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domenica, Maggio 16, 2021
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Intervista a Cristina Luciani, candidata alle regionali nella lista Lega per Zaia presidente

Cristina Luciani è candidata alle elezioni regionali per il Veneto nella lista Lega Salvini a sostegno di Luca Zaia candidato presidente.

In caso di elezione al consiglio regionale quali saranno i primi tre punti di cui si occuperà?

“Da ex titolare di partita IVA, mi piacerebbe occuparmi delle piccole imprese sempre più vessate e soffocate dagli adempimenti burocratici ed a serio rischio chiusura soprattutto nelle zone periferiche della nostra provincia.
Un altro settore che mi interessa particolarmente è quello vitivinicolo che, in quanto sommelier, da qualche anno seguo per passione e che si sta sviluppando anche nella parte bassa del bellunese con il recupero di vitigni autoctoni, la realizzazione di nuovi impianti di uve internazionali e l’inserimento dei PIWI. Sarà sicuramente un volano anche per la ristorazione e il turismo enoico da aiutare ed incentivare anche intercettando i finanziamenti europei.
Come donna lavoratrice sono molto sensibile alle problematiche familiari e alle difficoltà che si incontrano nel conciliare la vita professionale con la gestione di quella privata soprattutto ora che, a causa della legge Fornero, l’età pensionabile è stata procrastinata rendendo impossibile poter svolgere l’importante ruolo di cura di nonni e bambini”.

La provincia di Belluno è da sempre in sofferenza, schiacciata tra le autonomie del Trentino Alto-Adige e del Friuli Venezia-Giulia. Con referendum del 22 ottobre 2017 i bellunesi hanno espresso a larga maggioranza la volontà di vedere assegnate dalla Regione forme avanzate di autonomia. E anche la Legge regionale 25/2014 prevede il trasferimento di competenze, funzioni e risorse alla Provincia di Belluno. A suo parere, nella prossima legislatura la Regione onorerà questi impegni?

“L’autonomia del Veneto, che Zaia ha definito la madre di tutte le battaglie è la priorità per i veneti, senza la quale non è di fatto possibile avere risorse da trasferire ai territori tra cui Belluno.
Le centrali idroelettriche, dopo il risultato ottenuto in questa legislatura, al termine della concessione diventano interamente pubbliche e non devono ritornare allo Stato. Alla provincia di Belluno, oltre ai canoni idrici, resta anche una quota di energia elettrica monetizzata per milioni di euro. Inoltre i canoni vengono interamente incassati dalla provincia da anni, consentendo di salvare il bilancio dell’ente dopo gli azzeramenti dei trasferimenti statali come si è verificato per la provincia di Verbania che ha dichiarato il dissesto perché la regione Piemonte (PD) non ha effettuato il trasferimento dei canoni idrici.
La legge 25 è comunque già avanti nella sua attuazione: trasporto pubblico locale, governo del territorio, urbanistica, difesa del suolo, viabilità, demanio idrico, energia idroelettrica e molto altro sono funzioni già trasferite alla Provincia di Belluno”.

Per entrare più nel dettaglio, in tema di risorse per il Bellunese (Legge regionale 25/2014), l’obbiettivo sarebbe quello di ottenere dalla Regione gli introiti del 100% dei canoni idrici, il 100% della tassa automobilistica e il 100% della tassa di concessione regionale. Cosa ne pensa?

“Per trasferire il 100% del bollo auto, unica tassa regionale con cui la regione finanzia tutto ciò che non è sanità, bisognerebbe farlo anche, ad esempio, per il sociale, compresi tutti i finanziamenti alle case di risposo (non previsto dalla legge 25) anche se la differenza tra quanto incassa in gettito oggi dalla provincia rispetto a quanto trasferisce, è tutto a vantaggio della provincia. Quindi trasferire il bollo insieme a tutte le competenze danneggerebbe la provincia anziché favorirla.

Aggiungo una considerazione sulla viabilità, che sarà un grande tema dei prossimi anni in vista dei due importanti appuntamenti mondiali del 2021 e del 2026 e che sono già in agenda con il progetto di potenziamento delle infrastrutture per le quali sono stati stanziati importanti finanziamenti”.

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