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Enel, fermare l’abbandono della montagna. De Menech: “Sollecita un confronto con l’amministratore delegato della società”

Belluno, 23 dicembre 2020  –  Fermare l’abbandono di Enel nel Bellunese. Sull’ipotesi di trasferimento a Nove (Treviso) del posto di telecontrollo, denunciata dai sindacati, il deputato Roger De Menech prende una posizione netta a difesa dei lavoratori e del territorio. «Non ha nessun senso la gestione delle reti elettriche fatta a distanza da persone che non conoscono e non vivono sul territorio. Questa è una delle province che da oltre un secolo produce l’elettricità per la pianura veneta e che ha consentito l’industrializzazione della laguna. Enel non può scaricare su di noi solo i costi ambientali senza lasciare le professionalità e le competenze per una gestione rapida ed efficace degli interventi in caso di problemi».

Già in questa legislatura De Menech aveva presentato un’interrogazione all’allora ministro Tria denunciando pericolose carenze di organico a causa delle quali sempre più spesso attività anche importanti, come ad esempio il controllo delle dighe, sono gestite al di fuori dell’azienda.

«Nei mesi scorsi, abbiamo incontrato oltre agli amministratori locali, i sindacati e i vertici regionali di Enel. Credo che dovremo sollecitare il governo a un confronto con l’amministratore delegato di Enel per porre la questione il vero nodo della questione: se Enel decide di abbandonare la montagna, deve essere pronta a perdere i ricavi derivanti dall’energia idroelettrica prodotta»

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