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Pat, Piano di assetto del territorio, astensione della Lega. Marzio Sovilla: “Non ci ritroviamo nella visione di città delineata dal documento”

Marzio Sovilla – capogruppo Lega

“Il giudizio della Lega al voto complessivo al Pat. Piano di assetto del territorio,  è di astensione, spiego il perché”. A qualche giorno dall’approvazione in sede di Consiglio comunale del pacchetto di controdeduzioni elaborate dagli uffici di Palazzo Rosso alle osservazioni al Pat presentate dai cittadini, il consigliere comunale della Lega Marzio Sovilla spiega la posizione sua e del partito. Il voto è stato positivo a quasi tutti i punti, ma al momento di votare l’intero pacchetto il consigliere si è astenuto per un preciso motivo.

“Ho votato in modo positivo a quasi tutte le controdeduzioni (a 71 su 74) – spiega -, perché le abbiamo ritenute congruenti e coerenti rispetto alle linee di stesura del Pat. Gli uffici hanno operato bene e su questo non abbiamo critiche da avanzare. Tuttavia non ci troviamo d’accordo rispetto all’impianto generale del nuovo Piano di assetto del territorio, e questo è un motivo di natura politico. Non ci ritroviamo nella visione di città delineata dal documento, questo lo abbiamo sempre sostenuto, per questo nonostante le controdeduzioni siano state corrette al voto generale abbiamo ritenuto giusto astenerci. Belluno è uno dei due comuni della provincia ancora privi del Pat, perciò il voto positivo alle controdeduzioni è stato anche un’assunzione di responsabilità nei confronti della città e dei cittadini che è giusto abbiano questo importante strumento di pianificazione urbana, ma di responsabilità anche nei confronti della futura amministrazione che ci auguriamo, naturalmente, sia di colore diverso. Il futuro sindaco e la futura giunta di Belluno è giusto abbiano uno strumento a cui fare riferimento per lavorare in modo puntuale e preciso al piano degli interventi”.

Infine un appunto sulla squadra di professionisti messa in campo dall’amministrazione per studiare lo sviluppo futuro di Belluno. “Sono studi e professionisti che operano per lo più in contesti urbani grandi e di pianura – conclude Sovilla -, nella stesura delle linee guida, a nostro avviso, non hanno tenuto in debito conto la natura montana del nostro territorio, caratteristiche che dovrebbero costringere a scelte diverse rispetto ad altri centri urbani”.

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