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Sci alpinismo alle Olimpiadi. Padrin: “Grande opportunità”. Interventi del ministro D’Incà e del presidente Zaia

Roberto Padrin – Presidente della Provincia

«L’ok del Cio allo sci alpinismo come disciplina olimpica è una grande notizia. Il fatto che il debutto coincida con i Giochi di Milano-Cortina 2026 è una occasione enorme. Ora lavoriamo per portare le gare a Belluno».

È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, alla conferma che il Comitato Olimpico ha riconosciuto lo sci alpinismo tra le gare del 2026.

«Si tratta di uno sport assolutamente green, sostenibile e spettacolare, con una tradizione importante nella nostra provincia. Proprio per questo dobbiamo lavorare fin da subito per portare le gare nel Bellunese. Anche perché lo sci in salita si presta ai nostri paesaggi da favola. Serve un gioco di squadra con Comune di Cortina e Regione Veneto perché il progetto si concretizzi. Con lo sci alpinismo abbiamo dimostrato più volte che il nostro territorio ha una grande forza organizzativa, ora vogliamo confermarci».

Federico D’Incà, deputato (M5S)

«L’inserimento dello sci alpinismo nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 è un’ottima notizia per lo sport e anche per la nostra nazionale che si preparerà al meglio per questa competizione. – E’ il commento del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che prosegue dicendo – Adesso abbiamo un grande e ulteriore obiettivo: portare le gare dello sci alpinismo nelle nostre Dolomiti e rendere Cortina d’Ampezzo la sede idonea di questa disciplina. Le montagne del Bellunese, già amate dagli sportivi, sarebbero il teatro naturale per la riuscita delle gare.
Siamo di fronte a una grandissima opportunità per il territorio che ha già saputo rispondere in maniera eccellente al Mondiale di Sci, nonostante l’assenza del pubblico per le restrizioni legate al Covid. I prossimi grandi eventi sportivi restituiranno al Bellunese e al Veneto una grande immagine, portando importantissimi benefici sia a livello sportivo, sia a livello socio-economico. Il risultato raggiunto oggi è un ulteriore tassello importante per un percorso su cui il Governo ha sempre creduto fortemente».

Luca Zaia – Presidente della Regione del Veneto

“Il Cio ci ha fatto un gran bel regalo. Lo sci alpinismo entra negli sport olimpici e lo farà proprio in occasione di Milano-Cortina 2026. E’una vittoria di tutta la squadra che ha lavorato e lavorerà per il 2026. Ora ci riuniremo per scegliere le sedi più adatte. Questa disciplina, che ricorda tempi epici quando gli scandinavi, ben prima dell’avvento dello sci alpino, la usavano per spostarsi usando le pelli di foca per non scivolare in salita, è diventata sport a tutto tondo: l’uomo che si misura con la natura, da pari a pari, con rispetto reciproco. Che ciò accada per la prima volta nelle ‘nostre’ Olimpiadi è semplicemente bellissimo”.

Così, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta la notizia dell’inserimento di questa antica disciplina, della quale potranno godere gli appassionati nell’ambito delle Olimpiadi Invernali del 2026. Lo Sci Alpinismo che aveva fatto capolino ai Giochi Olimpici Giovanili di Losanna 2020, si presenterà all’Olimpiade italiana con 5 eventi (2 maschili, 2 femminili e uno misto) e tre format: sprint, individuale e staffetta mista, coinvolgendo 48 atleti (24 donne e 24 uomini).

“Tecnica sopraffina sia in salita che in discesa, forza fisica non comune e grande tenuta mentale per sfidare alla pari pendii dove osano solo le aquile, una sorta di abbraccio tra la natura e l’uomo che, per una volta, non utilizza particolari strumenti per avere la meglio, un grande spot per affermare una volta di più il profondo significato del rispetto della montagna, per insegnare come si fa a chi, purtroppo, pratica questo sport senza rispetto per la natura e senza dare il giusto peso ai pericoli che può comportare sciare in neve fresca e in alta montagna – aggiunge Zaia – sono solo alcune delle caratteristiche che faranno dello sci alpinismo olimpico una grande attrazione”.

“Ora – conclude Zaia – bisognerà porre molta attenzione a scegliere le montagne e i pendii più conformi, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello dello spettacolo e del messaggio che manderemo: l’uomo e la montagna possono essere una cosa sola”.

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