Un paio di mesi fa, esattamente il 22 giugno 2021, il Wall Street Journal di New York, il quotidiano maggiormente diffuso negli Usa, con una tiratura di oltre 2 milioni copie al giorno (il maggior quotidiano italiano, Il Corriere della Sera, stampa circa 250mila copie al giorno) pubblica un articolo a firma del dottor Ladapo, professore associato di medicina alla David Geffen School of Medicine della UCLA e del dottor Risch, professore di epidemiologia alla Yale School of Public Health dal titolo: “I vaccini anti-Covid sono più rischiosi di quanto finora pubblicizzato”?
Nell’articolo non vengono nominate le case farmaceutiche (i tre produttori di vaccini inizialmente autorizzati negli Usa erano Pfizer Inc / BioNTech, Moderna I e Johnson & Johnson). Pfizer è il colosso farmaceutico americano da 214 miliardi di dollari che ha sede anch’essa a New York ed è una delle più grandi società del mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci.
Azionista di Pfizer con il 7,46% di quote è BlackRock, la più grande società d’investimenti al mondo, detta la “banca mondiale ombra”, che gestisce un patrimonio di più di 8.000 miliardi di dollari. Un altro 8,12% di azioni Pfizer ce l’ha Vanguard Group, un’altra società d’investimenti statunitense con un portafogli di oltre 5.000 miliardi di dollari. E poi c’è la Wellington Management Company, anch’essa una società d’investimento statunitense con un pacchetto di circa 1.500 miliardi di dollari che possiede il 4,22% di azioni Pfizer. Insomma, azionisti della Pfizer sono i “Padroni del vapore”, che detengono grosse quote del debito degli stati e quindi sono in grado di influenzare i governi. Per quel che ci riguarda noi in Italia, secondo un’indagine del Sole 24 Ore, BlackRock è anche il maggiore azionista di UniCredit col 5,2%, oltre a possedere il 5,7% di Monte Paschi di Siena, il 5% di Banca Intesa e il 4,8% di Telecom Italia, e altre partecipazioni in Atlantia, Azimut, Prysmian, Ubi e altro ancora. Lo stesso discorso vale per AstraZeneca, dove BlackRock è azionista con il 7,7%, Wellington con il 5,9% e Vanguard con il 3,5%.
Ad intercettare per primo in Italia l’articolo del Wall Street Journal è il quotidiano economico Milano Finanza che lo traduce e lo mette subito in rete. I medesimi contenuti vengono confermati dai due professori qualche giorno fa in un’altra intervista al quotidiano La Verità. Così veniamo a conoscenza di alcuni particolari ai quali le nostre reti televisive, pubbliche e private, non hanno mai dato rilievo.
Ecco l’articolo del Wall Street Journal
I vaccini anti-Covid sono più rischiosi di quanto finora pubblicizzato?
Un aspetto notevole della pandemia da Covid-19 è stata la frequenza con cui le idee scientifiche impopolari, ad esempio quella del virus creato in laboratorio cinese e all’efficacia delle mascherine, sono state inizialmente respinte, persino ridicolizzate, per poi riemergere nel pensiero tradizionale mainstream. Le differenze di opinione a volte sono state radicate nel disaccordo della scienza. Ma la motivazione più comune è stata quella politica. Un altro capovolgimento del pensiero, dunque, potrebbe essere imminente.
Osservano in premessa i due professori autori dell’articolo. Ce la ricordiamo tutti la favoletta poi tramontata del brodino di pipistrello.
La prossima inversione di marcia del pensiero comune potrebbe essere imminente. Alcuni scienziati hanno sollevato la preoccupazione che i rischi per la sicurezza dei vaccini Covid-19 siano stati sottovalutati. Ma la politica della vaccinazione di massa ha relegato le loro preoccupazioni ai margini del pensiero scientifico per ora.
Storicamente, la sicurezza dei farmaci – compresi i vaccini – spesso non è pienamente valutata fino a quando non vengono distribuiti in grandi numeri. Gli esempi includono il rofecoxib (Vioxx), un antidolorifico che ha aumentato il rischio di infarto e ictus; antidepressivi che sembravano aumentare i tentativi di suicidio tra i giovani adulti; e un vaccino antinfluenzale usato nell’epidemia di influenza suina del 2009-10 che era sospettato di causare convulsioni febbrili e narcolessia nei bambini. Le prove che provengono dal mondo reale sono preziose, poiché gli studi clinici spesso arruolano pazienti che non sono rappresentativi della popolazione generale. Impariamo di più sulla sicurezza dei farmaci dalle evidenze del mondo reale e possiamo così regolare le raccomandazioni cliniche per bilanciare rischi e benefici.
Il Vaccine Adverse Event Reporting System, o Vaers, che è amministrato dai Centers for Disease Control and Prevention e dalla Food and Drug Administration, è un database che permette agli americani di documentare eventi avversi che accadono dopo aver ricevuto un vaccino. La FDA e il CDC affermano che il database non è progettato per determinare se gli eventi siano stati causati da un vaccino. Questo è vero. Ma i dati possono comunque essere valutati, tenendo conto dei loro punti di forza e di debolezza, ed è quello che il CDC e la FDA dicono di fare.
I dati Vaers per i vaccini Covid-19 mostrano un modello interessante. Tra i 310 milioni di vaccini Covid-19 somministrati, diversi eventi avversi sono riportati in tassi elevati nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione, per poi diminuire precipitosamente in seguito. È possibile che alcuni di questi eventi avversi si sarebbero verificati comunque. Questo schema può essere in parte attribuibile alla tendenza a segnalare di più gli eventi che accadono subito dopo la vaccinazione.
Il database non può dire cosa sarebbe successo in assenza di vaccinazione. Tuttavia, la forte clusterizzazione di alcuni eventi avversi subito dopo la vaccinazione è preoccupante, e il silenzio intorno a questi potenziali segnali di danni riflette la politica che circonda i vaccini Covid-19. Stigmatizzare tali preoccupazioni è un male per l’integrità scientifica e potrebbe danneggiare i pazienti.
Secondo i dati presi direttamente da Vaers, quattro sono gli eventi avversi gravi che seguono questa parabola: piastrine basse (trombocitopenia); miocardite non infettiva, o infiammazione del cuore, soprattutto per quelli sotto i 30 anni; trombosi venosa profonda; e morte. Vaers registra 321 casi di miocardite entro cinque giorni dalla inoculazione di una vaccinazione, che scendono a quasi zero entro 10 giorni. Ricerche precedenti hanno dimostrato che solo una frazione degli eventi avversi viene riportata, quindi il vero numero di casi è quasi certamente più alto. Questa tendenza alla sotto rappresentazione è coerente con la nostra esperienza clinica.
Le analisi per confermare o respingere questi risultati dovrebbero essere eseguite utilizzando grandi set di dati in possesso delle compagnie di assicurazione sanitaria e delle organizzazioni sanitarie. Il CDC e la FDA sono sicuramente consapevoli di questi schemi di dati, ma nessuna delle due agenzie ha riconosciuto quella tendenza.
L’implicazione è che i rischi di un vaccino Covid-19 possano superare i benefici per alcune popolazioni a basso rischio, come i bambini, i giovani adulti e le persone che sono guarite dal Covid-19. Questo è particolarmente vero nelle regioni con bassi livelli di diffusione del contagio nella comunità, poiché la probabilità di malattia dipende dal rischio di esposizione.
E anche se non lo apprenderete mai ascoltando i funzionari della sanità pubblica, non un singolo studio pubblicato ha dimostrato che i pazienti con una precedente infezione traggono beneficio dalla vaccinazione contro il Covid-19. Che questo non sia prontamente riconosciuto dal CDC o da Anthony Fauci è un’indicazione di quanta politica pandemica sia profondamente intrisa nella scienza.
Ci sono, tuttavia, segni di vita per l’onestà scientifica. In maggio, l’Agenzia Norvegese per i Medicinali ha esaminato i fascicoli dei primi cento decessi segnalati di residenti in case di cura che hanno ricevuto il vaccino Pfizer. L’agenzia ha concluso che il vaccino ha “probabilmente” contribuito alla morte di 10 di questi residenti attraverso effetti collaterali come febbre e diarrea, e “forse” ha contribuito alla morte di altri 26. Ma questo tipo di onestà intellettuale è rara. Ed è raro per qualsiasi vaccino l’essere collegato a decessi, quindi questo sviluppo insolito per i vaccini mRNA merita ulteriori indagini.
Quella per recuperare l’onestà scientifica sarà una corsa in salita negli Stati Uniti. La politica anti-Trump nella primavera del 2020 è sfociata nella censura dei social media. Le notizie riportate spesso mancano di curiosità intellettuale sull’adeguatezza delle linee guida per la salute pubblica, o non spiegano perché una minoranza rumorosa di scienziati sia fortemente in disaccordo con le opinioni prevalenti. Ci sono stati scienziati schierati a favore o contro le terapie Covid-19 e che al contempo mantenevano rapporti finanziari con le case farmaceutiche e i loro benefattori delle fondazioni.
Le autorità sanitarie pubbliche stanno commettendo un errore e mettono a rischio la fiducia del pubblico nel non essere disponibili ad ammettere la possibilità di danni derivanti da alcuni effetti collaterali dei vaccini. Ci saranno conseguenze durature dal mischiare partigianeria politica e scienza nel bel mezzo della gestione di una crisi di salute pubblica”.
