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Farra d’Alpago: alla ricerca delle datazioni per le canalizzazioni allineate, da oltre 50 anni nel parco

Farra d’Alpago –  Sono almeno 50 anni che diversi sarcofagi e relative canalizzazioni in pietra, sono allineati nel parco di Farra, situato a fianco del percorso che porta sulle rive del lago di S. Croce.

Tuttavia, non moltissimi saranno i frequentatori e visitatori, che avranno compreso il significato, di queste testimonianze di raffinato lavoro di antichi artigiani, che hanno saputo modellare la pietra locali. Di volta in volta, mancando qualsiasi spiegazione, ciascuno avrà dato la sua interpretazione di vecchie fontane del paese o abbeveratoi per animali. Del resto, tenendo presente di come si sia formata, nel tempo, questa raccolta di manufatti, non è mai stato agevole capirne, se non in qualche caso, l’ambito della scoperta.

E così, salvo qualche atto di vandalismo o poco cura, è possibile ancor oggi poter constatare di come anche la parte bassa dell’Alpago, abbia avuto la sua storia antica. Se lasciamo da parte i sarcofaghi, la cui interpretazione, data anche da esperti, non lascia molti dubbi. Diversa, è invece, la questione delle canalizzazioni delle quali si conosce la provenienza e il periodo del loro ritrovamento. Infatti, vennero in luce sulla fine degli anni sessanta, nella borgata di Castel de Loto, l’abitato più antico del paese, nel corso dei lavori per riparare i gravi danni dell’alluvione del 1966. Già, a quel tempo, si vociferava che fossero da attribuire all’età romana. Prove in tal senso, comunque, non ne sono mai state rintracciate. Anzi, proprio nei primi anni duemila, al tempo della realizzazione, di quello sperpero di denaro pubblico, che deve essere considerata la centralissima Piazza Cesare Battisti, non si colse l’occasione di effettuare le necessarie verifiche stratigrafiche nelle trincee eseguite lungo Castel de Loto.

Per essere obiettivi, è necessario affermare come, sia i cittadini che le amministrazioni farresi, che si sono succedute, prima dell’unificazione dei comuni di Pieve, Puos e Farra, non abbiano mai avuto alcun interesse verso la storia e beni culturali presenti nel loro territorio, preferendo il loro crollo e cancellazione. Nonostante tutto ciò, qualche sprazzo di conoscenza può giungere dalle analogie riscontrate tra una canalizzazione di Aguntum e quella di Farra. La similitudine tra le due strutture è molto chiara anche se non decisiva mancando, nel caso alpagoto, il supporto stratigrafico che ne dimostri con certezza l’appartenenza romana.

Aguntum era una città romana (Municipium Claudium Aguntum), che si trovava a circa 4 km a est di Lienz nell’attuale comune di Dölsach. Sotto l’imperatore Claudio (41 – 54 d. C. ) ebbe una forte crescita. L’imperatore elevò l’insediamento a municipium (città). Nei successivi 2 secoli registrò un periodo fiorente, con la costruzione delle mura cittadine, numerosi edifici privati e pubblici e terme. Nei tempi d’oro la sua influenza si estendeva da Felbertauern a nord, a Mühlbach nella Val Pusteria a ovest, fino al Passo di Monte Croce di Comelico a sud e Oberdrauburg a est. Dal III secolo Aguntum iniziò a perdere la sua importanza, tra l’altro a causa della sua posizione non ottimale nel fondovalle. Fino al V secolo la città rimase abitata, come testimonia anche una Chiesa del Sepolcro paleocristiana.

Di contro, non sono assenti nell’ambito di Farra i reperti romani, soprattutto sotto forma di monete ritrovate nella parte centrale del paese e, non solo. A tali testimonianze, vanno affiancati i frammenti di ceramica del V-VII sec. d. C. rintracciati negli scavi archeologici di Piazza Cesare Battisti e il frammento di pluteo della chiesetta di S. Vigilio, datato anch’esso al VII sec. d.C.. Questi reperti dimostrerebbero, seppur indirettamente, l’affidabilità del toponimo longobardo Farra. Ed ancora, come questi insediamenti parentali, si collocassero nell’ambito di quelli romani per la consuetudine di questo popolo che, difatti, prima di invadere, il nostro paese, soggiornò per 40 in Pannonia, proprio tra le rovine romane.

Eugenio Padovan

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