
“A seguito della nostra richiesta di un incontro con l’assessore Bottacin, a cui è seguita la camminata sul
Visentin di ieri, abbiamo oggi ottenuto una prima risposta che ha il sapore di una nuova provocazione e la
non volontà di stabilire un confronto costruttivo”.
Lo fa sapere attraverso una nota stampa il Comitato bellunese Acqua bene comune.
“L’assessore – prosegue il comunicato – attraverso la sua Segreteria ci ha comunicato che è disponibile a incontrare domani mattina alle ore 10 a Venezia il solo presidente del Comitato per questioni di ordine organizzativo, logistico e di… sicurezza.
Ora, non volendo entrare in merito la ristrettezza degli spazi presenti in Regione, dato che sembrerebbero
essere presenti solo sale capaci di contenere al massimo 2 persone, ci sembra questa l’ennesimo tentativo
di offrire una discutibile disponibilità che non tenga assolutamente conto delle possibilità di entrambi le
parti.
In primo luogo si ricorda all’assessore che il Comitato non è composto da professionisti della politica e
quindi da persone autorizzate ad assentarsi dal proprio luogo di lavoro o addirittura pagate per svolgere
l’attività di promozione del bene comune; per ognuno di noi risulta quindi materialmente impossibile
essere presenti domani mattina alle ore 10 a Venezia dato l’insufficiente preavviso e l’orario tipicamente
lavorativo.
Secondariamente, il Comitato, per sua natura, non agisce delegando la responsabilità e gli oneri ad una sola
persona, ma è costituito da una Assemblea che ha il diritto di partecipare all’incontro per esporre i propri
dubbi e comprendere quanto stia avvenendo in Regione. Pertanto è per noi inaccettabile che l’incontro
coinvolga il solo nostro presidente e l’assessore, ma siamo disposti a costituire una delegazione in
rappresentanza delle diverse anime che formano il Comitato.
Inoltre, come l’assessore avrà avuto modo di sapere, la manifestazione di domenica è stata una
manifestazione totalmente pacifica, pertanto non comprendiamo per quale motivo la presenza di più
persone afferenti al nostro movimento possa rendere insicuro l’incontro. Se la questione é meramente
logistica siamo pronti ad offrire delle valide alternative.
Infine, essendo il territorio coinvolto quello del Bellunese, e non avendo noi gli evidenti problemi di spazio
che la Regione sembra soffrire, invitiamo gentilmente l’assessore a raggiungerci in montagna, dato anche
l’interesse dimostrato in varie forme dalla Comunità bellunese di cui dovrebbe avere la delega di
rappresentare.
Siamo sicuri – conclude il Comitato bellunese acqua bene comune – che l’assessore non avrà nessun problema a venire incontro a queste semplici e razionali
richieste, a meno che non voglia continuare a provocarci o far polemica sui giornali invece che bloccare un
iper-sfruttamento idroelettrico oramai insostenibile”.
