Il ministero della Salute dice a milioni di veneti in apprensione per la vicenda dei Pfas che devono arrangiarsi: la Regione ha ricevuto oggi una comunicazione ministeriale che conferma il rifiuto alla richiesta veneta di fissare dei limiti ufficiali per i Pfas.

“Ci stanno dicendo che dobbiamo arrangiarci, e a noi va più che bene – tuona il parlamentare veneto del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà – la montagna ha partorito il proverbiale topolino e ancora una volta un ministero incompetente si dichiara, appunto, non competente su un tema regionale. Potevano dircelo prima, avremmo risparmiato tempo e soldi”.
“Questo rimpallo di richieste e responsabilità va avanti da troppo tempo – si rammarica il deputato – nel frattempo centinaia di migliaia di residenti di tre province vivono nel timore di avere in corpo sostanze pericolose e tantissimi ragazzini verranno sottoposti alla plasmaferesi per ripulire un po’ il loro sangue dai composti perfluoroalchilici”.
“E in tutto questo – tuona il parlamentare del Movimento 5 Stelle – il Ministero non trova di meglio da fare che rifiutare la fissazione di un limite nazionale per i Pfas. È inaccettabile”.
“Questa è l’ennesima conferma della necessità di affidare maggiori competenze ai veneti nella gestione dei loro problemi – avverte D’Incà – e tutto ciò si potrà ottenere con una grande partecipazione al referendum del 22 di ottobre. Vogliono che ci arrangiamo? Benissimo, ci arrangeremo. Ma devono lasciarcelo fare”.
