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Grubissa (Federfarma) chiede un confronto al nuovo direttore generale della Ulss Dolomiti Maria Grazia Carraro

Roberto Grubissa

La distribuzione dei farmaci sul territorio, la collaborazione in occasione di campagne di prevenzione, le difficoltà di gestione della ricetta dematerializzata e l’erogazione dei farmaci attraverso l’ospedale. Sono tante le questioni che Federfarma Belluno vuole portare all’attenzione del nuovo direttore generale dell’Usl 1 Dolomiti Maria Grazia Carraro.

Il presidente del sindacato bellunese dei farmacisti, Roberto Grubissa, dà così il benvenuto della categoria al nuovo direttore generale della sanità bellunese, dicendosi subito disponibile al dialogo e al confronto costruttivo per il bene del territorio. “Sarebbe utile poterci sedere attorno ad un tavolo e parlare – spiega -, chiederemo un incontro a breve. Il nostro è un territorio fragile, il più esteso e il meno popolato della Regione, il che impone politiche adeguate e un’attenzione particolare”.

La distribuzione dei farmaci sul territorio, si sa, è da sempre difficile. Per questo è importante favorire l’erogazione per conto e diminuire quella diretta che costringe le persone a raggiungere l’ospedale per avere la medicina. Una pratica, questa, che Grubissa vede poco vicina alla popolazione perché impone spostamenti di svariati chilometri, spesso in condizioni difficili, quando in ogni paesino c’è almeno una farmacia e l’erogazione potrebbe avvenire da lì. “Il farmacista è un punto di riferimento importante nelle piccole comunità – conclude il presidente -, erogare i farmaci dal banco della farmacia è comodo per tutti, per questo auspico si possa confrontarsi anche su questo punto. Per frenare lo spopolamento la farmacia deve funzionare bene, non si può imporre ai pazienti di andare fino all’ospedale per ottenere un medicinale necessario”.

E poi la rete internet, un altro punto dolente. La ricetta dematerializzata fa oggi pesare ancora di più questa fragilità, perché non di rado capita che la scarsa copertura renda difficile il collegamento con la piattaforma regionale, che l’erogazione del farmaco si rallenti e le persone siano costrette ad attendere.

Insomma, occorre fare squadra. Con gli ospedali, i medici di base e anche con le associazioni di categoria perché il progressivo spopolamento della provincia si combatte a colpi di servizi e di vicinanza, il più possibile, alle comunità. “Non possiamo costringere un anziano, magari solo, ad andare all’ospedale per un farmaco – conclude il presidente provinciale di Federfarma -. I nostri territorio rischiano la desertificazione e non ce lo possiamo permettere, dobbiamo infondere linfa vitale e non favorire la perdita di servizi. Il dg può contribuire a questa causa, dobbiamo essere uniti”.

 

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