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Legge sulla montagna. Padrin presenta l’Indagine conoscitiva alla 10ma Commissione della Camera

Roma, 12 gennaio 2022 – Il presidente della Provincia Roberto Padrin, è intervenuto questo pomeriggio in audizione nella 10ma Commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera dei deputati, per conto delle Province montane e dell’Upi., per presentare l’ “Indagine conoscitiva sulle proposte per la ripresa economica delle attività turistico-ricettive della Montagna invernale – COVID19 stagione 2021/2022”.

Due i fronti sui quali agire sottolineati da Padrin, per contrastare l’impatto della pandemia da covid19 sulla montagna:
– interventi di massima urgenza per sostenere le imprese nella fase critica, evitando chiusure e impoverimento del tessuto produttivo;
– interventi strutturali, a partire dalla Legge sulla Montagna per garantire strumenti in grado di promuovere una crescita stabile e duratura.

Il presidente ha quindi illustrato gli strumenti necessari, a partire dai servizi alle famiglie e dalle politiche a favore del turismo e dell’agricoltura di montagna. Ed ha ricordato che “quando un paese si spopola, le ricadute negative – fatte di abbandono, assenza di manutenzioni del territorio e perdita di presidi in quota – si ripercuotono anche a valle. Mario Rigoni Stern, uomo della montagna, diceva riferendosi al Veneto che ‘quando anche l’ultimo montanaro se ne sarà andato, le ortiche invaderanno Piazza San Marco’ “.

Questi i punti proposti:
– l’istituzione di un Fondo con risorse adeguate rispetto al fabbisogno effettivo rilevato, dedicato alle misure a sostegno delle attività produttive del turismo montano;

– la definizione di protocolli e convenzioni tra Province, Ulss e consorzi degli impiantisti per realizzare specifici modelli di sorveglianza sanitaria e assistenza dedicato ai frequentatori delle piste da sci. Questo consentirà non solo di monitorare con tempestività la condizione sanitaria, ma sarà promosso come servizio agli utenti per consentire la ripartenza dello sci, in massima sicurezza, aumentando la qualità del livello dell’offerta ai turisti, in particolare a quelli stranieri. In questo senso, fin da subito servirebbe un coordinamento a livello comunitario per “normalizzare” la durata dei green pass, che oggi vede notevoli differenze tra diversi Paesi europei, con la conseguenza che il turismo montano italiano sta registrando le disdette degli ospiti stranieri;
– la mappatura delle aree ad alta concentrazione di turismo straniero per garantire assistenza medica e presa in carico di casi Covid19, quale servizio ulteriore offerto dal sistema territoriale ai turisti stranieri;
– l’offerta di corsi di aggiornamento e formazione professionale esplicitamente diretti agli operatori del turismo, con particolare riguardo alla gestione e comunicazione della sicurezza degli impianti e del servizio sanitario.

Per quanto riguarda le aree di intervento su cui occorre agire per contrastare il fenomeno dello spopolamento della montagna, Padrin ha elencato le seguenti azioni:
– potenziamento dei servizi essenziali alla persona (servizi sanitari, strutture sanitarie sedi di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) di I livello), a fronte di una ridotta offerta di servizi sanitari, ad esempio di strutture sanitarie sedi di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) di I livello;
– potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti (servizi di viabilità e trasporto ferroviario, stazioni ferroviarie e arterie di collegamento rapido con i centri principali)
– potenziamento dell’offerta formativa, in particolare rispetto alle scuole secondarie superiori e all’istruzione universitaria;
– realizzazione di una rete di infrastrutture telematiche in grado di garantire la possibilità di utilizzare a pieno i vantaggi e i servizi delle nuove tecnologie a cittadini e imprese.

La nuova legge quadro sulla montagna – ha concluso il presidente Padrin – dovrebbe essere pronta per febbraio, con uno stanziamento di 100 milioni di euro già nella manovra finanziaria 2022. Si tratta di fondi importanti, che poi dovrebbero aumentare negli anni ed è sicuramente un segnale di rilievo per la rinnovata attenzione del Governo e del Parlamento verso la montagna.

 

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