13.9 C
Belluno
lunedì, Novembre 28, 2022
Home Lettere Opinioni Ciclabile nel parco "Città di Bologna" e rigenerazione urbana

Ciclabile nel parco “Città di Bologna” e rigenerazione urbana

La “adorabile Belluno”, ha acquisito dal nuovo urbanesimo, un sentire innovativo, che ricorda “le mani sulla città”. Esaurita l’urbanizzazione pagata dai contribuenti utile alla speculazione edilizia e in via di esaurimento l’urbanistica contrattata, la rigenerazione urbana è diventata di fatto, il nuovo cavallo di battaglia. Questa, si serve massimamente, di risorse pubbliche, senza alcun obiettivo di effettiva risoluzione dell’aspetto immateriale, a cui dovrebbero corrispondere le opere.

Nel nostro centro storico, si utilizzano gli ultimi scampoli di aree e volumi, all’insegna del consumo di suolo zero e della bandiera della sostenibilità. Il prestigioso ex Convento dei Gesuiti, il complesso edilizio dell’antico nosocomio, Piazza Piloni, la vicina via d’Incà e il Parco urbano città di Bologna, sono il focus di interventi definibili, volendo essere buoni, non generativi ma de-generativi.
Siamo veramente alla paranoia. L’originario Parco città di Bologna (circa 14.000 mq) e tutta
l’area che circonda piazza Piloni, sono diventati luoghi di riserva per tutto, in barba alla
cultura urbanistica e al sentire ecologistico, che la città ha ereditato (come best practices)
dai comportamenti dell’umanità che ci ha preceduti. Non è bastato che in questi ultimi anni,
si siano abbattuti degli alberi nelle adiacenze e pertinenze di quei luoghi né che, il sempre
più scarno di piante parco, abbia ceduto ulteriori 6000 mq lordi agli scolari della “Gabelli”.
Adesso si sta realizzando, ancora a spese della medesima area, udite udite, una ciclabile
all’interno del medesimo parco. Un collegamento con la contigua piazza, a sua volta
quest’ultima candidata allo scavo di un ulteriore parcheggio sotterraneo di tre piani, la cui
superficie è già occupata da un parcheggio di auto. Per non parlare del Convento dei Gesuiti sconsacrato che diventerà mercato.
Il tutto, nel centro storico dove, per usare una metafora ma non tanto metafora, si riportano i “mercanti” scacciati dal tempio, che la Bibbia ci ricorda.

Parco Città di Bologna – Belluno

A questo punto un interrogativo è d’obbligo.
Siamo vittime di una maledizione? O si vuole perpetuare uno sfruttamento intensivo di
quell’area, senza una minima considerazione verso le buone pratiche urbanistiche?
Questi citati interventi, comunque, non sono quel contenimento o azzeramento del consumo di suolo che vogliono le leggi e il comune sentire dei cittadini, interessati a tutt’altra filosofia.
Tanto per ricordarlo, in questi ultimi anni, proprio in zona, tanti alberi sono stati eliminati
senza essere rimpiazzati da altre nuove essenze arboree. Non sappiamo se con il loro
abbattimento si è voluto, forse, solo ricavare qualche stallo in più lungo il parcheggio di via
d’Incà. Insomma si è continuato a ragionare, in controtendenza alle buone intenzioni
europee di decarbonizzazione, che oggi si pone anche la transizione ecologica.

Comunque, dall’area attualmente occupata dalla scuola, quando quest’ultima tornerà nella
sua originaria sede, non si sa cosa, dai volumi allocati, tireranno fuori dal cilindro.
Vedremo!
In piazza Piloni invece, non contenti, si progetta con quel parcheggio sotterraneo, qualcosa
non immune dai conosciuti problemi di sottosuolo: falde acquifere ed esalazioni gassose,
nonché quelli di archeologia per la vicina chiesa gotica S. Stefano e/o annesso convento dei
Frati Serviti, oggi Agenzia delle Entrate, etc.. Non si è pensato neanche che, portare altre
centinaia di auto in transito e stazionamento in prossimità di quei luoghi, dove è presente
anche una scuola secondaria, aumenta i problemi della già sofferente circolazione.
Insomma quest’ultima, ma non ultima trovata della ciclabile in quel luogo, immaginando
una intermodalità trasportistica (sic!) con un, mi si perdoni, risibile percorso di circa 120 mt
(dal costo di circa 200 € al m), che attraversa il “parco città di Bologna”, è inutile e forse anche pericoloso per la sua vicinanza all’area di gioco dei bambini. Un’ultima idea balzana
che ci mancava!
Belluno, che si autoproclama capitale delle Dolomiti, con il suo, più volte ridimensionato
mini parco: “città di Bologna”, ridotto ad un fazzoletto di terra, osa ancora “ritagliare” altro
spazio al verde urbano (D. I. 1444/68, minimo 9 mq/ab.) all’interno un centro storico già
“ferito”, che non è più né a misura d’uomo e neppure a misura di automobile.

Giuseppe Cancemi

Share
- Advertisment -

Popolari

Giro 2023, Provincia e Dmo Dolomiti al lavoro per promuovere le tappe. Eventi collaterali a regia unica, per un territorio spettacolare

Il Bellunese sarà protagonista al Giro d’Italia 2023, con due tappe quasi interamente in provincia. La Oderzo-Palafavera del 25 maggio, e la Longarone-Tre Cime di...

Cordoglio per il piccolo Christian. Il sindaco De Pellegrin: “Non ci sono parole che possono lenire l’enorme dolore”

Di seguito le parole di cordoglio del sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, per la scomparsa del piccolo di 15 mesi colpito da meningite. “Non...

Lions Club in lutto per la morte del generale Angelo Baraldo

La scomparsa del generale Angelo Baraldo, pur malato da tempo, ha lasciato nei soci del Lions Club Belluno un grande vuoto. Personalità molto conosciuta...

Sport e giovani e Integralmente sport e cultura. Al via i due progetti per le scuole superiori di Belluno

Presentati stamattina in Sala giunta a Palazzo rosso i progetti "Sport e Giovani" del Comune di Belluno e "Integralmente sport e cultura" dell'Ufficio scolastico...
Share