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giovedì, Ottobre 29, 2020
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Avvio dello scontrino elettronico tra vantaggi e criticità   * di Michela Marrone 

Michela Marrone

Questi ultimi anni hanno segnato il passaggio dal “fisco analogico” al “fisco digitale”. La digitalizzazione nel settore fiscale portata avanti dall’Agenzia delle Entrate, ha costretto tutti gli utenti ad evolvere. Solo per citare gli esempi più significativi, va menzionata l’introduzione nel 2015 del modello “730 precompilato” per i lavoratori dipendenti e i pensionati, per poi passare fino alla più epocale estensione a tutti gli operatori economici nel 2019, della fattura elettronica. Si parla dunque di due innovazioni, di non poco conto, che hanno iniziato a rivoluzionare le abitudini degli utenti.

Un ulteriore tassello è scattato da qualche giorno, ossia dal 1° gennaio un cambiamento significativo per tutti i negozi, i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e attività artigianali assimilate: l’obbligo dei corrispettivi telematici, ossia il passaggio dal “vecchio” scontrino fiscale a al nuovo “scontrino elettronico”, con invio degli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.
Tale ulteriore incombenza, oltre al fatto che ha visto nuovamente coinvolta la nostra categoria soprattutto in termini di gestione dei dati con l’Agenzia delle Entrate e verifica del corretto invio dei corrispettivi, non è passata inosservata soprattutto per i titolari delle attività al dettaglio, che nell’ultimo periodo si sono dovuti sottoporre ad un vero e proprio tour de force per aggiornarsi e adeguare i propri registratori di cassa. Il tutto con il sostenimento una spesa media indicativa che va dai 300 ai 700 euro ad attività.

Certo, sarà applicabile una moratoria di sei mesi che sposta al 30 giugno eventuali sanzioni per chi non si è adeguato in tempo, oltre ad un oltre ad un credito d’imposta sulle relative spese sopportate. Sta di fatto però che il problema di fondo resta: grava ancora una volta sulle imprese l’onere organizzativo ed economico di una digitalizzazione che va fa parte di un piano nazionale. L’ulteriore cambiamento richiesto con l’avvio dello scontrino elettronico è oggettivamente radicale, soprattutto per i piccoli commercianti. Oneri come questo rischiano di spegnere definitivamente il commercio in tante vie e piazze, quartieri e piccoli paesi, proprio come quelli che popolano in nostro territorio.

A tali disposizioni si aggiungono quelle relative alla tracciabilità delle spese dei contribuenti, il libero accesso ai dati della fatturazione elettronica da parte dell’Amministrazione Finanziaria e l’utilizzo dei dati contenute nelle fatture elettroniche, per citare solo le principali, che permettono all’agenzia di recepire e gestire un enorme flusso di dati.
Questo lento processo di digitalizzazione e informatizzazione, che rientra nella più ampia strategia per la crescita digitale – avviata a livello nazionale già dal 2015 – si concretizza in una sempre nuova disponibilità di informazioni in tempo reale che offre degli indubbi vantaggi in termini di contrasto dell’evasione. E’ altrettanto vero però che risulta poco efficace nel contrasto all’evasione che deriva dal “sommerso” vero e proprio, che risulta, in fin dei conti, la componente quantitativamente più significativa. Il timore infatti è che i controlli andranno a concentrarsi su quanto emerge dalla documentazione fiscale prodotta dai contribuenti “virtuosi”, piuttosto che invece verso quelle attività economiche che tuttora riescono a sfuggire a rilevazioni ufficiali, alle statistiche e agli obblighi fiscali.

Michela Marrone – Presidente Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Belluno

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