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Riforma sanità. L’accordo rischia di saltare, tentativo in extremis, le minoranze incontrano Zaia”

E’ ancora fumata nera per la riforma della sanità veneta, bloccata da quasi 90 ore in aula del Consiglio regionale. Oggi sembrava la giornata buona, dopo che giovedì scorso la seduta era finita ancora prima di iniziare per lasciare spazio alla contrattazione a porte chiuse tra maggioranza e opposizione. La stessa che avrebbe dovuto portare all’accordo finale sul numero e sulla dislocazione delle Ulss Venete. Ma questa mattina l’accordo ancora non c’è, e l’inizio della discussione in aula viene rimandato fino alle 15.20, quando prende la parola la consigliera democratica Alessandra Moretti, rendendo subito chiaro che qualcosa nella trattativa è andato storto.

Alessandra Moretti
Alessandra Moretti

“Chiediamo la sospensione dei lavori per consentire ai capigruppo di minoranza di andare direttamente da Zaia per spiegargli cosa vuol dire la chiusura delle trattative – attacca Moretti, chiarendo che – la chiusura delle trattative vuol dire la fine e la morte del Progetto di legge”.

La proposta di sospensione viene bocciata, ma nell’ora successiva trovano spazio solo interventi dei consiglieri di minoranza, tutti più o meno dello stesso tenore. “Non vediamo il presidente Luca Zaia in aula dal 21 giugno” – rincara il democratico Pietro Ruzzante, mentre il tosiano Stefano Casali precisa che la richiesta di incontrare il governatore – non è una provocazione, ma un tentativo di sviluppare un ragionamento insieme coinvolgendo Zaia, che ovviamente, senza voler nulla togliere, ha un peso specifico diverso”.

Maurizio Conte
Maurizio Conte

Scherza il tosiano Maurizio Conte: “Speriamo che il canguro non si trasformi in un coccodrillo, perché poi le lacrime sono difficili da digerire”, e il democratico Bruno Pigozzo invita alla ragionevolezza: “Siamo ad un passo da trovare una soluzione insieme, perche” non siete disponibili a fare questo ultimo miglio insieme?”

Alle 16.30 il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, è costretto a capitolare. Dopo aver appurato che il governatore Luca Zaia è disponibile a incontrare i capigruppo di minoranza a patto che questi lo raggiungano a San Vendemiano, nel Trevigiano, sospende i lavori fino a domani mattina alle 10.30 per permettere l’incontro.
“Andiamo solo perché è l’ultima possibilità e non vogliamo lasciare nulla di intentato”, spiega la consigliera tosiana Giovanna Negro, mentre il democratico Claudio Sinigaglia chiarisce che da Zaia “non andiamo a trattare, o accetta la nostra proposta o la riforma salta e torniamo a 21 Ulss perché non è possibile andare avanti così”.
Nel mirino del democratico c’è il continuo cambiare idea della maggioranza, che, dice, sarebbe incapace di mettersi d’accordo al suo interno. “Troviamo l”accordo, ci stringiamo la mano e poi quando si parlano tra di loro cambiano idea. Questo delegittima loro e ci priva di un interlocutore serio”, spiega Sinigaglia. A far saltare l’accordo, in questo caso, sarebbe stata la definizione dei criteri necessari all’istituzione di una nuova Ulss, requisito posto dalla minoranza per acconsentire all’istituzione delle Ulss Pedemontana e del Veneto orientale, volute dalla maggioranza. L’idea è che se ci devono essere due Ulss aggiuntive rispetto alle sette provinciali, allora ci devono essere dei criteri, rispettati dalle due Ulss in questione, che permettono ai territori di richiedere l’istituzione di Ulss aggiuntive, in modo che la Regione non risulti privilegiare alcuni cittadini a discapito di altri.

La proposta dell’opposizione, continua Sinigaglia, prevede criteri difficili da soddisfare, ma i quelli voluti dalla maggioranza “sono impossibili, perché di fatto la maggioranza vuole impedire che il territorio possa chiedere l’istituzione di ulteriori Ulss”. E i criteri da cui la maggioranza non si discosta, per Sinigaglia, sono talmente esosi che nemmeno la Ulss Pedemontana e quella del Veneto orientale li soddisfano. “E allora perché le dovremmo istituire?” chiede. Se questa mattina la riforma della sanità sembrava ad un passo dall’essere approvata, ora sembra ad un passo dal naufragare.
Tutto dipende da come andrà l’incontro tra capigruppo di minoranza e Zaia.
(Fat/ Dire)

 

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