13.9 C
Belluno
martedì, Settembre 27, 2022
Home Arte, Cultura, Spettacoli Afghanistan e quando i talebani eravamo noi * di Sante...

Afghanistan e quando i talebani eravamo noi * di Sante Rossetto

Sante Rossetto – giornalista, scrittore

La tragedia dell’Afghanistan, il governo dei talebani, la situazione politica di quello Stato sono i temi dominanti di questo momento. Ma, probabilmente, anche del futuro prossimo. Intanto bisognerebbe conoscere un po’ di storia di un paese che sulle mappe antiche si chiamava “Bactriana”. Terra pressoché inconquistabile perché da quelle parti si incagliò la macchina da guerra di Alessandro Magno; lì dovettero subire dure sconfitte, nelle cosiddette guerre afgane, gli inglesi nell’Ottocento lanciati nella loro travolgente avventura coloniale; là hanno sbattuto il naso i russi e, oggi, gli americani con i loro sostenitori. Un po’ di conoscenza storica avrebbe magari fatto soppesare i rischi di invischiarsi dove tutti avevano fallito.

Ma c’è anche da domandarsi oggi, anno di grazia 2021, perché i talebani riescono ancora a sopravvivere con una visione sociale della vita che suscita perplessità fino a condanne esplicite. Ma ci sono stati momenti della storia in cui i “talebani” eravamo noi. Sì, quelli che ora chiamiamo occidentali. Per una bestemmia loro mettono in prigione il/la malcapitato? Nella laica, ma pur sempre religiosa, Serenissima chi bestemmiava poteva perdere la lingua. Naturalmente a colpi di forbice per le mani del boia. Come avvenne a inizio Cinquecento a Treviso proprio ad una donna.

I talebani hanno una visione riduttiva della donna?
Ricordiamoci che per secoli in Europa abbiamo seguito una efficace, purtroppo per loro, caccia alle streghe. Che finivano a centinaia sul rogo. E non stiamo parlando del maltrattato Medioevo, ma della modernità. L’ultima disgraziata finì sul rogo a Salisburgo alla metà del Settecento. Fu poi l’intervento deciso di due intellettuali veneti, Gianrinaldo Carli e il veronese Scipione Maffei, e del roveretano Girolamo Tartarotti a interrompere la tragica catena di roghi. Per tacere dei cosiddetti eretici per i quali, se non abiuravano, la sorte era segnata sopra un mucchio di fascine. Come ha scritto con lucidità Franco Zizola nel suo esemplare “Roghi”.

E, per finire con gli eventi più clamorosi, non dimentichiamo le effigie dei Buddha distrutte a colpi di artiglieria. Perdite dolorose anche per l’arte.
Ma che cosa hanno fatto i cristiani dopo l’editto del 313 che dava libertà di culto?
Hanno eliminato ogni testo poco incline e scomodo per la loro dottrina insieme con i templi pagani trasformati in chiese. Così sono andati distrutte le opere di Celso, Porfirio e dell’imperatore Giuliano fortemente avverse alla nuova trionfante religione. Senza dimenticare opere meno note che hanno seguito il medesimo destino. Concludendo con il martirio della filosofa pagana Ipazia uccisa su istigazione del vescovo cristiano di Alessandria.

Fedro, il noto scrittore latino, ha detto che ognuno di noi ha due bisacce, una davanti e l’altra sulla schiena. Quest’ultima contiene i nostri difetti, la seconda quelli degli altri. Ma noi vediamo soltanto quella anteriore dimenticandoci di quanto abbiamo fatto.
Nulla, o poco, di nuovo sotto il sole perché il cammino dell’umanità è costruito sul sangue. Ma ognuno pensa che le colpe siano sempre e solo degli altri.

Sante Rossetto

Share
- Advertisment -

Popolari

Presidenzialismo. Trabucco: “Approccio superficiale”

All'indomani delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, il partito di maggioranza relativa (Fratelli d'Italia), in modo pienamente legittimo, ha illustrato uno dei punti...

Riqualificazione energetica dell’edificio Kraller. Saranno riservati 8 alloggi ai lavoratori temporanei

Belluno, 27 settembre 2022 - Via libera oggi in giunta al progetto definitivo/esecutivo di riqualificazione energetica dell’edificio Kraller, in via Lungardo. L’operazione, finanziata dal...

Tutto esaurito per i Percorsi della Memoria 2022: seimila partecipanti sui luoghi del Vajont

Longarone. Tutto esaurito per l’edizione 2022 dei Percorsi della Memoria: domenica prossima 2 ottobre ci saranno 6000 persone a camminare sui luoghi del Vajont....

Disponibile e gentile, amante della natura e dello sport. Cercasi Cavaliere sulle piste da sci, nell’area vacanze sci & malghe Rio Pusteria

Aperte fino all'8 novembre 2022 le candidature per svolgere il lavoro più cool delle Alpi nell'area vacanze sci & malghe Rio Pusteria, tra le...
Share