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Epatite C, screening gratuito per i nati tra il 1969 e 1989. Zaia: “La prevenzione prima di tutte le cure”

Venezia, 12 maggio 2022  –  Lunedì 16 maggio prossimo partirà in Veneto lo screening gratuito per l’epatite C, rivolto a tutte le persone nate tra il 1969 e il 1989. Questo screening rappresenta un’opportunità per la diagnosi precoce di una malattia che spesso può rimanere silenziosa per anni. Se non curata, questa patologia può provocare seri danni al fegato, tra cui il tumore e la cirrosi epatica. Da alcuni anni sono disponibili dei farmaci orali che permettono di curarla in modo semplice, efficace e con pochi effetti collaterali.

“Non è ancora conclusa la battaglia contro il Covid, un lavoro durissimo che ci impegna a tutti i livelli da oltre due anni – sottolinea il Presidente della Regione del Veneto – ma non abbiamo distolto l’attenzione da tutti gli altri fronti dell’offerta di prevenzione e cure ai cittadini. La sanità veneta prosegue il suo lavoro dando risposte di eccellenza a tutto campo. Le campagne di screening si confermano un caposaldo dell’attività sanitaria. Questa contro l’epatite C interessa una parte non trascurabile della popolazione ed è lo strumento per una diagnosi precoce in grado di contrastare l’insorgenza di ulteriori patologie tra le quali i subdoli tumori epatici. Anche in questo caso, in Veneto cerchiamo sempre di fare il massimo per curare tutte le persone che ne hanno bisogno, e la prevenzione è la prima di tutte le cure”.

Lo screening sarà avviato in tutte le Aziende Ulss della Regione, nelle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona e presso l’Istituto Oncologico Veneto. I cittadini nati tra il 1969 ed il 1989 potranno partecipare gratuitamente, sottoponendosi ad un esame del sangue che ricerca la presenza di anticorpi contro il virus dell’epatite C (HCV), causa della malattia. Il test potrà essere eseguito insieme ad altri esami del sangue oppure potrà essere prenotato direttamente presso i laboratori identificati dalle Aziende, anche senza impegnativa. In alternativa il cittadino potrà decidere di attendere la lettera di invito allo screening che gli arriverà a casa. Ulteriori informazioni riguardo alla partecipazione allo screening sono disponibili nei siti web delle Aziende Sanitarie.

In caso di positività all’esame del sangue, lo screening regionale offrirà esami di approfondimento e visite specialistiche. Il cittadino sarà accompagnato lungo tutto il percorso, dai primi esami all’eventuale diagnosi di epatite C, fino al trattamento in un centro regionale specializzato. Il percorso sarà completamente gratuito, senza pagamento del ticket. L’iniziativa, infatti, si inserisce in un progetto nazionale finanziato dal Ministero della Salute, con l’obiettivo di eliminare il virus HCV dal territorio nazionale.

“La disponibilità dal 2014 anche nel nostro paese dei farmaci antivirali orali ad azione diretta per la terapia dell’epatite C ha aperto un modello efficace per curare i pazienti infetti con cicli specifici di trattamento – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità -. Grazie alla campagna di screening che prende le mosse il 16 maggio prossimo, in Veneto sarà possibile rilevare le infezioni non ancora individuate e trattarle precocemente. È un programma reso possibile dai traguardi raggiunti dalla ricerca scientifica e dalla preparazione della nostra macchina sanitaria già affermatasi in programmi di prevenzione e terapia simili che hanno dato ottimi riscontri nel contrasto di altre patologie. Sono certa che la risposta dei Veneti interessati non mancherà e la nostra regione potrà rendersi protagonista di una nuova affermazione nel campo della salute”.
I cittadini del Veneto nati tra il 1969 ed il 1989, che hanno diritto allo screening gratuito, sono circa 1.300.000. I più recenti studi stimano che lo 0,5-1% della popolazione italiana in età di screening sia affetto da epatite C. Ci si può attendere, quindi, che le persone con infezione da HCV in Veneto siano 6.500-13.000, a seconda delle stime. Molte di queste non sarebbero a conoscenza della malattia. Lo screening permetterebbe la loro identificazione e cura.

Oltre alle persone nate tra il 1969 ed il 1989, lo screening riguarderà anche quelle in cura presso i Servizi pubblici per le Dipendenze (Ser.D.) e quelle detenute in carcere. Questi gruppi di persone presentano un rischio maggiore di avere l’infezione. Per tale motivo, in queste categorie, non è previsto un limite di età per la partecipazione allo screening. Il test sarà offerto direttamente presso i Ser.D. e le carceri della Regione.

Epatite C: da un virus ad una terapia
Come la ricerca scientifica può passare dall’identificazione all’eliminazione di un virus
Lo screening gratuito per l’epatite C, che partirà in Veneto il 16 maggio, si inserisce in un progetto nazionale che ha come obiettivo quello di eliminare il virus HCV dal territorio nazionale, rilevando le infezioni non ancora diagnosticate e trattandole precocemente. Questo programma ambizioso è possibile grazie agli immensi risultati della ricerca scientifica che, in circa 30 anni, ha permesso l’identificazione del virus HCV e lo sviluppo di terapie altamente efficaci.
La storia dell’epatite C ha inizio dopo gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, quando furono identificati i virus dell’epatite A (HAV) e dell’epatite B (HBV). Entrambi questi agenti possono causare infezioni del fegato in forma acuta e, nel caso del virus dell’epatite B, anche in forma cronica. All’epoca era nota un’altra tipologia di infezione cronica del fegato, causata da un agente ancora sconosciuto, la cosiddetta “epatite non-A non-B”.
Negli anni ’80 furono condotte molte ricerche per individuare la causa di questo tipo di epatite. Tra queste ci furono quelle del gruppo di ricerca californiano guidato da Michael Houghton, che nel 1988, dopo più di sei anni di insuccessi, riuscì finalmente ad identificare il virus causa dell’epatite non-A non-B, che fu quindi nominato virus dell’epatite C (HCV, Hepatitis C Virus). Questa scoperta, che nel 2020 valse il premio Nobel a Michael Houghton, Harvey J. Alter e a Charles M. Rice, permise non solo di caratterizzare la causa di una grave forma di infezione del fegato, ma consentì di mettere a punto test diagnostici per ricercare l’infezione da HCV e sviluppare nuove terapie.
Già dagli anni ’90 era disponibile una terapia per il trattamento dell’epatite C, ma essa non era né specifica nei confronti del virus HCV né ben tollerata da parte dei pazienti, a causa degli importanti effetti collaterali. A partire dal 2010 iniziarono ad essere sintetizzati nuovi farmaci sempre più efficaci, maneggevoli e meglio tollerati dai pazienti, fino a quelli più recenti, i cosiddetti farmaci antivirali ad azione diretta (DAA).
Proprio grazie a queste nuove terapie e alla disponibilità di vaccini per prevenire le altre epatiti (A e B), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2016 ha posto l’obiettivo di eliminare a livello mondiale le epatiti virali, riducendo la nuova insorgenza del 90% e la mortalità del 65% entro il 2030.

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