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Sanità. Preoccupazione per il futuro dell’ospedale San Martino di Belluno. * di Roberto De Moliner

Roberto De Moliner

Terminata la campagna elettorale, ricca come sempre di promesse da parte delle forze che governano la nostra Regione, in un contesto economi attuale i temi affrontati quali, sanità, autonomia, scuola, lavoro, viabilità e mobilità, territorio e turismo, devono essere affrontati in modo concreto e determinato in quanto, il miglioramento di questi settori, che riteniamo strategici, concorrono a garantire pari opportunità in termini di servizi e vivibilità ai cittadini di Belluno e dell’intera Provincia, come a chi abita in pianura, ora, pertanto dopo tanti proclami elettorali, pretendiamo che siano affrontati in modo serio e fattivo. Non accettiamo, come è avvenuto nei cinque anni precedenti, che a elezioni terminate e aver incassato i voti, queste vengano riposte nel dimenticatoio o affrontate in termini minimali.
A destare la maggiore preoccupazione tra tutti questi, è la situazione in cui versa l’ospedale San Martino, ospedale di riferimento per l’intera Provincia, divenuto all’indomani della pandemia ospedale covid, unico caso in tutta la regione se non a livello nazionale, dove parte dei servizi sono stai trasferiti in altre sedi , indebolendo ulteriormente quel ruolo centrale previsto nelle schede ospedaliere.
In questa situazione si aggiunge l’atavica carenza di personale medico e infermieristico, ai quali vanno i nostri ringraziamenti per il lavoro che svolgono tutti i giorni e in pandemia tra mille difficoltà per assicurarci un servizio sanitario adeguato alla luce delle condizioni in cui devono operare.
Oggi siamo di fronte all’ennesima fuga dal San Martino di medici, altre a quanto pare si preannunciano, a questo si aggiunge il mancato sviluppo di discipline importanti che determinerebbero un maggior livello qualitativo della struttura e dell’intera offerta sanitaria, di fatto questa situazione di “smantellamento” non favorisce l’arrivo di nuovi medici, tutti elementi che sono fonte di preoccupazione e che denunciamo con fermezza.
Riteniamo necessario e impellente un radicale cambiamento della sanità bellunese attraverso l’attuazione di una vera sanità policentrica elevando offerta e qualità rispetto all’attuale, assicurando a tutti i cittadini bellunesi un servizio adeguato e di primo soccorso pubblico sul territorio, potenziando nel contempo il servizio sanitario territoriale, favorire, e non limitare come oggi accade, la creazione di nuove strutture di medicina integrate di base, tutto questo è possible, basta deciderlo, è ora di smetterla di nascondersi dietro le difficoltà finanziarie che riguardano solo il nostro territorio e non vale per altri, evidenziamo che con l’eventuale richiesta del MES, che noi confermiamo, sul quale la Lega è contraria, potrebbero essere messi a disposizione della Regione ulteriori due miliardi di Euro che se ben investiti ridisegnerebbero sia la sanità veneta che bellunese, dando così risposte concrete e di qualità elevando nel contempo il servizio ospedaliero e territoriale con la conseguenza di ridurre la necessità di recarsi in pianura.
Il San Martino deve assumere nuovamente il ruolo centrale nel sistema policentrico, mantenendo il rapporto sinergico con l’ospedale di Feltre e quelli esterni, riteniamo inoltre, che in un contesto in cui Zaia e la Lega avanzano la richiesta di Autonomia dei territori, la logica conseguenza debba essere che la nomina dei dirigenti debba essere trasferita alla conferenza dei Sindaci, ossia ai territori, e non fatta dal Presidente della Regione come avviene oggi.
Altro tema l’Autonomia, assistiamo ad una posizione assurda da parte della Lega e Zaia, chiedono l’Autonomia a Roma in virtù del referendum del 22 ottobre 2017, quel giorno abbiamo votato anche noi per l’Autonomia della nostra Provincia dove ha visto la maggioranza dei consensi, ma non ci riconoscono l’Autonomia prevista dallo Statuto della Regione all’articolo 15.
Difatti, lo statuto della Regione, art. 15, riconosce una particolare forma di Autonomia per la nostra Provincia, e per attuarla successivamente è stata approvata la legge 25/14, legge mai applicata, di cui noi abbiamo chiesto e chiediamo nuovamente che venga finanziata e resa operativa.
Zaia accusa il Governo che il mancato riconoscimento dell’Autonomia è determinate dalla volontà di non voler perdere potere, crediamo che la stessa accusa vada rivolta anche nei suoi confronti in merito alla nostra Autonomia, si vuole giustamente il decentramento a livello nazionale ma nel contempo non lo si vuole mantenere, se non rafforzare l’accentramento dei poteri.
E’ ora di smetterla di prendere in giro i Bellunesi, se ci si crede veramente nell’Autonomia lo si realizza in casa propria, prima di chiederlo altrove, l’attuazione della legge 25/14 l’abbiamo chiesta prima, in campagna elettorale e continueremo a farlo con determinatezza fin tanto che questa non ci sarà riconosciuta.

Belluno 26 settembre 2020.
Il segretario del Pd Belluno
Roberto De Moliner.

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