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venerdì, Aprile 16, 2021
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Incendio alla 3V Sigma di Porto Marghera

La nube dell’incendio di Porto Marghera vista da Lido di Venezia

“Esprimiamo la nostra vicinanza alle persone colpite direttamente e indirettamente a seguito dell’incidente di questa mattina nello stabilimento di Marghera. Con il ministro dell’ambiente Costa è nostra intenzione come ribadito dai parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente di tenere alta l’attenzione sull’accaduto e questo proposito stiamo predisponendo una interrogazione” lo dichiarano i deputati veneti del Movimento 5 Stelle Alvise Maniero, Arianna Spessotto, Raphael Raduzzi, Francesca Businarolo, Mattia Fantinati, con i senatori Barbara Guidolin, Orietta Vanin, Giovanni Endrizzi e Gianni Girotto.
“I cittadini di Marghera nei decenni hanno già pagato un pesantissimo costo per l’impatto d’impianti industriali altamente inquinanti sul territorio. La sicurezza non è una opzione, chi lavora deve poterlo fare senza rischiare la propria vita e mettere a rischio mezza provincia” prosegue Maniero. “La messa in sicurezza di questi impianti è una priorità inderogabile negli investimenti affinché incidenti come questi non si ripetano mai più e si attui ove possibile una riconversione green di questi comparti” concludono i parlamentari veneti pentastellati.

Renato Panciera, segretario federazione Venezia e Paolo Benvegnù, segretario regionale Veneto di Rifondazione Comunista, denunciano che l’incendio a Marghera di un’azienda chimica che produce additivi e detersivi non è un incidente, ma il prodotto di un contesto già ampiamente denunciato da lavoratori. Dalle prime notizie il bilancio è per ora di un operaio morto e due feriti gravi.
“Ricordiamo – sottolineano Panciera e Benvegnù – che i lavoratori avevano scioperato per denunciare le condizioni di sfruttamento degli operai, contro l’obbligo di fare straordinari con turni di otto ore che diventavano anche di dodici e più. Questa situazione, derivante dalla volontà dell’azienda di non fare nuove assunzioni, non poteva che produrre la massima insicurezza in una fabbrica chimica a due passi da un quartiere di Marghera i cui abitanti ancora una volta sono costretti a chiudersi in casa al suono delle sirene di allarme.
Ancora una volta viene fuori che il vero problema del nostro paese è l’irresponsabilità sociale di un padronato a cui i governi – destra o PD non fa molta differenza – hanno consentito da anni con “riforme” sciagurate di cancellare il potere contrattuale dei lavoratori.
Ancora una volta si manifesta come sia pericolosa la presenza di produzioni chimiche nei pressi dei centri abitati. Da sempre diciamo che questo non è accettabile e che le produzioni vanno riconvertite per la salute delle cittadine/i e per tutelare l’ambiente.
Mentre i leghisti prendono voti aizzando l’odio razziale garantiscono ai padroni di sfruttare lavoratori e avvelenare comunità.

L’Arpav è intervenuta con uno staff tecnico di venti persone fra dipartimento di Venezia, Padova, laboratorio, Osservatorio aria e Osservatorio grandi rischi e Centro meteo di Teolo. Realizzati 13 campionamenti di aria con canister e due con alto volume e 5 campioni di acque superficiali di corpi idrici superficiali e della laguna. Inoltre realizzate analisi speditive e analisi di spettro con gascromatrografo portatile per avere le prime informazioni in tempo reale.

I primi risultati hanno evidenziato presenza di sostanze tipiche da incendio e solventi a concentrazioni elevate nei pressi dell’incendio (benzene, etilbenzene, xilene, etanolo, acetone) con riscontro delle sostanze utilizzate nel ciclo produttivo. Presso l’Ospedale all’Angelo di Mestre sono state riscontrate in tracce sostanze traccianti del ciclo produttivo.

Nel pomeriggio sono stati eseguiti altri campioni sia in zona incendio in via della Chimica sia in Centro a Mestre in piazza Barche. I risultati analitici non sono al momento ancora disponibili. Il campione eseguito presso il parco di San Giuliano Porta Rossa (sottovento rispetto la sorgente al momento del campionamento) non ha evidenziato presenza di inquinanti. Sono ancora in fase di campionamento e saranno analizzati quanto prima i microinquinanti (diossine, Ipa).

Le condizioni meteo al momento dell’incendio hanno favorito il trasporto verso la laguna nella mattinata anche facilitando la dispersione dei prodotti di combustione. Il vento intorno alle 11.00 ha modificato il trasporto in direzione Mestre e pertanto si sono scelti punti interni alla città e anche nei pressi dell’Ospedale dell’Angelo.

L’Agenzia ha provveduto ad ulteriori mappature della qualità dell’aria a Mestre e a Venezia. I risultati saranno resi disponibili appena elaborati.

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