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Moretti (PD): “Inaccettabili le minacce di alcuni sindaci contro chi non andrà a votare domenica. Astenersi è una scelta pienamente legittima”

Alessandra Moretti

Venezia, 19 ottobre 2017  –  “Le minacce di stampo fascista nei confronti dei cittadini che decideranno legittimamente di non andare a votare devono essere respinte con forza e denunciate. Certi metodi sono inaccettabili in democrazia”. Alessandra Moretti, consigliera del Partito Democratico condanna duramente le dichiarazioni di alcuni sindaci leghisti che hanno ribadito la volontà di ‘chiudere le porte del Municipio’ nei confronti di coloro che non si presenteranno alle urne domenica prossima.

“Chi viene eletto è sindaco di tutti, non solo di una parte. Non si può ascoltare un primo cittadino che per incontrare i residenti, e magari risolvere i loro problemi, pone come condizione l’aver votato al referendum sull’autonomia, con tanto di esibizione di certificato elettorale. È naturalmente un comportamento illegittimo, ma anche se fosse soltanto una provocazione, non è affatto divertente e va a condannata nel modo più assoluto. Tra l’altro ricordo che la tessera elettorale non sarà timbrata, ma verrà rilasciata soltanto una ricevuta. Sarebbe comunque gravissimo che i registri dei seggi elettorali fossero usati da questi sindaci per individuare i nomi delle persone, che per motivi diversi non si fossero recate alle urne, al fine di creare una vera e propria lista di proscrizione. Non è mai accaduto e va scongiurato il pericolo che possa accadere perché violerebbe uno dei diritti fondamentali dei cittadini. Questa poco evangelica separazione del ‘grano dal loglio’ rischia di diventare una vera e propria discriminazione, peraltro già paventata dall’attestato di voto raffigurante la bandiera leghista, che per il governatore diventa appartenenza e titolarità di futuri diritti”.

“Purtroppo – continua Moretti – i sindaci hanno avuto un illustre e cattivo maestro: è stato proprio il presidente Zaia a dire qualche settimana fa ‘Chi non va alle urne non ha titolo ad aprire bocca’, chiedendo di vedere il timbro dell’avvenuta votazione prima di poter parlare con lui. Un rappresentante istituzionale non dovrebbe mai utilizzare toni simili, soprattutto quando poi si riempie la bocca con la parola democrazia”.

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