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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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L’Associazione bellunesi nel mondo invita la Provincia ad aprire un tavolo di discussione sul futuro del Bellunese

Oscar De Bona
Oscar De Bona

«Chiediamo a Lei Presidente di programmare un incontro convocando a livello provinciale le organizzazioni maggiormente rappresentative della società civile e religiosa». E’ l’invito lanciato dal presidente ABM Oscar De Bona alla presidente della Provincia di Belluno Daniela Larese Filon in merito alla drammatica situazione che sta vivendo il nostro territorio dopo la notizia dell’accorpamento della Prefettura di Belluno con quella di Treviso.
Sempre nella lettera inviata da De Bona si legge: «L’ABM, in questo periodo, viene pressantemente interpellata dai numerosi soci aderenti da ogni parte del mondo sulla situazione che si verrà a creare nella nostra provincia a seguito delle notizie diffuse circa l’accorpamento della Prefettura di Belluno con quella di Treviso e delle conseguenze negative che questa fusione porterà: chiusura della Questura, del Comando dei Vigili del Fuoco, del Comando della Guardia di Finanza, del Comando della Polizia e molto altro… con una progressiva cancellazione della nostra identità che, grazie anche alla nostra presenza nel mondo, abbiamo contribuito a creare». Sempre il presidente ABM sottolinea inoltre come non si stia parlando solo di identità, ma di vita: «Belluno non deve sopravvivere, ma deve vivere e per questo sono indispensabili servizi atti a garantire il futuro ai nostri figli e il presente ai nostri genitori».
La richiesta fatta alla presidente Larese Filon ha un’assoluta priorità onde evitare prese di posizione autonome, e diverse, che rischierebbero di indebolire il fronte istituzionale.
La voce dei soci ABM si è fatta sentire forte dopo aver letto il numero di ottobre della rivista “Bellunesi nel mondo” che mette proprio in prima pagina l’immagine della Prefettura accompagnata dal titolo: «BELLUNESI, SVEGLIA! NON FACCIAMOCI “SPEGNERE”» e dalla didascalia: “In barba alla nostra specificità si vorrebbe accorpare la provincia di Belluno a Treviso spostando colà Prefettura, Questura e altri servizi pubblici essenziali. Se non ci opponiamo con forza, “spegneranno” la nostra identità. E chi continua a tacere ne sarà complice!”.

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