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martedì, Ottobre 20, 2020
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Consiglio regionale. Approvata la Legge di riordino delle funzioni amministrative provinciali

Consiglio regionale del Veneto
Consiglio regionale del Veneto

Con 32 voti a favore e 14 astenuti (PD e M5S) il Consiglio regionale ha approvato il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali, come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni.
Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta si compone di dieci articoli, il cui obiettivo è quello di salvaguardare il territorio, gli enti provinciali e tutti i dipendenti degli stessi enti. Tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Il PDL prevede, infatti, che “il personale addetto a tutte le funzioni non fondamentali confermate alla Città metropolitana di Venezia e alle Province è trasferito alla Regione e distaccato presso i precitati enti con oneri a carico della Regione.”
Sarà la Regione quindi a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale.
Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori.
Entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province.
Per le funzioni in materia di politiche attive del lavoro e di servizi per il lavoro è prevista una disciplina a parte, che, in via transitoria per garantire la continuità operativa dei Centri per l’impiego e la copertura finanziaria del personale, prevede che la Regione stipuli con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali una convenzione valida per il biennio 2015-2016. Solo dopo questo biennio tali funzioni troveranno una definitiva regolamentazione. Previsto infine che, decorsi due anni dall’entrata in vigore della legge, dovrà essere presentata una relazione sullo stato di attuazione della normativa. Per quanto riguarda le coperture finanziarie per il 2015 è assicurato per il costo del personale uno stanziamento massimo di 28.256.000 di euro, mentre per il 2016 e il 2017 sono già previsti, per la copertura delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.

Nell’annunciare il voto di astensione del PD il controrelatore, Stefano Fracasso, ha voluto sottolineare da un lato il risultato positivo raggiunto per aver garantito alle Province le risorse necessarie per dare continuità ai servizi e salvaguardato le professionalità, dall’altro la contrarietà per non aver sfruttato l’occasione del riordino delle funzioni amministrative provinciali per riorganizzare, con una nuova visione strategica, il territorio, con un livello amministrativo semplificato, più efficace ed efficiente delle vecchie province, in grado di erogare servizi di qualità ai cittadini, con particolare riguardo ai soggetti più deboli.

Per Stefano Casali (LT) la riforma Delrio si è dimostrata una pessima legge, un flop enorme ed il grido di dolore pervenuto da più parti ne è la riprova. “Abbiamo fatto – ha sottolineato l’esponente tosiano – un buon lavoro, ma mi auguro che situazioni emergenziali come questa non si ripetano, perché quando non ci sono i numeri, quando non c’è il consenso, è meglio che non si facciano leggi sbagliate, le cui conseguenze poi ricadano sul territorio”.

Simone Scarabel ha motivato l’astensione del M5S in primis perché la riforma Delrio è una legge scorretta e frettolosa, ma anche perché altrettanto frettolosa è la Legge regionale di riordino. “Il voto favorevole di Fratelli d’Italia – ha sottolineato Sergio Berlato – è dato malvolentieri perché la Regione non può essere l’ufficio di collocamento delle vittime del Governo. Tant’è – ha ribadito – se non fosse stata la Regione ad intervenire si sarebbero persi servizi e professionalità”.

Per Massimiliano Barison (FI) “l’approvazione di questo PDL dimostra una grande responsabilità da parte della Regione rispetto ad un provvedimento pessimo del Governo”. E di pessima legge nazionale ha parlato anche il capogruppo della Lega Nord, Nicola Finco, perché il Governo ha soppresso le Province solo virtualmente, perché di fatto ha scaricato sulle Regione gli oneri economici e finanziari. “Con questo PDL – ha poi sottolineato Finco – garantiamo, con stanziamenti regionali, la continuazione di servizi e lo stipendio ai dipendenti, coprendo così, per l’ennesima volta, un buco legislativo del Governo nazionale”.

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