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Calcio. Dolomiti Bellunesi ad alta intensità: il prof Carazzai detta la rotta

È più giovane di una parte dei calciatori in rosa. Eppure insegna. Sì, insegna a curare e “ascoltare” il corpo. E imposta un itinerario di varie tappe, da seguire per arrivare al traguardo di primavera con il serbatoio di energie ancora pieno. Ha solo 27 anni, vanta un passato da difensore fra Terza e Prima categoria nelle file di Plavis, Fiori Barp e San Vittore. Ma ora, grazie a un bagaglio di competenze arricchito dalla laurea in Scienze dello sport e della prestazione fisica (ottenuta all’Università di Verona), è semplicemente “il prof”: Nicola Carazzai, il preparatore atletico della SSD Dolomiti Bellunesi: «Il mio compito – spiega il diretto interessato – è quello di far sì che i ragazzi stiano bene a 360 gradi».

LAVORO COORDINATO – Carazzai si confronta costantemente con mister Renato Lauria e lo staff tecnico in generale: «Gestisco in prima persona l’aspetto relativo alla componente atletica, da coordinare poi, nel resto della seduta, con l’intero staff. Sotto questo profilo, mi ritengo fortunato perché posso confrontarmi con persone preparate e di alto profilo, con le quali sono totalmente in sintonia. È importante che ogni allenamento fili per il verso giusto, senza alcun intoppo».

FEELING – Instaurare un buon rapporto con i giocatori è la base per impostare un percorso corretto, efficace e duraturo: «Il feeling è fondamentale. Le sensazioni degli atleti mi aiutano ad adattare al meglio il lavoro e a calarlo nel caso specifico. Poi forse con me è anche più facile e immediato parlare e confrontarsi, visto che la mia è una figura di mezzo tra staff e gruppo squadra».

CAPISALDI – Il prof segue alcuni capisaldi: «All’inizio della stagione impostiamo una programmazione graduale, per poi entrare nel dettaglio. Non si può prescindere da una buona condizione aerobica: in caso contrario, non sarebbe possibile durare 90′. Servono, inoltre, un lavoro sulla forza e sulla parte legata alla prevenzione degli infortuni. E poi c’è l’intensità. Più lo sport si evolve, e il calcio in tal senso non fa eccezione, più cresce il livello d’intensità».

PICCO – La SSD Dolomiti Bellunesi ha dimostrato di essere già in una buona condizione: «Ma non abbiamo ancora raggiunto il picco, possiamo migliorare. Avendo cambiato qualcosina dal punto di vista tattico, alcune modifiche sono state apportate pure in ambito fisico-atletico. Gli aspetti sono correlati. E qui mi riallaccio al ragionamento precedente: abbiamo dei dati oggettivi, garantiti dal Gps, ma il feedback dei giocatori ha un valore assoluto». Carazzai non ha dubbi: «L’impegno del collettivo è costante, come costante è la qualità degli allenamenti. Quindi i risultati arriveranno. Se non nell’immediato, alla lunga ci toglieremo le nostre soddisfazioni». E se lo dice il prof…

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