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Elettrodotto Valbelluna. Buio a Palazzo Piloni, i rappresentanti politici della provincia s’inginocchiano dinanzi a Terna. I Comitati: “Le criticità del progetto non sono state affatto comprese”

Palazzo Piloni sede della Provincia
Palazzo Piloni sede della Provincia

“In seguito alle dichiarazioni rilasciate dalla presidente della Provincia Daniela Larese Filon, ribadiamo il fatto che avremmo dovuto partecipare all’incontro richiesto da Terna per illustrare il progetto di razionalizzazione della rete elettrica nel Bellunese. Lo ribadiamo perché, nonostante le spiegazioni fornite alla presidente nel corso dell’incontro avuto con noi (al quale non abbiamo posto alcun limite alla partecipazione di altri soggetti) il 20 gennaio scorso, ci accorgiamo che le criticità del progetto non sono state affatto comprese”.

Lo dichiarano in una nota i Comitati della Valbelluna

“La presidente dichiara nelle interviste ai media a fine riunione, che Terna non può pensare di rimettere in discussione il progetto in corso di valutazione ambientale. Noi però – prosegue la nota – abbiamo una dichiarazione del responsabile concertazioni con i territori Adel Motawi, dichiarazione fatta di fronte a numerose persone, che se gli avessimo portato interlocutori politici forti e rappresentativi, avrebbe rivisto il progetto!

Probabilmente, in questa provincia, non esiste una politica di questo tipo.

Sembra strano che davanti a cittadini determinati Terna ritorni sui suoi passi. Mentre quando si trova seduta al tavolo con una certa politica riacquisti tutto il terreno perduto. La stessa politica che venerdì non ha voluto il nostro supporto chiudendo noi e i mass media fuori dalla porta!

Visto che per certi nostri “rappresentanti” politici è più convincente Terna rispetto ai cittadini, chiediamo agli amministratori dei pochi Comuni ancora sostenitori di questa scellerato progetto di “razionalizzazione” (tale non è, ormai lo sappiamo), di assumersi formalmente la responsabilità, civile e penale, delle loro scelte, che andranno a ricadere sulla salute pubblica e sul territorio di tutta la provincia di Belluno. Ricordiamo che determinati progetti generano anche importanti “danni ambientali” che dovranno essere adeguatamente risarciti alla popolazione.

Sappiamo che le abitazioni sottoposte a rischi sanitari perché si trovano sotto le reti elettriche sono molto più numerose nel resto della provincia che nel territorio di Ponte nelle Alpi. Qualche esempio: Visome, Castion, Levego, Borgo Piave, Travazzoi, Vezzano, Col Fiorito, Tisoi.

Prima di fare certe affermazioni – conclude la nota dei Comitati –  bisognerebbe documentarsi. Senza parlare poi di Limana e di tutti i Comuni dal Comelico al Feltrino, territori in cui ci sono scuole e asili, che con il potenziamento della stazione elettrica di Polpet e il conseguente rafforzamento della rete, si troveranno con un inquinamento elettromagnetico aumentato in modo esponenziale”.

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