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Progetto elettrodotto Terna. I Comitati civici della Valbelluna preparano le osservazioni e affilano le armi per eventuali ricorsi. Pastella: “La riprogettazione è l’unica strada per non devastare il nostro territorio”

Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati Civici della Valbelluna
Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati Civici della Valbelluna

In vista della scadenza per l’invio delle osservazioni al progetto Terna, i Comitati civici della Valbelluna si sono riuniti lunedì sera per analizzare e approvare il documento da inviare al Ministero dell’Ambiente. Erano presenti rappresentanti di ciascun comitato locale. 

Per le osservazioni tecniche sono state riprese quelle già inviate, riprendendone contenuti e concetti. Si è puntata l’attenzione sui difetti procedurali e si sono già preparate le basi per i futuri ricorsi, in quanto l’azione di Terna ha dimostrato la debolezza della politica bellunese nell’affrontare un tema di interesse pubblico e strategico per la nostra provincia.

“Nel corso di questi tre anni ci siamo rivolti a tutte le forze politiche del palcoscenico locale, provinciale, regionale e nazionale. – sottolinea Gianni Pastella in rappresentanza dei Comitati civici della Valbelluna  – Nonostante qualche piccola azione e alcune prese di posizione puramente verbali e che non hanno avuto nessuna conseguenza, non si sono ottenuti i risultati sperati. I cittadini hanno messo, e stanno ancora mettendo, il massimo impegno in questa battaglia, mentre gran parte dei politici si sono mossi solo una volta messi con le spalle al muro e con prese di posizione che sembrano più di facciata che realmente di convinzione nel portare avanti una riprogettazione condivisa, studiando la soluzione migliore per il territorio.

Ribadiamo ancora una volta che nessuno è contrario all’infrastrutturazione del nostro territorio, ma sicuramente noi cittadini abbiamo perso la fiducia nelle istituzioni, che non hanno saputo capire l’importanza e la portata reale di questo progetto.
Cosa dovrebbero fare centinaia di cittadini dopo aver manifestato civilmente il proprio dissenso, aver chiesto colloqui a tutti i livelli istituzionali, aver esposto le problematiche a chiunque, aver speso giornate e risorse economiche per informare e per proporre possibili soluzioni alternative, senza l’aiuto di chi li rappresenta?

Perfino chi sostiene da sempre il progetto dichiara che la nostra posizione è condivisibile, ma preferisce guardare solo al proprio orticello.
Qualunque sia l’esito della valutazione in corso – conclude Pastella –  confermiamo che la battaglia verrà portata ad ogni livello. Siamo pronti ai ricorsi, convinti che la riprogettazione sia l’unica strada da seguire per non devastare per sempre il nostro territorio, da sempre sfruttato, umiliato e mai valorizzato come merita”.

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