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Dolomites Maadness e la Tempesta Vaia. Un progetto dalla parte del territorio. Denis Dal Soler, Andrea De Bernardin e Emma Taveri: sbloccati i cantieri, ecco il punto dei lavori alle infrastrutture

Un anno fa, era ormai fatta più della metà della nuova pista ciclabile (costo 4,5 milioni di euro), principale opera del progetto di sviluppo turistico del Medio/Alto Agordino finanziato dai Fondi Comuni Confinanti e promosso dai comuni di Rocca Pietore, Alleghe, Colle di Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana, San Tomaso Agordino, Cencenighe e Taibon Agordino, che, correndo per 23 chilometri lungo la valle al fianco del torrente Cordevole, avrebbe finalmente collegato i comuni a nord dell’Agordino e Cencenighe, inserendosi quindi nella ciclabile della conca Agordina.

In poche ore, però il 29 ottobre 2018, ben 17 di quei chilometri di pista sono stati travolti e distrutti, lì dove il torrente ha rosicchiato l’argine, tra Sottoguda e Caprile, e soprattutto nel tratto Masarè-Cencenighe.

Complessivamente, le conseguenze dei tre giorni di esondazioni e vento hanno creato al progetto Dolomites Maadness danni per 1,2 milioni di euro e fermato per ovvi motivi di forza maggiore il proseguo dei lavori. Come ad esempio per l’auditorium in fase di realizzazione nella meravigliosa Valle di San Lucano, oltraggiata in tutti i modi dalla tempesta. E anche l’intervento sulle ristrutturazioni extralberghiere,
che proprio con il progetto finanziato dai Comuni Confinanti avrebbe trovato nuovo impulso di sviluppo nell’ospitalità diffusa, ha subito un pesante rinvio di 1 anno.

Mentre, il parcheggio, da poco terminato a Rocca Pietore, sepolto in quei giorni sotto frane e detriti, fortunatamente è stato già ripristinato completamente.

Oggi, tutti gli impegni sono ripartiti: sul Cordevole è stata completata la passerella pedonale di attraversamento, entro la primavera prossima sarà finito e illuminato il percorso facilitato attorno al lago di Alleghe, inaugurata la ciclabile sulla destra orografica del Cordevole tra Masarè e Caprile, mentre nella valle di San Lucano la baita è pronta e si è ripartiti con l’auditorium. Sono anche ripresi di gran lena i lavori di ristrutturazione sui 21 immobili che il progetto sostiene con circa il 60/70% dei costi per l’apertura di altrettanti affittacamere. e, sempre nel 2020, ci sarà un nuovo esercizio per l’ospitalità diffusa a Laste, mentre è già pienamente funzionante il ristorante-pizzeria rinnovato a san Tomaso Agordino preso in gestione da una giovane coppia milanese.

La tempesta Vaia, così come ha fermato per mesi tanti sogni nel cassetto, tanto ha dato un nuovo impulso motivazionale e culturale agli abitanti di questo territorio e quindi anche al progetto Dolomites Maadness che, nel corso di questi mesi, si è dedicato interamente alla difesa del territorio e alla valorizzazione della sua comunità.

Denis Dal Soler, project manager
“Nell’immediato di Vaia, il progetto ha rappresentato la possibilità di rendere nota in tutta l’Italia, grazie al team e alle relazioni costruite, la devastazione subita.Nel medio periodo, attraverso il Piano di marketing, abbiamo inoltre
potuto rimettere al centro l’operosità degli abitanti e la devozione al lavoro silenzioso per ricostruire quanto distrutto e, di lì a poco, rimettere al centro l’offerta turistica e le sue straordinarie opportunità che hanno culminato con la campagna Recharge in Nature. Oggi il progetto consente invece di restituire al territorio devastato una speranza, offrendo nuove infrastrutture turistiche ma soprattutto generando entusiasmo e motivazione per guardare al futuro, soprattutto tra i giovani”.

Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore capofila del progetto
“Vaia ha ferito profondamente il nostro territorio e ha provato ad atterrarci anche come amministratori, perché colpiti due volte: nel territorio e nelle sue risorse naturali, e nelle infrastrutture del progetto Dolomites Maadness che fortemente abbiamo voluto e al quale lavoravamo dal 2011. Ma noi siamo più forti e stiamo rimettendo in piedi lo staff che ci ha visto resistere, proprio per ricordare l’impegno e l’entusiasmo con cui abbiamo lavorato quei giorni e con cui abbiamo rimesso in moto il progetto, riadattandolo alle nuove realtà ma anche traendo da questo uno spirito nuovo e positivo dall’esperienza dura che abbiamo fatto!”.

Emma Taveri, responsabile del Piano di marketing turistico
“Ciò che è successo ci ha costretti, e forse anche nuovamente guidati, a rimodulare la parte progettuale con cui puntavamo ad attirare nuovo turismo e creare nuova impresa nei 7 comuni del progetto. Dopo Vaia, abbiamo infatti puntato sulla resilienza proprio come punto di forza per ripartire, sul valore quindi delle persone e sul lavoro di
squadra. Il successo ottenuto con la campagna “Recharge in Nature” fa parte di un percorso di rinascita condiviso con una squadra di giovani del posto che sta donando molto al progetto e che sta crescendo insieme a noi”

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