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16 reazioni avverse gravi ai vaccini covid-19 ogni 100mila dosi. Ecco i dati ufficiali, sulla base delle segnalazioni inserite

In base al settimo rapporto dell’Aifa sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19 risulta che su 65.926.591 dosi somministrate, sono state segnalate 84.322 reazioni avverse sospette di cui l’87,1% non gravi e il 12,8% gravi. Pertanto il tasso di segnalazioni di reazioni avverse non gravi è pari a 111 su 100.000 dosi, mentre il tasso di eventi gravi è di 16 ogni 100.000 dosi.

Le reazioni avverse più frequentemente osservate durante la campagna vaccinale in corso sono:
le reazioni locali nel sito di iniezione (dolore, gonfiore, arrossamento), febbre, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari o articolari.
Si tratta di reazioni non gravi, di entità lieve o moderata che, seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni, spesso senza nemmeno ricorrere a trattamenti sintomatici.

Come per tutti i farmaci, sono possibili, seppur rarissime, reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico. Per questo le vaccinazioni vengono eseguite in contesti sicuri da personale addestrato ed è previsto un periodo di osservazione di almeno 15 minuti dopo la vaccinazione. Un altro aspetto di cui si tiene conto è che, in seguito all’iniezione, si possono verificare anche reazioni di tipo ansioso con fenomeni vaso-vagali che vanno dalla sensazione di stare per svenire fino allo svenimento vero e proprio, per cui il personale presta attenzione a evitare traumatismi da caduta.

Il Veneto, come si vede dalla tabella, è tra le prime Regioni d’Italia che pone particolare attenzione alla segnalazione di tutte le reazioni a seguito della somministrazione di vaccini.

I dati sono stati illustrati oggi in conferenza stampa dalla dottoressa Russo della Regione del Veneto.

 

- Advertisement - Roberto Denart
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