
Belluno, 7 Dicembre 2019 – Per chi, oltre 25 anni fa, ha svolto il servizio militare con il casco e la manichetta la soddisfazione è doppia. Il via libera dato al Senato alla manovra di bilancio con l’equiparazione degli stipendi dei Vigili del Fuoco al personale di Polizia è «una nota di giustizia», sottolinea il coordinatore dei parlamentari veneti del Pd, Roger De Menech.
«Migliorare le retribuzioni e il sistema previdenziale dei Vigili del Fuoco allineandolo a quello delle forze di polizia era una necessità urgente: in Senato ci siamo riusciti con un risultato che trovo corretto sotto il profilo amministrativo e straordinario dal punto di vista politico. Anche perché lo stanziamento necessario, 65 milioni nel 2020, 125 milioni dal 2021 e 165 milioni dal 2022 è tutt’altro che banale, ma devo sottolineare che su questo tema non c’è stato un tentennamento da parte del governo e della maggioranza».
Per De Menech, che da ragazzo ha passato un anno nei Vigili del Fuoco tra Roma, il Cadore e Belluno, sono subito arrivati messaggi da parte dei tanti amici ed ex colleghi del Corpo. «Fanno sempre piacere», dice il deputato, «semplicemente perché sono il riconoscimento della serietà del lavoro fatto. Ma devo dire che un gran lavoro lo hanno fatto le organizzazioni sindacali nazionali e i rappresentanti dei Vigili del Fuoco. È stata un’azione di lobbying intelligente, argomentata e costante. I Vigili del Fuoco italiani, professionali nelle emergenze e spina dorsale della protezione civile, sono stati eccezionali nel far capire al governo che era giunto il momento di dare loro un riconoscimento concreto, che andasse oltre la retorica buona solo per le interviste sui media».
