
“Stento a credere che si sia potuti arrivare ad un’aberrazione simile”.
Paolo Doglioni, presidente di Confcommercio Belluno, non usa mezzi termini riguardo alle prime notizie relative all’estensione del “certificato verde”.
“Premesso che stiamo ancora lavorando su bozze di documenti non ufficiali e su anticipazioni di stampa, per cui c’è la necessità di prudenza e verifica, se quanto anticipato fosse confermato ci troveremmo di fronte ad un provvedimento contraddittorio e illogico.
Avevo detto nei giorni scorsi che, in linea del tutto teorica, la necessità di estendere la campagna vaccinale era un principio condivisibile di responsabilità sociale.
Che questo debba avvenire in questa maniera, è cosa del tutto aberrante.
Caricare su baristi, ristoratori, albergatori l’obbligo di controllare gli avventori che si siedono al tavolo per un cappuccino significa dare loro responsabilità che non competono, significa complicare l’organizzazione con la certezza di aggravio di tempi e costi senza arrivare alla soluzione del problema: contribuire a ostacolare l’attività economica in questo momento è una responsabilità che il Governo non può assumersi in modo così eclatante.
Diversi associati del settore alberghiero ci hanno segnalato la notifica di disdette di clienti.
Come possiamo subire tutto ciò, specie in questo momento? Come si può pensare che questa nuova fiammata di contagi dipenda dal settore ristorativo quando dal 7 giugno (data di passaggio in zona bianca) con la variante già in circolazione, non ci sono state rilevazioni anomale nell’impennata del virus che, guarda caso, ha avuto la sua recrudescenza dopo gli europei di calcio e le manifestazioni che tutti abbiamo visto? Con quale coerenza ora si chiede agli esercenti di fare tutto ciò, addossandosi anche la responsabilità dei controlli?
Ricordiamoci che bar ristoranti, alberghi hanno già protocolli ben definiti e regole da rispettare. Tutti costoro hanno già dimostrato di voler lavorare secondo le regole e così facendo è stato dimostrato che non sono certo loro a contribuire alla diffusione del virus.
Visto che mancano due settimane per l’avvio di questa norma, vogliamo sperare in una presa di consapevolezza di tutto ciò da parte del Governo e un sano “dietro front” – conclude Doglioni.
