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martedì, Maggio 11, 2021
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Elettrodotto. Vendramini: “Se il progetto iniziale verrà disatteso, siamo pronti a rivolgerci alla Procura”

Un report emerso dalla Provincia rimette in discussione il piano di “Razionalizzazione e sviluppo della RTN nella media valle del Piave”.  E le amministrazioni di Ponte nelle Alpi e Soverzene, attraverso una conferenza stampa, fanno sentire la loro voce. Univoca: «Il progetto sull’interramento dell’elettrodotto non si tocca».

Soverzene alza gli scudi con il sindaco Gianni Burigo e il vice Dario Vallata: «Immaginare un nuovo scenario sarebbe folle. Mettiamo dei paletti e procediamo con un progetto che, dopo 70 anni, libererebbe i centri abitati dai tralicci. Il solo fantasticare in merito a possibili spostamenti dell’elettrodotto fa accapponare pelle».

Anche Paolo Vendramini è netto: «Voglio essere molto chiaro – spiega il sindaco di Ponte nelle Alpi – se in Regione non avremo corrispondenze rispetto alle promesse iniziali, andremo in Procura e chiederemo di avviare delle indagini per capire perché non siamo ancora arrivati a un risultato concreto».

Ma lo studio uscito da Palazzo Piloni si è rivelato un’amara sorpresa: «Più che altro per la modalità con cui la notizia è uscita – prosegue Vendramini -. Oltre a non essere stato condiviso, questo report non è passato per il consiglio provinciale, di cui faccio parte. In ogni caso, ho già parlato con il presidente Roberto Padrin e con l’assessore all’Ambiente, Simone Deola, i quali mi hanno garantito il totale appoggio della Provincia per far sì che i lavori partano in tempi brevissimi. Mi fido di loro, so che in Regione porteranno la voce di Ponte nelle Alpi e Soverzene. E difenderanno le nostre posizioni».

Vendramini si fa interprete del volere della collettività: «Sentiamo vicini i comitati locali, i rappresentanti dei genitori e il consiglio comunale. Non dimentichiamo che la scuola elementare “Arrigo Boito” di Polpet non può essere frequentata nella sua totalità perché abbiamo utilizzato un sistema di cautela, nella misurazione di 0,2 microtesla. Senza considerare che 500 famiglie vivono sotto i tralicci. Eppure, siamo arrivati a un punto fondamentale: quello dell’approvazione definitiva da parte delle amministrazioni e di Terna, con cui abbiamo battagliato per evitare che ci venissero imposte delle scelte. Ora manca solo la riunione in Regione: la stiamo attendendo».

Insomma, non si può più tornare indietro. Anche secondo l’assessore comunale alle Politiche ambientali, Pierluigi Dal Borgo: «Il 15 per cento della popolazione è a rischio di esposizione ai campi elettromagnetici. Su queste cose non si gioca. Ecco perché chiediamo che la Provincia vada incontro alle esigenze del territorio».

Il 31 marzo 2009 era stato sottoscritto il protocollo definitivo sull’opera di razionalizzazione della rete nella media valle del Piave. E tra i firmatari c’era pure Fulvio De Pasqual. Allora sindaco, oggi capogruppo di maggioranza: «Da allora sono passati 11 anni. Dispiace essere ancora qui, oggi, a discutere dello stesso tema. È triste».

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