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Autonomia ed elettività, lettera al ministro Boccia. Bona (Bard): “Presto un incontro”

Andrea Bona

«Al più presto incontreremo il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, e ribadiremo le necessità del Bellunese e la richiesta di rispetto del patto siglato nel 2015».

Questo l’annuncio del presidente del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, Andrea Bona, dopo i contatti avuti con la segreteria del neo-ministro.

«Nei giorni scorsi, in vista dell’incontro di ieri a Venezia tra il ministro Boccia e il presidente Zaia, abbiamo scritto al ministro, illustrando l’attuale situazione della nostra provincia e dei nostri comuni, allegando anche il patto sottoscritto dal suo partito con il nostro movimento in occasione delle elezioni regionali del 2015», sottolinea Bona.

«Nella giornata di ieri, – aggiunge il presidente Bard – ho ricevuto la telefonata di Francesco Rana, capo di Gabinetto del ministro, che mi ha assicurato che Boccia ha preso visione dell’accordo e letto il documento, annunciandomi che al più presto verremo convocati per un incontro. Da parte mia, oltre ai doverosi ringraziamenti, ho rimarcato l’urgenza di una risposta per il territorio
bellunese ed ho evidenziato la forte presenza di minoranze linguistiche, oggi senza tutela. Attendiamo quindi una nuova telefonata da Roma: c’è chi ci rappresenta e chi ha firmato quell’accordo che non si è mosso e non vuole muoversi, noi andiamo avanti diritti verso i nostri obbiettivi, che sono autonomia e elettività per la Provincia di Belluno».

Ecco di seguito la lettera inviata ai ministri Boccia e D’Incà

Alla cortese attenzione del
Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie
Onorevole Francesco Boccia.

E per conoscenza:
Egregio Ministro per i Rapporti con il Parlamento
Onorevole Federico D’Incà.

Oggetto: richiesta di incontro con il Movimento B.A.R.D. (Belluno Autonoma – Regione Dolomiti)
in occasione della visita in Veneto del 23 settembre 2019.
Egregio Signor Ministro,
mi rivolgo a Lei, a nome del Movimento B.A.R.D., dopo aver appreso della sua prossima visita in
Veneto per incontrare il Presidente della Regione e per discutere del percorso di autonomia
intrapreso dopo il referendum del 2017. Non Le nascondo il nostro sconcerto nell’apprendere che
non è prevista una sosta anche in Provincia di Belluno, dove tutto è cominciato in seguito ai
referendum costituzionali per il passaggio dei nostri comuni alle confinanti realtà a statuto
speciale. Come Lei ben saprà, anche in occasione del referendum del Veneto i bellunesi hanno
espresso un doppio voto, non solo a favore della maggiore autonomia della regione che ci ospita,,
ma anche della Provincia di Belluno. Entrambi i quesiti hanno superato il quorum dei votanti.
Nel caso del Bellunese si tratta del riconoscimento del percorso di autogoverno di una Provincia
“interamente montana e confinante con stato estero”, per riprendere la definizione della legge
56/2014, dove vivono consistenti minoranze linguistiche ladine ad oggi prive di qualsiasi tutela,
che soffre gravi problemi legati allo spopolamento e all’abbandono degli insediamenti in quota,
proprio quelli più vicini alle Dolomiti “patrimonio dell’umanità” tutelate dall’Unesco.
Nonostante le evidenti difficoltà del nostro territorio, costretto a confrontarsi con le realtà a
statuto speciale del Trentino – Alto Adige/Sud Tirol e del Friuli Venezia Giulia, abbiamo subìto, in
pieno e senza nessuno sconto, il processo di smantellamento delle autonomie locali, incominciato
con il taglio delle risorse ai comuni e culminato nella legge di eliminazione delle province. Le
ricordiamo, solo per inciso, che in questi anni i nostri comuni, già ampiamente sottofinanziati in
rapporto alle difficoltà del territorio, hanno sopportato una riduzione dei trasferimenti del 42% e
la nostra Provincia del 27%; tutto questo in un’area delicatissima sotto il profilo, sociale,
economico, storico ed ambientale. Le già scarse risorse per la tutela della minoranza linguistica
ladina sono passate invece dai 158.436 euro del 2005 agli attuali 34.043, e tutto questo per 38
comuni, riconosciuti area di minoranza linguistica con la legge n°482 del 1999. Senza dimenticare,
per un opportuno confronto, che la nostra Provincia contribuisce alla ricchezza nazionale, grazie
alla laboriosità dei bellunesi, con un P.I.L. di 5,8 miliardi di Euro ed un gettito fiscale di 1,4 miliardi.
Le ricordiamo inoltre che il nostro Movimento ha stipulato, in occasione delle elezioni regionali del
2015, un patto con il Partito Democratico proprio per cercare di resistere a quella che è diventata,
in seguito agli sconsiderati tagli a risorse e competenze, una vera e propria forma di aggressione
economica e istituzionale al nostro territorio. Questo accordo doveva portare, attraverso una
semplificazione dell’assetto istituzionale della nostra Provincia, ad uno statuto in grado di dare
nuova rappresentanza, restituendo l’elettività diretta al nostro ente territoriale, a tutte le vallate e
le popolazioni della nostra area alpina. Questo patto, approvato al massimo livello dal Partito
Democratico, è stato totalmente disatteso, nonostante portasse le firme di Lorenzo Guerini, allora
vicepresidente del P.D., di Gianclaudio Bressa, allora sottosegretario agli Affari Regionali, di Roger
De Menech, allora segretario del P.D. Veneto e di Monica Lotto, oggi come allora segretaria del
P.D. di Belluno.
Se autonomia significa assunzione di responsabilità, è palese che il mancato rispetto dell’accordo
del 2015 è stato un atto totalmente irresponsabile, sia verso il Bellunese che verso l’opinione
pubblica del Veneto. Le conseguenze in termini di credibilità, alla luce dei successivi referendum e
del processo di autonomia differenziata intrapreso dal Veneto, sono indubbiamente pesanti, ma il
Suo attuale ruolo potrebbe consentirLe di mantenere una promessa che non è stata fatta solo al
nostro Movimento, ma a tutti i bellunesi. Lei può oggi dimostrare che un processo virtuoso di
autonomia è possibile ad iniziare proprio dal Bellunese, un’area alpina la cui specificità è
riconosciuta sia dallo statuto del Veneto che da diverse leggi nazionali.
Per questo motivo Le chiedo, signor Ministro, la possibilità di incontrarLa a Belluno o a Venezia il
giorno 23 settembre. Vorrei infatti, chiederLe che il patto sottoscritto nel 2015 con il nostro
Movimento diventi una legge di iniziativa del Governo e venga approvata il più presto possibile.
Questo sarebbe un primo importante passo per riconoscere, all’interno del contesto nazionale ed
europeo, le istanze di autogoverno responsabile della Provincia di Belluno. Il processo di
autonomia avviatosi nel Nord – Est d’Italia non può, infatti, che cominciare da Belluno.
In attesa di un suo cortese cenno di riscontro, porgo cordiali saluti.
Belluno, 16 settembre 2019.
Andrea Bona.
Presidente del Movimento B.A.R.D.

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