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Walter De Cassan (Federalberghi): «Il turismo vale il 13% del Pil ma appena l’1,5% di risorse sul Recovery Fund»

Walter De Cassan

«Con gli effetti dell’ultimo Decreto Legge sulle vacanze Natalizie», afferma De Cassan per Federalberghi Belluno Dolomiti «la filiera del turismo chiuderà un anno con dati drammatici sul fronte delle presenze turistiche e dei fatturati. La ricettività alberghiera ed extralberghiera professionale in tutto ciò ne uscirà con danni enormi le cui conseguenze si sentiranno per anni. E purtroppo le prospettive sono ancora preoccupanti ed assolutamente incerte».
«Raccolgo dai colleghi un grande senso di responsabilità e consapevolezza sul fronte delle criticità sanitarie ma uno sconforto sempre più marcato rispetto al futuro. La percezione è che il turismo non ottenga a livello governativo l’attenzione che merita in rapporto al valore del PIL che genera (parliamo del 13 %). Ancora una volta chiedo ai nostri rappresentanti politici nazionali, Ministro D’Incà e parlamentari, di essere portavoce efficaci delle enormi difficoltà che stanno vivendo le imprese ricettive bellunesi. Un appello per poterci incontrare ed approfondire la situazione; un invito, anche attraverso specifici incontri, a toccare con mano la drammaticità del comparto nel nostro territorio. Su questo fronte Federalberghi Belluno Dolomiti si dichiara ancora una volta pronta a qualsiasi livello di confronto per il bene di un comparto che nel 2020 ha perso oltre 1,2 milioni di presenze turistiche».
«Per restare sui numeri», continua De Cassan «gli effetti del Dpcm e del Decreto Legge di dicembre si ripercuoteranno, per il periodo 1 dicembre – 6 gennaio, in una perdita di fatturato di almeno 60 milioni di euro a carico solo delle imprese ricettive alberghiere della provincia. Una cifra impressionante! Per contro, a fronte di un’incidenza sul PIL pari al 13% risulta che, a favore del turismo nazionale (tra l’altro insieme alla cultura) il Recovery Fund dovrebbe destinare 3,5 miliardi di euro… l’1,5% del totale. Troppo poco. Francia e Germania, nei propri piani nazionali di “ripartenza” prevedono stanziamenti rispettivamente di 15 e 35 miliardi. L’ennesima dimostrazione che la politica italiana non considera il turismo per il motore economico che realmente rappresenta!»
«Le imprese turistiche vogliono voltare pagina, comprendono le priorità di carattere sanitario, stanno disincentivando la gente a venire in montagna, stanno già sviluppando le strategie per il dopo pandemia. Ma ora chiedono rispetto, attenzione per i propri collaboratori; chiedono di poter avere un futuro ed adeguati sostegni economici: non l’elemosina di poche centinaia di euro calcolate su parametri che nulla c’azzeccano con le dinamiche di mercato del turismo montano».
«La ricettività bellunese», conclude De Cassan «chiede risposte, certezze normative, attenzione e strategie a lungo termine sul fronte di ristori, defiscalizzazione, credito, sostegno ed incentivi alla ripartenza. Da parte nostra la disponibilità al confronto è sempre aperta».

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