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domenica, Maggio 9, 2021
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500 operai dei Comuni bellunesi non sono stati sostituiti negli ultimi 10 anni * di Andrea Fiocco (Cgil):

Andrea Fiocco – Segretario Fp Cgil Belluno

Un evento meteorologico eccezionale mette a dura prova la capacità di risposta dei Comuni
L’enorme quantità di neve caduta da giovedì a oggi ha messo a dura prova la risposta dei Comuni per quanto riguarda lo sgombero neve.
A questo si devono associare i numerosi interventi, legati ai danni provocati dall’acqua, che hanno coinvolto le stesse squadre di operai.
Gli operai dei Comuni del bellunese, in questa settimana, hanno lavorato sostanzialmente a ciclo continuo, facendo tante ore di straordinario e sacrificando i turni di riposo.

LE CAUSE
1. Le norme sul reclutamento del personale e il contenimento della spesa hanno determinato una la grande carenza di organico, che coinvolge ovviamente anche i lavoratori dedicati agli interventi per la neve. Sono più di 500 i dipendenti non sostituiti negli ultimi 10 anni, cioè il 40% di tutti gli addetti. Quelli andati in pensione non sono stati rimpiazzati, a danno del servizio reso e con aumento del carico di lavoro dei dipendenti rimasti attivi.
2. A causa dei limiti del tetto di spesa per il personale determinato ex-lege, non si riesce
neanche a pagare gli straordinari che gli operai in servizio vanno a fare. Tutto ciò per una
assurda logica di riduzione della spesa generale delle amministrazioni pubbliche, realizzata
grazie al calcolo del fondo per il personale su dati storici.

GLI EFFETTI
1. Il risultato di questa aberrazione è che un Comune, pur dotato di risorse a bilancio per pagare l’attività del personale, non lo può fare, ed è costretto a esternalizzare in parte o
completamente il servizio. Ecco perché ci troviamo davanti a Comuni che fanno lo sgombero in parte con operai dipendenti, in parte con operai di ditte in appalto. E ovviamente, l’appalto costa di più.
2. Il paradosso è che, mediamente, nei Comuni, per ogni operaio sono finanziate 20-30 ore
l’anno per la neve, e in una settimana come questa, quelle ore sono già state fatte da tutti.
Il resto delle ore che faranno da qua a fine inverno non saranno pagate. Il Comune non ha
neanche modo di riconoscere con altre forme premiali gli operai, perché qualsiasi
emolumento a forfait grava sul fondo di tutto il personale e priverebbe gli altri dipendenti
delle risorse loro destinate: diventerebbe una guerra tra poveri. Consideriamo che anche il
personale amministrativo e tecnico viene coinvolto molto in una situazione di emergenza,
per la costituzione dei Centri Operativi Comunali.
Un evento meteorologico eccezionale mette a dura prova la capacità di risposta dei Comuni

3. Anche la possibilità di avere, come gratificazione, un aumento di livello (la cosiddetta
progressione economica) si scontra con la necessità di dividere sempre la stessa torta con
gli altri dipendenti. Se fai troppe progressioni, togli soldi a indennità e straordinari.

LE SOLUZIONI
1. In questi anni abbiamo caldeggiato la regolamentazione dei cosiddetti “piani neve”, ovvero protocolli che, mettendo insieme ore di straordinario, pagamento a forfait della disponibilità a intervenire di notte, indennità neve e per particolari condizioni di lavoro (che sono contrattualmente previste), potessero dare almeno una gratificazione economicamente accettabile in inverni come quelli del 2013-14 o 2008-09, sperando che quello iniziato sia meno duro. Purtroppo, i limiti di spesa introdotti di anno in anno e le difficoltà economiche in cui versano molti enti hanno limitato la possibilità di fare quei protocolli e di dare risposte adeguate.
2. La scelta politica scellerata, condivisa da governi di tutti i colori, non solo quello attuale, ha fatto cassa sulle nostre amministrazioni pubbliche, e oggi ne vediamo le conseguenze, in
termini di organico e di servizio che esse riescono a rendere. Ci vorrà tempo per recuperare
un numero adeguato di lavoratori. Intanto, quello che si può fare da subito è togliere i
vincoli sul fondo del personale e rendere meno complicate le procedure di reclutamento
dei lavoratori.
Se non si farà così, di fronte ad eventi complessi come quello di quest’ultima settimana, i dipendenti dei Comuni risponderanno sempre con grande dedizione, ma alla lunga le tante ore lavorate e i mancati riposi sfibrano, e la risposta rischia di non esserci più, oltre al venir meno delle condizioni di sicurezza.
Quello che come sindacato chiediamo alla politica e ai sindaci (che tramite l’ANCI possono portare in alto la richiesta) è di invertire una tendenza che in questi anni si è dimostrata pericolosa: lo abbiamo visto nella sanità, ora lo vediamo anche negli altri servizi pubblici. Gli eventi meteorologici eccezionali metteranno sempre di più a dura prova il sistema. Bisogna essere preparati.

Il segretario territoriale della Fp-CGIL
Andrea Fiocco

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