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Green deal Cadore 2030: il nuovo patto per un domani di benessere

Renzo Bortolot, presidente Magnifica Comunità

“Green deal Cadore 2030” è un progetto ambizioso intrapreso dalla Magnifica Comunità: un
Nuovo Patto per il Cadore che ha l’aspirazione di coinvolgere tutti i soggetti per immaginare e per costruire il Cadore da qui a dieci anni, nella consapevolezza che, proprio in questo tempo di crisi, è necessario avere una visione condivisa del futuro possibile nel segno della sostenibilità.

Allo scopo il Consiglio della Magnifica Comunità ha creato l’Assemblea dell’Alleanza per il benessere del Cadore: un gruppo di persone che ha il compito di guidare il processo di costruzione del piano strategico, sensibilizzando e coinvolgendo via via un sempre maggior numero di cadorini e non solo. Cosa sarà del Cadore tra 10, 20 o 30 anni? La prima presentazione pubblica, alla quale sono stati invitati tutta una serie di portatori di interesse in rappresentanza delle Istituzioni, del mondo economico e del Terzo settore, è prevista alle 17 del 25 settembre in auditorium Cosmo a Pieve di Cadore.

Presidente Renzo Bortolot, quale sarà il compito della Magnifica Comunità?
“Sarà quello di accendere il motore dello sviluppo… di creare un piano di collaborazione tra tutti i soggetti che operano sul territorio. La Magnifica di Cadore non si sostituirà ad altri soggetti, non realizzerà iniziative che sono prerogativa di altri. Ognuno ha il suo ruolo, con le proprie competenze. Il compito della Magnifica Comunità è di accendere il motore dello sviluppo,
coordinare ed agire in modo armonioso per creare la collaborazione tra tutte le componenti territoriali”.

Cosa si chiede al territorio?
“Si chiede di accendere le tre energie generative che sono: la fiducia di ogni soggetto negli altri soggetti; la speranza in un domani che sarà migliore se, tutti insieme lavoreremo per raggiungere i traguardi che ci prefissiamo e poi il coraggio della sfida che ci consente di rialzarci da una situazione critica per intraprendere un nuovo inizio. Mai come in questi decenni tante persone si sono allontanate dal Cadore e mai come ora il Cadore è così vecchio. E’ malato di spopolamento e si è fermato. E’ indispensabile rianimarlo e cambiare rotta. E a guidare il cambiamento devono essere i Cadorini. Altrimenti altri decideranno per il Cadore. Pensare che dopo la crisi tutto tornerà come prima, che conviene stare fermi aspettando fatalisticamente che qualcuno ci risolva i problemi significherebbe tradire la nostra storia e predisporci al fallimento”.

Ecco dunque il “Nuovo Patto per il Cadore 2030”, per un domani possibile di benessere.
“Abbiamo bisogno di una nuova stabilità all’insegna della crescita. Abbiamo il dovere di immaginare il Cadore di domani, «metterlo a terra» e iniziare a costruirlo. Per fuggire al declino è necessario correre verso la crescita e i primi a vedere il sentiero della vita del Cadore e a crederci dobbiamo essere noi cadorini”.

 

 

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