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Il Gruppo Pd chiede il Green pass come in Francia. Zaia stronca la richiesta nella diretta Facebook

Luca Zaia – Presidente della Regione del Veneto

Venezia, 14 luglio 2021 – “Il Green pass sul modello francese è un atto concreto per tutelare la salute dei veneti e l’economia. Nessuno, allo stato attuale, vuole nuove restrizioni perciò chiediamo al presidente Zaia di essere coerente e chiedere la sua applicazione nella Conferenza Stato-Regioni. È una questione che va posta subito, perché ovviamente ci sono dei nodi da sciogliere a partire dalla privacy”.

Lo sostengono i consiglieri regionali del Partito Democratico sull’ipotesi dell’introduzione in Italia del Green pass ‘allargato’ sul modello francese per accedere a locali o mezzi pubblici.

“Non vogliamo andare in area gialla – prosegue la nota dei consiglieri dell’opposizione  –  ma i contagi crescono ed è indispensabile definire comportamenti che contengano il più possibile la diffusione del virus. L’estensione del Green pass rappresenta un incentivo a vaccinarsi per gli indecisi perché, è bene dirlo, il rallentamento della campagna non dipende soltanto dalla riduzione delle dosi disponibili. Il Green pass, inoltre, è un antidoto indiretto contro il rischio di nuove chiusure che sarebbero devastanti per l’economia veneta. È evidente che nessuna Regione può andare in ordine sparso, servono iniziative coordinate come ha detto lo stesso Zaia. Per questo lo invitiamo a mettere il tema al centro della prossima Conferenza Stato-Regioni, non possiamo aspettare che i contagi continuino a moltiplicarsi”.

La risposta di Zaia arriva durante la diretta Facebook di oggi e stronca l’ipotesi avanzata dall’opposizione.

“E’ come dire che i vaccini sono obbligatori. E’ una scelta che deve essere valutata attentamente. – risponde nella diretta Facebook di oggi il presidente Zaia alla domanda di un giornalista – Bisogna tenere conto che noi ora non abbiamo vaccini per tutti. Quindi, di fronte a una costrizione più o meno diretta dovremmo essere in grado di garantire a tutti la vaccinazione. Così non è, purtroppo. Ma c’è anche un problema di privacy. In Veneto “siamo stati richiamati dal garante della Privacy perché chiediamo il green pass per entrare in ospedale. C’è anche questo profilo da tenere in considerazione. “Noi utilizziamo le regole di sanità pubblica che erano in vigore un anno fa quando non c’erano i vaccini e il virus mieteva vittime e malati gravi. Sono regole prudenziali, lo capisco, ma ci troviamo in una fase diversa. Mi preoccupa – prosegue Zaia – che il Veneto, in virtù del fatto che fa più tamponi in assoluto in Italia (437 ogni 100 mila abitanti), non venga penalizzato perché fa emergere più contagiati. Ma si tratta nella stragrandissima maggioranza di soggetti asintomatici o paucisintomatici, cioè persone che non vanno in ospedale”. Zaia chiede “che si modifichino i parametri che determinano il passaggio da una zona colorata all’altra. Anziché considerare il numero dei contagiati, dobbiamo misurare i ricoverati. Quello che conta ora è il carico sugli ospedali”.
La vaccinazione “deve essere volontaria. Non discuto con chi non è convinto ma lo invito ad approfittare di questo servizio che gli eviterebbe di provocare situazioni spiacevoli qualora fosse contagiato senza saperlo». Il governatore si dice “contrario a dividere i ragazzi tra vaccinati e no, come vorrebbe qualcuno. Sarebbe una forma di ghettizzazione inaccettabile”.

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