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La filiera del Mobile ha retto l’onda d’urto del Covid. La Falegnameria Hermann di Taibon Agordino: «Anche durante la pandemia siamo riusciti a lavorare con un andamento stabile”

Marghera, 11 gennaio 2021. Nel Veneto, su 3.502 imprese, 2.472 sono imprese artigiane per le quali, in particolare per quanto riguarda il settore del Mobile, ci si attende nel 2021, una crescita nelle esportazioni del 2,7% a prezzi costanti. Certamente con il 2020 la produzione nel settore del legno e arredo in Veneto ha subito un calo, cominciato durante il primo lockdown nel primo trimestre che è arrivato al 30% nel secondo. Ma da maggio scorso, la produzione ha iniziato a risalire e dalla conferma del Bonus Mobili ci si attende per il 2021 una ulteriore spinta di ripresa. Non mancano gli esempi positivi in particolare per quanto riguarda l’artigianato su misura nel mobiliare di montagna, come dimostra l’esempio dell’area della provincia di Belluno, che seppure abbia registrato una battuta d’arresto con l’inizio della pandemia, ha mantenuto un andamento piuttosto stabile nella produzione.

Nel Bellunese infatti, il comparto del legno conta circa 2000 addetti per 450 unità locali tra silvicoltura e lavorazioni legno. Quasi il 30% (28,7%) del fatturato della Filiera del Legno è costituito dalla produzione di Mobili e arredi; il 13,9% da serramenti; segue con il 13% la produzione di tronchi (tondame); i lavori generali di falegnameria sono il 9,2%. Un comparto importante che nell’ultimo anno ha comunque resistito alla flessione negativa causata dal Covid19.

Alessandro Conte – Presidente Cna Veneto

«Anche per il 2020, nonostante il Covid, il comparto tiene con un trend che si conferma non così negativo come per altri settori – commenta il Presidente CNA Veneto Alessandro Conte. La proroga del Bonus Mobili, portata a 16.000 euro in ambito di ristrutturazione edilizia, compresa nella Manovra di Bilancio, conferma il nostro discreto ottimismo anche per questo 2021.»

Un comparto in controtendenza legato senz’altro al fatto che il lockdown ha costretto a vivere la casa in maniera completamente diversa rispetto al decennio precedente, ma anche un comune intento rivolto all’innovazione da parte delle aziende della filiera. Circa la metà di esse infatti, sempre secondo lo studio promosso dalla CGIA di Mestre, ha introdotto innovazioni negli ultimi 5 anni, investendo in nuovi aspetti produttivi (57,1%); in nuove tecnologie (29,5%) e in nuovi processi di lavorazione (27,6%) che nel dettaglio si traducono in macchinari più evoluti; automatizzazione fasi produzione; nuove linee di produzione; nuove strategie di marketing e linee di prodotto con adattamento del prodotto al mercato, e soprattutto informatizzazione (realizzazione innovazione di siti internet, acquisto programmi, corsi formazione, ecc.).

Il mercato regionale è estremamente importante. Oltre l’80% del fatturato della filiera deriva da prodotti/servizi destinati a clienti/consumatori veneti. Il 13% della produzione è diretto fuori regione, pur rimanendo in Italia, mentre il 6,2% del fatturato deriva da vendite all’estero con prevalenza di Austria, Germania, Svizzera.

 

L’esperienza della Falegnameria Hermann, una azienda di artigianato su misura.

La Falegnameria Hermann è una falegnameria artigianale che ha sede a Taibon Agordino (BL) specializzata in produzione e ristrutturazione di arredamento rustico e di montagna, punto d’incontro tra una artigianalità e design sostenuto dalla ricerca tecnologica.

«Nonostante la pandemia, il 2020 è stato un anno mediamente positivo» – afferma Hermann Sala, titolare di una azienda a conduzione famigliare nata nel 2004, che oggi conta 13 dipendenti e un fatturato annuo che si attesta intorno ai 900.000 euro. «Anche nello scorso anno abbiamo lavorato secondo un andamento di mercato stabile, legato senz’altro al fatto che il Covid ha costretto a ripensare il modo di vivere la casa. Ma va detto che, anche nel nostro settore, le attività che hanno mantenuto un andamento migliore sono state quelle che hanno saputo investire nella digitalizzazione, una vera risorsa, e nella promozione via web con nuovi siti e investimenti per posizionare meglio il brand.

Lavoro ce n’è, anche fuori dai confini regionali – prosegue Hermann Sala -; noi stessi lavoriamo con tutta l’Italia. Basta non porsi limiti per far crescere le aziende con prospettive più sicure, al di là del mercato di provincia. Il Bonus Mobili portato a 16.000 euro è certamente una opportunità – conclude Hermann Sala – ma sarebbe necessaria una programmazione stabile per dare garanzie di continuità a tutta la filiera. Purtroppo oggi si vive nella precarietà di aliquote e rinnovi che cambiano di continuo, e questo clima di incertezza non aiuta nel fare investimenti e appunto programmazione a lungo termine.»

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