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Nevegal. Massaro: “Gli impianti potranno essere trasferiti al Comune solo se si troverà un gestore”

La società aggiudicataria, Paragon Business Advisors di Zola Predosa, ha presentato lo studio sul Nevegal che gli era stato commissionato dal Comune di Belluno, dopo aver acquisito i dati dall’Alpe del Nevegal, la società in liquidazione proprietaria degli impianti, seggiovie e skilift.

Ebbene, il Comune di Belluno potrà acquisire gli impianti solo nella prossima primavera, a causa dei tempi necessari per adempiere alle procedure partite a maggio scorso. Ma il trasferimento, a titolo gratuito, potrà avvenire solo se si troverà attraverso un bando un soggetto privato che si occuperà della gestione. IL Comune infatti non può gestire direttamente tale attività. Ciò non esclude, tuttavia, che l’imminente stagione invernale non possa essere gestita in via transitoria, con il sostegno del Comune, da parte di un qualsiasi soggetto privato che si faccia avanti.

Lo ha detto il sindaco di Belluno Jacopo Massaro nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo Rosso alla presenza della vicesindaco Lucia Olivotto, gli assessori Biagio Giannone e Alberto Simiele (in streaming), i capigruppo di maggioranza Marco Ciociano Bottaretto, Massimo De Pellegrin (in streaming) e Giangiacomo Nicolini; i presidenti della Prima e Terza Commissione Walter Cibien e Pierenrico Lecis (in streaming).

Massaro ha precisato tre punti della vicenda Nevegal.

  • “Il Comune – ha detto il sindaco – si è trovato a dover ripianare 700mila euro di passività lasciate delle società partecipate (Nis e Sportivamente Belluno), Una questione per la quale la precedente amministrazione comunale ha un processo aperto alla Corte dei Conti.
  • Gli impianti a fune sono di competenza della Regione.
  • Il turismo è di competenza della Regione.

Con senso di responsabilità ci siamo accollati una partita che non ci competeva e continuiamo a farlo anche nel 2019/2020. Oggi abbiamo la certezza che il Comune non può gestire gli impianti, in quanto non ritenuti un servizio pubblico, da sentenze della magistratura, ma un servizio privato imprenditoriale. Abbiamo avviato una serie di attività: la ricognizione per il ripristino delle piste per bici distrutte dal Vaia; la rimozione quasi completa dei tronchi schiantati, per la quale abbiamo incassato anche un controvalore; la strada silvo-pastorale Nevegal- Val Morel; il bando per realizzare un parco avventura o comunque una iniziativa imprenditoriale finanziata con i proventi ricavati dalla vendita dei tronchi schiantati da Vaia;  i percorsi Unesco Schiara e Nevegal. Tutte attività – ha detto Massaro – orientate prevalentemente alla stagione estiva che oggi dà maggiori prospettive. Ad oggi – ha sottolineato il sindaco – il Comune di Belluno è l’unico ente che ha messo sul tavolo dei soldi per il Nevegal. La Regione, ente competente, non ha messo nulla”.

 

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