“Quella annunciata ieri sera dal premier Conte non è la ripartenza per la Fase 2: è l’annuncio di morte di migliaia di aziende sui nostri territori per mano di un governo che insiste a ragionare in base ai codici Ateco invece di far lavorare chi è in grado di garantire la sicurezza di lavoratori e clienti”: questo il drammatico giudizio del deputato e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, sul DPCM che entrerà in vigore il prossimo 4 maggio.
“Basta con il ragionare per categorie economiche: ci sono realtà che già oggi potrebbero lavorare garantendo l’assoluta sicurezza sia per i propri dipendenti che per la clientela, ma la testardaggine dell’esecutivo nel voler garantire le riaperture solo in base ai codici Ateco le condanna a morte certa”, spiega De Carlo. “A una chiusura senza via di scampo imposta dal governo, dovrebbe corrispondere un sostegno economico da parte dello Stato: in Germania viene garantita un’importante iniezione di liquidità nei conti correnti di chi non può riaprire; in Italia, a queste realtà vengono dati forse 600 euro, a fronte dei 780 del reddito di cittadinanza dati a chi non produce e campa a spese della collettività, e la possibilità forse di riaprire tra 3 settimane, se non addirittura dal 1 giugno, come nel caso di estetiste e parrucchiere. Ma come farà, ad esempio, un ristoratore chiuso già da quasi due mesi a lavorare per un altro mese solo con l’asporto e poi con il distanziamento tra i tavoli e tra i clienti che porterà a una pesante riduzione dei coperti? A questo, si aggiungerà anche la beffa che a quei tavoli si siederanno anche famiglie che passano l’intera giornata insieme, mentre nel suo locale dovranno stare distanti almeno un metro”.
“Gli italiani vogliono lavorare, e c’è chi può farlo in sicurezza, lo dimostrano i controlli dello Spisal nelle aziende venete. Basta scelte scellerate che uccidono le imprese e l’economia italiana: il governo cambi la sua disastrosa e pericolosa linea legata ai codici Ateco e permetta di lavorare a chi può ripartire tutelando la salute di tutti”, conclude De Carlo.
