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Ponte nelle Alpi, consolidato il versante franoso della strada della Val Medone. Vendramini: ora è a prova di sicurezza

Ponte nelle Alpi, Val Medone

“Più sicura e più fruibile. L’Unione Montana Bellunese ha rimesso a nuovo la strada vicinale della Val Medone. Ovvero, dell’unica via di accesso alle proprietà silvo-pastorali comunali e alle opere di approvvigionamento idrico che servono le frazioni di Bolzano Bellunese”.

Lo assicura Paolo Vendramini, presidente dell’Unione Montana Bellunese e sindaco di Ponte nelle Alpi.

“Un piccolo passo indietro – prosegue Vendramini – è il 2016, quando si stacca una frana dal versante di valle con un fronte di circa 15 metri. E questo provoca il restringimento della carreggiata e la conseguente pericolosità legata al transito dei mezzi. Ecco perché si è reso necessario l’intervento di consolidamento del versante, così come il ripristino delle opere di stabilizzazione delle scarpata, a monte, e di un tratto della strada vicinale, per uno sviluppo complessivo di 130 metri.

Paolo Vendramini

Con l’obiettivo di consolidare la scarpata di valle, è stato realizzato un muro di sostegno in cemento armato, ancorato al substrato roccioso dai chiodi, mentre le arcie, ormai ammalorate, sono state demolite. E hanno lasciato posto a un muro in calcestruzzo: entrambi i manufatti hanno il paramento esterno in pietra.

Spazio poi alla formazione di drenaggi a tergo dei muri, alla posa di un guardrail in legno e acciaio, E dei pozzetti in calcestruzzo, completi di caditoia in ghisa. Posa che ha coinvolto pure la tubazione in polietilene a doppia parete, finalizzata ad allontanare le acque collettate dai pozzetti, nelle zone non soggette a dissesto.

Fondamentale, inoltre, il ripristino della carreggiata, con la posa di geo tessuto, senza considerare la formazione del cassonetto in materiale arido e la finitura, per una superficie complessiva di 330 metri quadrati.

Infine, non è mancata la sistemazione del versante (con la risagomatura del pendio) e dei cigli stradali, con tanto di idrosemina delle specie erbacee destinate ad attecchire subito.

Per portare a termine il progetto – conclude il presidente Vendramini – sono serviti 114mila euro: la somma è stata coperta per più di 80mila euro da un finanziamento Avepa, oltre che dal contributo di Bim Gsp (16mila euro) e del Comune di Belluno (17mila euro).

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