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sabato, Settembre 26, 2020
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Iraq, parte meridionale della Mesopotamia, 4mila anni fa  * di Morgan Asahito

Un piccolo reperto si, ma famosissimo: la Lista Reale sumerica.
Essa contiene un elenco dei re sia antidiluviani, che di quelli che vennero dopo il diluvio.

Il documento è relativamente giovane, nasce tra il 2100 e il 1900 a.C. circa, il periodo cioè della III Dinastia di Ur (Sumeri) e delle dinastie di Isin e Larsa (semiti che prenderanno il territorio ai Sumeri).

Quando troviamo un documento di una certa importanza, la prima domanda che ci dobbiamo fare è perché è stato creato e da chi. Considerato che quella era l’epoca dei maghi della propaganda, l’Egitto non era da meno, viene da chiedersi chi gliel’avesse insegnata.

Il destino dei Sumeri e la loro scomparsa viene decisa attorno al tavolo dei Grandi Anunnaki, i quali decidono che i Sumeri devono sparire dalla scena.

Nel testo non viene specificato il motivo, semplicemente si dice che “nessun regno può durare per sempre”. Potrei suggerire che i sovrani Sumeri stavano autodeificandosi troppo per i gusti degli anunna.

Ma che il territorio di Sumer, che una città come Ur avesse come sovrano un semita, non era un evento facilmente digeribile o accettabile dai Sumeri che nella parte meridionale del territorio avevano sempre visto la loro terra.

Il crollo di Ur fu un trauma per tutta la Mezzaluna Fertile, se ne parlò per secoli.

I semiti avevano un bel problema da risolvere prima di impossessarsi completamente del territorio o poco dopo non lo sappiamo, ma sicuramente dovevano farsi accettare dal popolo come sovrani indiscussi di una terra che era sempre appartenuta a qualcun altro.

Facciamo un passo indietro poco prima della fine di Ur.

Il sovrano di Ur (capitale) ha grossi problemi, ha bisogno di una nave carica di rifornimenti se non vuole che il suo popolo muoia di fame, ormai la situazione della città è disperata.
Il re di Sumer si chiama Ibbisin, le città annesse, che tutte assieme creavano con Ur il regno di Sumer, lentamente si erano scollegate e rese autonome, e Ur, restò un’isola indebolita, fragile e ormai alla fame, con gli eserciti Elamiti fuori dalle mura.

Il re, Ibbisin, scrive una lettera ad un funzionario che lui stesso ha posto come tale in una città a nord, la città di Isin, tale Ishbierra, semita.
Ibbisin gli chiede di fare arrivare lungo il fiume ad Ur una nave carica di derrate alimentari, o sono condannati tutti quanti.

Ishbierra fra le righe fa capire che o riceve la nomina di governatore (sovrano) di Isin da Ibbisin, o potrebbe non avere le navi da inviargli. In pratica lo ricatta.
Ibbisin gli scrive che il regno di Sumer ha ricevuto una condanna da Enlil in persona, si! Ma che lui (Ishbierra) non si è affatto adoperato per difenderlo nonostante avesse ricevuto da lui favori.
Leggiamo lo scambio di lettere fra i due.

Ibbisin:

“… proprio nel momento in cui Enlil mi tiene lontano con le truppe, ti permetti di tradirmi!

Oggi mi odia Enlil, mi odia, odia me, Ibbisin.
Egli consegna Ur nelle mani dei suoi nemici.
In territori lontani si ribellano i nemici, promuovono insurrezioni nei paesi stranieri.
Ma quando Enlil guarderà di nuovo benevolmente Ibbisin,
io ti colpirò alla testa. Stai bene attento!
Tu hai ricevuto venti talenti d’argento per comprare il grano.
Hai pagato un siclo d’argento per due gur,
mentre a me hai fatto il prezzo di un siclo per un gur.
Come puoi permettere che Puzurnumushda, il generale di Badigikhursag,
faccia entrare gli Amorrei nel paese di Sumer?
È vero, a Sumer c’è gente senza testa!
Perché non ti sei opposto agli Amorrei?”

Ma il semita” senza testa”, Ishbierra, sa di avere l’appoggio di Enlil e delle minacce dell’altro se ne infischia, tanto sa bene che è già spacciato:

“Enlil mio signore, mi ha affidato l’ufficio di pastore su Sumer,
le rive del Tigri, dell’Eufrate, del canale Abgal e del canale Meenlil, con tutte le loro città, i loro dèi e i loro eserciti, dal paese di Khamazi fino al mare di Magan, Enlil mi ha promesso
che sarebbero entrate nel tempio di Ninninsina, per rendere Isin il granaio di Enlil e dargli un nome sublime.

Perché ti opponi al mio volere?
Io ho giurato per Enlil mio signore e Dagan, mio dio personale:
la mia mano raggiungerà certamente Kazallu!
Le città e il paese che Enlil mi ha promesso voglio sottomettere.”

A questo punto Ibbisin esplode.
Solo da queste parole possiamo capire quanto sumeri e semiti fossero due popoli staccati che probabilmente non si erano mai integrati veramente:

” In tempi passati Enlil ha odiato Sumer,
ed ha innalzato alla regalità di Sumer
una scimmia scesa dalla montagna; (Sargon di Akkad )
ora Enlil ha dato la regalità ad Ishbierra,
ad una puzzola girovaga,
ad uno che non è neanche di sangue sumero.”

Il punto era proprio questo, dare a uno che non è neppure di sangue sumero la regalità su Sumer. Come l’avrebbe presa il popolo mesopotamico? Già c’era stato Sargon di Akkad e ora che finalmente i Sumeri erano rientrati in possesso della loro terra di nuovo, i semiti la portavano via, ma questa volta cancellandoli completamente dalla storia.

Ur viene distrutta il sovrano ammazzato e i vincitori hanno un disperato bisogno di far capire al popolo di avere tutto il diritto di prendere quella terra, perché quella terra appartiene a loro da sempre. Come dimostrarlo?
Che fosse o non fosse farina del loro sacco o del loro estro (Anunnaki?),
di fatto questi creano un documento (la Lista Reale sumerica) in cui i nomi di re semiti esistono dall’inizio dei tempi, datando i loro regni di migliaia e migliaia di anni prima. È indubbio che la Terra di Sumer debba appartenere a loro per diritto.

Questo documento ci da una indicazione sulla durata possibile della vita degli anunna, ci dice che non possiamo fidarci. Si tratta di uno scritto con uno scopo preciso, trovo invece più onesta la lista del dio An=Anum che ci fa un elenco di quanti fossero gli Anunnaki in epoca babilonese (3300 unità, il documento non è integro perciò potrebbero essere anche di più ma non troppe) e ci parla di 30 generazioni di Enlil.
Gli Anunnaki nella “mitologia” si presentano in 900 fra maschi e femmine, naturalmente fra loro si riproducono, eppure in epoca babilonese sono solo 3300.
Siamo sicuri che arrivarono qui 400.000 anni fa come molti sostengono?

Morgan Asahito

La lista dei re Sumeri:

http://etcsl.orinst.ox.ac.uk/cgi-bin/etcsl.cgi?text=t.2.1.1#

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