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1,1 milioni dalla Provincia per la sicurezza della Sp 251 della Val di Zoldo. Luchetta e Bortoluzzi: «Fondamentale per l’intera vallata»

La Provincia di Belluno finanzierà per intero il progetto di messa in sicurezza della Sp 251 della Val di Zoldo, per un investimento di 1 milione 100mila euro. È quanto emerso questa mattina dall’incontro tra il presidente Roberto Padrin, i consiglieri delegati Fabio Luchetta (infrastrutture) e Massimo Bortoluzzi (difesa del suolo), e il responsabile di Veneto Strade per Belluno Michele Artusato.

Fabio Luchetta

«Abbiamo deciso di finanziare in anticipo le risorse necessarie al progetto di messa in sicurezza, a valere sull’avanzo di amministrazione – spiega il consigliere Luchetta -. Aspettavamo i fondi di ristoro dell’alluvione di dicembre, ma i tempi sembrano andare per le lunghe e nel frattempo è necessario intervenire in uno dei punti più disagiati della viabilità bellunese. La provinciale della Val di Zoldo è rimasta chiusa per diverse settimane dopo l’evento meteo del dicembre scorso, con disagi notevoli per i cittadini e con rischio concreto di isolamento per l’intera vallata. È vero che la strada passerà ad Anas con la riclassificazione, ma la Provincia ha il dovere di ascoltare le esigenze del territorio e mettere in campo le risorse necessarie per risolvere o alleviare eventuali problemi. E il problema della Val di Zoldo è obiettivamente una priorità».

Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo e alla Protezione Civile

Nelle prossime settimane sarà perfezionato il progetto di intervento. «Un intervento complesso – spiega il consigliere Bortoluzzi – perché incide sull’asta del torrente Maè, motivo per cui avevamo coinvolto anche l’ente preposto, vale a dire il Genio civile. Il dissesto sulla 251 è causato da un corso d’acqua e in quanto tale non sarebbe di stretta competenza provinciale, ma l’esigenza di mettere in sicurezza la strada, e di rispondere alle necessità del territorio, è più forte di qualsiasi questione di competenza. Il dissesto interessa una strada che al momento è ancora provinciale e il futuro passaggio ad Anas non deve essere motivo di ostacolo per intervenire, perché rimarrà comunque un’arteria a servizio degli abitanti della Val di Zoldo, fondamentale per fini turistici e che potrebbe servire anche nel caso in cui dovesse verificarsi qualche problema sulla 203 Agordina».

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