una fotografia sullo stato di salute dei fiumi, attraverso l’analisi di alcuni parametri di qualità delle acque quali, oltre al famigerato batterio Escherichia coli – i batteri fecali che permettono di verificare lo stato di depurazione delle acque – gli Ftalati ed il Glifosate. Il glifosate è un erbicida di sintesi utilizzato da circa 40 anni in maniera massiccia in agricoltura e del quale Ispra ha già rilevato la presenza di concentrazioni importanti nelle acque superficiali del nostro paese. Novità di quest’anno è la ricerca degli Ftalati, una famiglia di sostanze chimiche impiegate come agenti plastificanti; sostanze quindi riconducibili alla degradazione delle plastiche. Tutti i dati verranno raccolti in un dossier conclusivo.


Sono 7 i punti monitorati dai volontari di Legambiente compresi tra la città di Belluno e la foce nel comune di Jesolo e per quanto riguarda la concentrazione di escherichia coli nel Piave, tra i punti monitorati due soltanto superano le 1000 MPN/100ml, quello di Belluno e quello di Salgareda. La fotografia scattata dai volontari di Legambiente è simile a quella dello scorso anno: un buono stato generale del fiume con superamenti dei valori di allerta riscontrati in due soli punti.

Il punto di campionamento presso Salgareda, come nel 2021, si conferma critico anche nel 2022 con un valore più elevato dell’anno precedente (3255 MPN/100ml). Un dato puntuale che Legambiente invita a non sottovalutare e per il quale l’associazione ambientalista invita l’Amministrazione Locale ad indagare con più attenzione la presenza di eventuali scarichi o sversamenti illegali.

Si sottolinea che per gli escherichia coli quando si supera il valore di 1000 (MPN/100ml), si comincia a prendere in considerazione la possibilità di porre delle restrizioni per uso irriguo, e che il limite consigliato allo scarico deve essere inferiore a 5000 (MPN/100ml).

FIUME

LOCALITÀ

PROVINCIA

Escherichia coli MPN/100ml

T (°C)

CONDUCIBILITÀ uS/cm

PIAVE

BELLUNO

BL

1334

14.2

234

PIAVE

BORGO VALBELLUNA

BL

473

n.d.

n.d.

PIAVE

NERVESA DELLA BATTAGLIA

TV

624

n.d.

n.d.

PIAVE

ORMELLE

TV

645

19.5

428

PIAVE

SALGAREDA

TV

3255

18.7

490

PIAVE

SAN DONA’ DI PIAVE

VE

226

22.5

>3999

PIAVE

JESOLO

VE

75

21.5

>3999

 

Per quanto riguarda lo stato chimico, le valutazioni di Arpav indicano un risultato Buono in tutti i corpi idrici del bacino idrografico del fiume Piave monitorati dove non sono stati rilevati superamenti degli standard di qualità per le sostanze prioritarie e prioritarie pericolose. (NDR – in allegato scheda riassuntiva di Arpa Veneto).

A dispetto di una qualità delle acque da tenere monitorata ma che non preoccupa eccessivamente, emerge una riduzione drammatica delle quantità d’acqua anche per il bacino del Piave.

Non è certo un caso isolato visto che lo stato di siccità sta coinvolgendo da mesi tutta Italia e anche le altre principali aste fluviali del veneto, ma, secondo Legambiente, le conseguenze di un cambiamento climatico galoppante che va riconosciuto e fronteggiato con decisione: secondo Arpav sulla montagna veneta la prima quindicina di giugno è stata la 6^ più mite dal 1990 con +2.4°C rispetto alla norma 1991-2020. Il deficit finale dell’inverno è di -40% di manto nevoso in quota nelle Dolomiti (-240 cm circa) e -50% nelle Prealpi (circa 200 cm di neve in meno). I prossimi mesi caldi si preannunciano dunque da bollino rosso per il bacino del Piave perché nonostante giugno abbia già visto cadere il 56% degli apporti attesi a fine mese e benché il volume complessivamente invasato nei principali serbatoi del Piave sia oggi pari all’88% di riempimento portando il Piave ad essere il bacino idrico del Veneto in minor difficoltà, per Arpav permane una generale scarsità di risorsa idrica che coincide proprio con l’inizio estate quando la richiesta da parte del settore agricolo aumenta moltissimo. Un segnale di come il  riscaldamento globale stia aggredendo con forza la nostra consueta disponibilità di risorsa idrica e di come questo intaccherà ulteriormente lo stato ecologico dei nostri corsi d’acqua.

Luigi Lazzaro, presidente Legambiente

“La capacità di adattamento e resilienza del Piave alle variazioni climatiche – dichiara il presidente regionale di Legambiente Luigi Lazzaro – è dunque la questione centrale su cui serve investire economicamente, tecnicamente e politicamente, a partire da scelte drastiche e coraggiose che superino le ordinanze regionali zeppe di raccomandazioni ma prive di decisioni concrete e bypassino le richieste di stato di emergenza, che attirano l’attenzione ma rimandano le dispute sull’accaparramento dell’acqua a decisori sovraterritoriali, allontanando di fatto l’avvio di soluzioni eque. Siccità e scarsità d’acqua sono problemi con cui dovremo convivere – prosegue Lazzaro – per questo servono i piani di adattamento al clima e soprattutto la capacità di ragionare i prelievi e gli usi per rivederli in modo coordinato, plurisettoriale e sovraregionale puntando ad una diminuzione di prelievi ed un efficientamento degli usi. Una siccità prolungata comporta danni diretti derivanti dalla perdita di disponibilità di acqua per usi civili, agricoli e industriali ma anche perdita di biodiversità, minori rese delle colture agrarie e degli allevamenti zootecnici, e perdita di equilibrio degli ecosistemi naturali”.

Legambiente è certa che ognuno sta facendo e farà fino in fondo la sua parte per arginare questa situazione critica, ma le raccomandazioni e gli impegni non sono più sufficienti senza un impegno deciso per un cambio di rotta, che secondo gli ambientalisti per quanto riguarda il Piave deve puntare a rafforzare la sua identità adattandosi al cambiamento climatico e recuperando e consolidando i suoi habitat naturali e le sue qualità ambientali con progetti utili alla conservazione integrata della biodiversità e non solo ad invasare e trattenere le acque.

Per Legambiente è importante anche aumentare i controlli puntuali dei pozzi freatici e scovare quelli abusivi, che purtroppo non mancano, attraverso un rinnovato protagonismo del Genio Civile coadiuvato dalle Polizie municipali locali. Controlli necessari per scongiurare anche le secche improvvise ed esiziali per la biodiversità come quelle che viste in questi giorni ma anche nei mesi scorsi, sia in Piave che nei torrenti di risorgiva. Importante per gli ambientalisti sarebbe anche l’avvio di uno studio approfondito da parte dell’Autorità di Bacino che punti a de-parcellizzare gli interventi e ad offrire indirizzi per una sistemazione idromorfologica dei letti fluviali che preveda il ripristino ambientale e la riforestazione delle aree golenali quali condizioni necessarie per ogni intervento di tutela del nostro grande patrimonio idrico superficiale e freatico.

“C’è chi chiede i soldi del Pnrr per intervenire, ma per ottenerli servono progetti rientranti tra quelli finanziabili dal NextGenerationEU cioè interventi con un approccio circolare e una gestione equa, razionale e sostenibile dell’acqua – conclude Lazzaro – capaci anche di mettere in discussione l’impatto puntuale delle attività antropiche in alveo e a ridosso del fiume stesso, ancora troppo spesso aggredito da esagerati appetiti localizzati come ad esempio le estensioni agricole monocolturali o le escavazioni di ghiaia”.

Domani sera 22 giugno alle ore 20:45 a Breda di Piave (TV) pressa la Sala Consiliare di Villa Olivi  il circolo di Legambiente Piavenire promuove un incontro aperto alla cittadinanza per ragionare proprio sullo stato di salute del fiume e per riflettere sul valore storico, culturale identitario e ambientale del Piave. Interverranno Fausto Pozzobon, presidente del Circolo Piavenire, Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto ed Elisa Cozzarini, scrittrice e giornalista per la rivista mensile “La nuova ecologia”. A seguire, discussione sul presente e sul futuro del fiume Piave nella lotta al cambiamento climatico, con Sindaci ed Amministratori Locali, tutti invitati ad intervenire.

 La prossima tappa della campagna Operazione Fiumi sarà sabato 25 giugno a Cologna Veneta sul fiume Fratta Gorzone.

Qui il calendario delle tappe della campagna itinerante Operazione Fiumi: https://www.legambienteveneto.it/operazione-fiumi-esplorare-per-custodire-2022/

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