«Adesso più che mai servono indennizzi autentici per il mondo del turismo invernale. Oppure una parte importante del Paese chiuderà senza nessuna possibilità di riaprire». È quanto afferma il deputato di Forza Italia Dario Bond, alla notizia che il Veneto sarà zona arancione da lunedì prossimo.
«Questo significa che difficilmente il 18 gennaio potranno aprire gli impianti di risalita e lo sci non partirà. Un’autentica beffa per la montagna veneta e bellunese che sperava almeno nell’ultima parte di gennaio e nel mese di febbraio per poter recuperare la chiusura natalizia. Così non sarà, a quanto pare. Si tratta di attività costrette a chiudere quando la situazione era migliore e oggi sottoposte a nuove restrizioni, nonostante i numeri del Veneto siano in trend di miglioramento rispetto alle settimane passate. Se la salute ha la priorità, spero che il governo non si dimentichi di famiglie e lavoratori. Perché in provincia di Belluno, chiudere lo sci significa perdere imprese, posti di lavoro, e lasciare sul lastrico famiglie. Ecco perché torno a chiedere, con forza, indennizzi seri e immediati. Ne va della sopravvivenza della montagna».
«Le categorie chiedano lo stesso trattamento che la Regione Piemonte ha riservato agli operatori del turismo invernale, per esempio erogando un bonus da 2mila euro a ogni maestro di sci, e riservando misure speciali per albergatori e filiera turistica – conclude Dario Bond -. Anche la Regione Veneto deve applicare lo stesso trattamento».
