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Emergenza Covid, le direttive della Prefettura

Si è tenuta ieri 19 ottobre 2020, in videoconferenza, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto, Adriana Cogode, alla quale hanno preso parte i vertici delle Forze di polizia, il sindaco del Comune di Belluno, il direttore generale e il direttore dei Servizi socio-sanitari della Ulss. n. 1 Dolomiti, i rappresentanti della Provincia e della Croce rossa nonché i responsabili della Ser. Sa e delle Case di riposo Feltrine.

Al centro dell’incontro la situazione relativa alla diffusione in provincia del virus Covid – 19 e l’esame delle disposizioni previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 18 ottobre con cui sono state introdotte nuove disposizioni volte al contenimento del contagio con efficacia dal 19 ottobre sino al 13 novembre 2020.

E’ stata in particolare focalizzata l’attenzione sulle misure relative alla possibile chiusura al pubblico dopo le ore 21,00 “delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, al divieto di sagre e fiere di comunità, ad eccezione delle manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, nel rispetto di adeguate misure organizzative e del distanziamento, al divieto di sport di contatto, con esclusione degli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale.

Il DPCM ha inoltre introdotto nuove modalità di svolgimento dei congressi e delle riunioni disponendo, che: “sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza”.

Per quel che concerne il settore scolastico, vengono incentivati, per i cicli di istruzione secondaria di secondo grado, il ricorso alla didattica a distanza e lo scaglionamento degli orari. Per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado sono previste forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00(…)”. A tale ultimo proposito con direttiva in data odierna, il Ministero dell’Istruzione ha precisato come nell’applicazione delle disposizioni contenute nel DPCM si debba tener conto di “situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali”, rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, situazioni in relazione alle quali sarà possibile una eventuale revisione di quanto già stabilito in precedenza anche con riferimento all’ingresso nelle scuole secondarie di secondo grado posticipato alle ore 9.00.

Ulteriore novità riguarda gli orari di apertura degli esercizi pubblici di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) consentiti dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente; è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

Per quanto riguarda nello specifico la situazione della provincia di Belluno si è preso atto di una crescita della curva del contagio nelle zone dell’Ampezzano, del Cadore e del Comelico, dove in alcune case di riposo si è registrato un aumento della positività al virus.

Il tavolo ha preso altresì atto della necessità di intensificare le misure di monitoraggio e controllo attraverso mirati servizi a cura delle forze di polizia per garantire l’osservanza delle misure di contenimento disposte dalla norma e, relativamente ad eventuali provvedimenti di chiusura strade che dovessero rendersi necessari per evitare assembramenti, il Prefetto ha assicurato la piena disponibilità del tavolo del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

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