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Esistono ancora destra e sinistra? Pettazzi risponde a Trabucco: “Non esiste neppure la politica”

Tommaso Pettazzi

L’amico costituzionalista Daniele Trabucco pone col suo intervento la domanda se esistano ancora in politica le categorie sinistra e destra. Partendo dall’analisi dei risultati dell’ultima tornata elettorale.

Non ho la preparazione per dare una risposta politica o costituzionale, ma mi baso sulla mia esperienza pluri cinquantennale di votante indefesso che mai ha disertato una chiamata elettorale. Magra base di partenza, direbbe qualcuno, basandosi sull’asserto che Kant nega il valore dell’esperienza.
In ogni caso in questi cinquant’anni vi e stato un punto di svolta, uno spartiacque in occasione dell’inchiesta “Mani pulite”, che ha mandato in soffitta i vecchi partiti costituzionali e ne ha fatti sorgere altri nuovi, che in parte, sotto mentite spoglie, ne ereditavano le basi politiche e programmatiche.

Tutto questo è ulteriormente cambiato con la nascita del Movimento 5Stelle, che ha saputo attrarre lo scontento abbastanza “bipartisan” di grandi masse di cittadini, più che elettori. Nauseati del fatto che i numerosi governi che nel frattempo s’erano succeduti non avevano saputo/potuto/voluto attuare le riforme richieste a gran voce. In campo sociale, economico, ambientale, culturale. Una sostanziale paralisi che ha di fatto incancrenito le problematiche sul tappeto.

S’era giunti all’assurdo che un movimento politico che ambiva ad essere considerato riferimento del proletariato operaio se ne era invece fondamentalmente allontanato, preferendo una borghesia autoproclamatasi progressista.
Dall’altra parte un altro movimento, che tuttora tiene nel “marchio” il simbolo di una porzione consistente del Nord, cercava di sfondare elettoralmente nelle regioni tradizionalmente da esso stesso a suo tempo denominate mafiose e nullafacenti.

Ma analogo ragionamento vale per tutti gli altri maggior, da “destra” a “sinistra” al “centro”. Non dimentichiamo infatti che esiste anche quest’altra categoria politica, essa certamente da definire “araba fenice”.

Per venire infine ai giorni nostri, quando un “cupio dissolvi” si è impadronito dei maggiorenti dei partiti, spingendoli vorticosamente e in modo centrifugo a vagheggiare nuove formazioni sempre più frammentate, sempre più autoreferenti, sempre più personali, autentici spin off che hanno frammentato le sigle in un caleidoscopio politico in cui le forme e i colori si vanno sempre più mischiando.
Dallo stesso M5S è uscito Paragone con la sua Italexit, altri hanno formato Aletrnativa c’è, altri, è notizia di queste ore, forse daranno vita ad un ‘altra entità legata/slegata da Di Maio.
Forza Italia già aveva filiato rami laterali che Berlusconi era però riuscito a tenere ancorati al tronco originale, ma poi Giovanni Toti ed ora Brugnaro con “Coraggio Italia” si sentono in grado di velegggiare con timone proprio.
La sinistra ufficiale dal canto suo, memore di quanto fatto dal ‘68 in poi (con Lotta Operaia, Lotta Continua, Pdiup, ecc.) ha proliferato Liberi e Uguali, Articolo Uno, ecc.
Più recentemente Italia Viva e Azione, la cui collocazione è a dir poco ambigua.
Le beghe interne e le cocenti sconfitte in campo interno come estero non lasciano presagire nulla di buono pure per la Lega.

Unico partito, a mia modesta opinione, a non essere percorso da questi scossoni è Fratelli d’Italia. Fondamentalmente per la fortunata coincidenza di essere da tempo all’opposizione, che paga elettoralmente in momenti di forti turbolenze politiche ed economiche ed altrettanto difficili soluzioni da adottare, e capeggiata da un leader tetragono e molto preparato.

Relativamente poi alla politica Bellunese, devo amaramente concludere che in questo caso sinistra e destra hanno dimostrato sempre, e a maggior ragione in questi ultimi cinque anni, di essere perfettamente intercambiabili.
Un esempio per tutti: la partita dell’Autonomia, a me da sempre cara, è sempre stata evocata (cavalcata sarebbe un termine troppo nobile) semplicemente per affermare che esiste, ma mai per cercarne una soluzione. Questo in campo regionale e Provinciale. Non c’è stato nel programma dei candidati Sindaco alcun capitolo ad essa dedicato, né alcun appuntamento in cui sia stata trattata.

Similmente gli aspiranti consiglieri se ne sono tenuti distanti. Questi poi hanno in gran parte dimostrato una capacità di “ammuina” degna del presunto Regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie. Che recita: “All’ordine “Facite Ammuina” (fate confusione), tutti coloro che stanno a prua vadano a poppa, e quelli a poppa vadano a prua; quelli a dritta vadano a sinistra e quelli a sinistra vadano a dritta, tutti quelli sottocoperta salgano sul ponte, e quelli sul ponte scendano sottocoperta,…”.

Cioè alcuni che erano a sinistra sono passati a destra, altri da destra a sinistra; altri da destra un po’ più a destra ed altri da sinistra un po’ meno a sinistra e via curvando.
I baluardi passati, De Gasperi, Moro, Togliatti, Berlinguer, Pertini, Saragat, Einaudi, Malagodi, La Malfa, Spadolini, Almirante e via citando si saranno già rigirati nella tomba.

Non solo quindi non esistono destra e sinistra, ma ahimè neppure la politica.

Tommaso Pettazzi

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