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Trento è la città più green. Belluno scende di un posto ed è ottava. Lo dice il rapporto annuale di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore

Trento sale per la prima volta sul trono di città più green d’Italia, seguita da Mantova, Bolzano, Pordenone e Parma. In coda Catania, non classificate Vibo Valentia e Siracusa per insufficienza di dati forniti. Così dice il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia che misura la performance ambientali delle 104 città capoluogo di provincia oggi pubblicato sul quotidiano economico il Sole 24 ore.
Belluno si classifica all’ottavo posto con punteggio 70,18% scendendo di un gradino rispetto alla settima posizione dell’anno scorso. La città è stabile e sotto i limiti per le concentrazioni di No2 e Pm10 migliora di molto per quel che concerne i giorni di superamento dei limiti per l’Ozono calando dai 48 giorni del 2017 ai 7 soltanto di quest’anno. Stabili sia i consumi idrici che le perdite della rete idrica, Belluno migliora di poco la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti (passa dal 78,2% all’attuale 78,7%) e, pur peggiorando nei chilogrammi annui di rifiuti prodotti da ogni singolo cittadino (salgono da 397 chili procapite dello scorso anno ai 421 del 2018), resta tra i migliori dieci capoluoghi in assoluto. Crescono di poco i viaggi effettuati dai bellunesi con il trasporto pubblico, ma restano praticamente ai numeri dello scorso anno isole pedonali, infrastrutture per la ciclabilità e energie rinnovabili
Il punteggio nella classifica finale, in centesimi, viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 18 indicatori conside­rati da Ecosistema Urbano e che coprono sei aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia.
I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale (non troppo utopica visto che esiste almeno una città che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno dei 18 indici considerati).
Nel computo complessivo va considerata poi l’assegnazione di un “bonus” per le città che si contraddistinguono in quattro ambiti: recupero e gestione acque, ciclo dei rifiuti, efficienza di gestione del trasporto pubblico, modal share.
Il bonus è pari a un terzo del peso complessivo degli indicatori che si riferiscono all’ambito prescelto.

Qui i dati completi

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